A Lione i fascisti hanno organizzato un’imboscata armata
Giovedì 12 febbraio si è svolta alla Facoltà di Scienze politiche di Lione una
conferenza tenuta dall’europarlamentare Rima Hassan (La France Insoumise),
contestata all’esterno dell’ateneo dal collettivo femo-nazionalista “Nemesis”.
In questo contesto, diversi minuti dopo e a varie centinaia di metri di distanza
dalla facoltà, un gruppo di circa 16 giovani di estrema destra armati di
spranghe, fumogeni in versione “torcia infiammabile” e spray al peperoncino ha
teso un agguato a dei militanti antifascisti, disarmati e in minoranza
numerica.
Questo è ciò che si vede nei video di Contre-attaque e Le Canard Enchainé che
ripubblichiamo oggi e che ricostruiscono il contesto dell’aggressione a Quentin
Deranque.
In seguito alla colluttazione il gruppo di estrema destra è fuggito, lasciando
indietro alcune persone. Tra questi c’era Quentin Deranque, che a seguito dei
colpi ricevuti durante il confronto ha riscontrato traumi cranici di importante
gravità. Solo questi fatti sono riportati nel video che è inizialmente
circolato, che molti giornali francesi hanno pubblicato senza spiegazione, così
come stanno facendo molti giornali italiani
Purtroppo Quentin Deranque, non si è recato subito in ospedale, ma solo in
seguito, e il 16 febbraio è poi morto per i colpi subiti.
Quentin faceva parte di un gruppo identitario, estremista cristiano, fascista e
razzista che rivendica apertamente la violenza come arma politica. In ogni caso,
nessuno dovrebbe morire in colluttazioni violente, tantomeno a 23 anni.
Ripubblichiamo oggi la contro-inchiesta di Contrenattaque, che spiega e inquadra
i fatti accaduti a Lione, che oggi vengono utilizzati anche in Italia per
delegittimare tutta la sinistra, dai partiti ai movimenti, ma anche i valori
antifascisti a cui si ispira la nostra Costituzione.
TF1, AFP, Obs, France Info, Libération (organi di informazione n.d.t.) Juan
Branco, François Ruffin, Raphaël Glusckmann, Emmanuel Macron e tutti gli altri
da 5 giorni riprendono la versione inventata dai neonazisti per criminalizzare
l’antifascismo e trasformare gli aggressori in vittime. È uno scandalo
nazionale.
Ieri, Contre Attaque ha diffuso immagini inedite scattate a Lione il 12
febbraio , che mostrano come un commando armato abbia teso un’imboscata a un
gruppo di attivisti di sinistra, scatenando una rissa generale che ha portato
alla morte di Quentin Deranque.
Martedì, mentre tutti i parlamentari francesi rendevano omaggio all’attivista di
estrema destra, Le Canard Enchaîné ha confermato la nostra inchiesta : i
neonazisti di Lione si erano effettivamente posizionati prima dell’incontro di
Rima Hassan e avevano organizzato un attacco contro eventuali antifascisti di
passaggio. Le Canard ha pubblicato un filmato degli eventi accaduti prima
dell’inizio dell’incontro, a diverse centinaia di metri da Sciences Po.
Il filmato mostra un gruppo di estrema destra con una torcia infiammabile –
lanciata contro gli antifascisti con l’intenzione di ustionarli gravemente, come
ci ha spiegato il nostro testimone – oltre a spranghe di ferro ed elmetti. Le
Canard scrive: “Alcuni erano dotati di guanti tirapugni. Uno di loro colpisce i
suoi avversari con un casco da motociclista, un altro usa una stampella e lo
spray al peperoncino. Un terzo usa un ombrello”.
Un’analisi attenta di questo breve video rivela 13 antifascisti caricati da 16
militanti di estrema destra. Il gruppo di Quentin è quindi in maggioranza. È
fondamentale notare che, in questa breve clip, il gruppo neonazista è vestito
interamente di nero, con la maggior parte dei volti mascherati, e usa gas
lacrimogeni e manganelli, mentre il gruppo che risponde solo con i pugni indossa
abiti chiari.
