Atene (Grecia): Sabotare l’«ordine e la sicurezza» imposti dallo Stato e dalle autorità universitarie attraverso la ristrutturazione dell’istruzione
> Da Actforfreedomnow!, 3 Febbraio 2026
Attualmente, il sistema educativo sta subendo una ristrutturazione, con lo Stato
e le autorità universitarie alla ricerca di vari modi per reprimere l’azione
sociale e politica all’interno delle università, con l’obiettivo di consegnarle
agli interessi delle imprese.
Misure disciplinari, orari di apertura, presenza di polizia e guardie di
sicurezza, nonché mezzi tecnici di sorveglianza, contribuiscono a creare un
quadro di stigmatizzazione degli studenti e dei cittadini, considerati
potenziali obiettivi della vendetta dello Stato e dell’università.
La situazione socio-politica è tale che, nell’interesse del potere dominante e
dei padroni, la riforma dell’istruzione deve essere attuata. La divulgazione
pubblica di scandali successivi che coinvolgono lo sperpero di denaro pubblico,
i crimini di Stato alle frontiere e sui treni, l’uccisione incessante di
lavoratori da parte dei padroni nei campi di schiavitù del profitto, ma anche la
collusione delle università greche con lo Stato sionista che sta commettendo un
genocidio contro i palestinesi, costituisce un contesto che richiede un
necessario rafforzamento della repressione preventiva da parte dei governanti.
Di conseguenza, le università, in quanto luoghi centrali di politicizzazione e
dissenso, sono al centro di un feroce attacco, con l’ovvio obiettivo di impedire
agli studenti, la parte più attiva della società, di agire attraverso
l’istituzione di vari metodi di controinsurrezione.
Uno di questi metodi è stato l’installazione di telecamere di sorveglianza
all’interno e all’esterno del complesso del Politecnico. Tale sorveglianza non
era rivolta esclusivamente agli studenti, ma anche ai residenti del quartiere di
Exarcheia, dal momento che le telecamere sono state installate sulle vie
Bouboulinas, Stournari e Patission. In questo caso, l’obiettivo era senza dubbio
quello di espandere, ampliare e, in ultima analisi, integrare le forze
repressive – sia fisse che mobili – nel quartiere, al fine di garantire
l’attuazione dei piani di turistificazione e gentrificazione di Exarchia.
Comprendendo la necessità di contrastare questi piani in termini pratici, ma
anche considerando il simbolismo dell’anniversario della rivolta del
Politecnico, abbiamo deciso di agire contro le telecamere di sorveglianza.
In qualità di attivisti, e in un momento in cui il complesso di Patission era
pieno di vita, le telecamere di sorveglianza non potevano rimanere intatte. Man
mano che salivamo, le telecamere venivano abbattute.
Per raggiungere la libertà, non basta guardare in alto, ma bisogna anche agire.
Dobbiamo arrampicarci, usando la giustizia come scala e abbattendo le leggi
dell'”ordine e della sicurezza”, in modo che possano cadere dritte sulla testa
dei governanti che si associano a tutti gli oppressori alle nostre spalle.
Dopo tutto, la giustizia è dalla parte degli insorti, non degli infami e dei
conformisti.
Esprimiamo la nostra solidarietà a chi lotta contro il capitale, lo Stato e
l’autorità universitaria.
P.S. Accogliamo con favore azioni simili intraprese da altri individui che
rendono il Politecnico uno spazio libero dalle telecamere di sorveglianza.
Sabotatori dei piani dell’università e dello Stato per “l’ordine e la sicurezza”