Questo dettaglio è significativo: dimostra che il gruppo di Quentin Deranque era
effettivamente preparato al combattimento, mentre gli antifascisti sembrano
essere stati colti di sorpresa. Non avevano equipaggiamento difensivo o
offensivo e il loro abbigliamento era facilmente identificabile. Un gruppo
giunto con l’intenzione di combattere non si sarebbe presentato in questo modo.
Un attivista vicino a Quentin Deranque ha giurato al quotidiano di estrema
destra Frontières di aver visto l’assistente parlamentare di Raphaël Arnault
tirare pugni: “Siamo in 15 ad averlo visto, ne siamo certi al 100%”.
Involontariamente, ha così confermato che il suo gruppo era composto da almeno
15 persone e che quindi avevano abbandonato il loro amico. Questa rissa,
scatenata dall’estrema destra, come accade regolarmente a Lione, è finita male
per chi l’ha organizzata.
LA CARICA DEL GRUPPO FASCISTA DI CUI FACEVA PARTE QUENTIN DERANQUE
Fonte: Contre-attaque.net
A questo link l’aggressione fascista ripresa da un’altra angolatura. Fonte: Le
Canard Enchainé
LA “PROTEZIONE” DI NEMESIS NON ERA L’OBIETTIVO
Su Mediapart, un altro resoconto conferma questa sequenza di eventi : “uno
studente di sinistra” che stava partecipando alla conferenza di Rima Hassan
conferma che il suo gruppo ha preso il sottopassaggio ferroviario e poi ha
incontrato gli attivisti di estrema destra che, a quanto pare, “gli sono saltati
addosso”. “C’è stato un gran caos. Ci hanno lanciato una torcia o una granata
fumogena, che ha colpito uno di noi direttamente in faccia”. Tutto torna. Molto
più delle 15 versioni contraddittorie fornite dall’estrema destra negli ultimi
giorni.
Un altro errore va segnalato: il gruppo Nemesis (collettivo femo-nazionalista
francese, n.d.t.) continua a ripetere che Quentin e i suoi amici sono stati
invitati a “proteggere” gli attivisti. Questa versione non regge a un esame
approfondito: perché questo gruppo di teppisti sarebbe rimasto nascosto dietro
un tunnel, a diverse centinaia di metri dalla conferenza e quindi dalle azioni
di Nemesis?
In realtà, il gruppo di Quentin non era la “squadra di sicurezza” di Nemesis, ma
una banda armata che si aggirava nei pressi di un raduno di sinistra, alla
ricerca di potenziali bersagli. Forse si stavano coordinando con Nemesis, ma non
erano lì per loro. Il settimanale satirico Le Canard Enchaîné lo conferma,
descrivendo in queste immagini “un gruppo di estremisti di estrema destra che
sembrano aspettare altri alla fine di un sottopassaggio ferroviario”.
È una tattica comune tra i gruppi fascisti, a Lione come altrove, lanciare
attacchi a sorpresa contro singoli individui o gruppi isolati ai margini di
eventi antifascisti. Per chiunque abbia familiarità con l’estrema destra e la
situazione a Lione, questo è ovvio. Se la giustizia non fosse sotto il loro
controllo, starebbe perseguendo i soci di Quentin per aggressione aggravata con
armi da fuoco, o addirittura tentato omicidio.
QUENTIN SI ALZÒ E RIFIUTÒ DI ANDARE ALL’OSPEDALE
L’estrema destra ha quindi perso la battaglia, abbandonando tre dei suoi membri
nella fuga, e Quentin ha rifiutato le cure mediche. Su France Info, un vicino
del ragazzo deceduto ha dichiarato di averlo visto alzarsi dopo essere stato
picchiato: “Sembrava un po’ stordito, era in piedi ma si è rifiutato di andare
in ospedale, nonostante glielo avessero offerto. Ho visto solo le persone che
gli parlavano, dicendogli di andare in ospedale…
In ogni caso, quello che è certo è che ha rifiutato”. Solo più di un’ora e mezza
dopo, in un altro quartiere, è stato portato in ospedale in gravi condizioni.
Perché ha rifiutato le cure al pronto soccorso? Aveva materiale compromettente?
Stava cercando di fare il duro con i suoi amici fascisti? O era semplicemente
troppo stordito per prendere la decisione giusta? In tal caso, la mancanza di
reazione da parte dei suoi compagni è la vera tragedia.
UN INSABBIAMENTO DA PARTE DI TF1
Sabato 14 febbraio, TF1 ha trasmesso, durante il suo notiziario in prima serata,
le immagini scioccanti e decontestualizzate che sono state successivamente
riprese ovunque. Presentate come video di un residente locale, mostravano
“quindici individui con giacche nere o di colore chiaro, diversi dei quali
incappucciati, che picchiavano tre individui a terra”, secondo l’emittente.
Il giorno dopo, Libération ha intervistato lo stesso testimone, Maxime, il quale
ha spiegato di aver girato non uno, ma due video. Il primo mostrava l’inizio
della colluttazione, e il secondo la fine, la parte in cui si scambiano colpi a
terra. Questo testimone ha specificato che TF1 aveva scelto di trasmettere solo
il secondo video, e non quello “in cui si vedono due gruppi uno di fronte
all’altro”.
Questa scelta editoriale è estremamente grave: costituisce un deliberato inganno
dell’opinione pubblica. La redazione di TF1 aveva le prove che si trattava di
uno scontro tra due gruppi, ma ha presentato al pubblico un segmento troncato
della scena, creando l’impressione di un attacco gratuito a un individuo
isolato.
Ci sono volute la nostra indagine, altre testimonianze e il video di Le Canard
Enchaîné per smentire questa disinformazione, ma il danno è fatto. I nostri
media hanno poca importanza rispetto al telegiornale condotto da Martin
Bouygues, un miliardario amico di Sarkozy. E come sappiamo, la mente umana tende
a conservare la prima versione che le viene presentata, soprattutto se è
scioccante. Diventa poi più difficile metterla in discussione in seguito, anche
con argomentazioni solide.
LA POLIZIA HA DATO CARTA BIANCA ALL’ESTREMA DESTRA
Mediapart riferisce che “i servizi segreti territoriali erano stati avvisati da
diversi giorni della manifestazione programmata dal gruppo nazionalista
femminista Némésis davanti a Sciences Po. Tuttavia, nessuna presenza visibile
della polizia era stata schierata intorno all’edificio, nemmeno a scopo
dissuasivo”. Contemporaneamente, la polizia è stata mobilitata presso
l’Università Lyon 3 per disperdere una protesta antimilitarista durante una
conferenza sulla guerra. Ciò significa che le autorità hanno deciso di lasciare
che l’estrema destra agisse impunemente, portando armi, mentre gli agenti
reprimevano una manifestazione non violenta presso un’università.
Questa scelta è indicativa della situazione a Lione, dove da 15 anni si
verificano attentati fascisti nella più totale impunità, ma anche della
situazione del nostro Paese, dove abbiamo visto la polizia proteggere la marcia
neonazista parigina del 10 maggio e vietare il raduno antifascista.
Proprio la scorsa settimana, il 7 febbraio, un nutrito contingente di gendarmi è
stato schierato in mezzo ai campi della Mosa per proteggere un nascondiglio
neonazista , la Taverne de Thor, e ha colpito il corteo contro l’estrema destra,
che era composto da pacifiche famiglie con bambini.
I media dei proprietari miliardari, lo spostamento a destra del potere politico
e la proliferazione di milizie fasciste nelle strade non possono che portare a
tragedie di questo tipo, che a loro volta alimenteranno ulteriori disastri. È un
circolo vizioso verso il peggio, a meno che non si scateni un’ondata di
resistenza contro questa cupa spirale.
La versione originale dell’articolo è stata pubblicata da Contre-attaque.net
martedì 17 febbraio
La copertina è tratta dal video degli scontri pubblicato da Le Canard enchainé
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