Ucraina, i danni umani e ambientali di una guerra che ancora non finisce
Il 24 febbraio del 2022 la Russia attaccò l’Ucraina. Siamo quindi entrati nel
quinto anno di un conflitto che, almeno inizialmente, si era sperato potesse
concludersi presto. Ma quella speranza nasceva da un sentimento umano, non da
fatti concreti e purtroppo le bombe stanno continuando a cadere.
Ma quali sono gli effetti di quattro anni di guerra?
I DECESSI
Non ci sono dati certi al riguardo. Sia Russia sia Ucraina, i due paesi
coinvolti, non hanno mai comunicato cifre ufficiali. Secondo il media russo
indipendente Mediazona, in collaborazione con il servizio in lingua russa della
britannica BBC, i militari russi deceduti in Ucraina ammonterebbero a 200/220
mila. Un numero a cui si aggiungono 30-40 mila dispersi per i quali le famiglie
hanno avviato le procedure legali per la dichiarazione di morte presunta. I dati
sui decessi sono stati ottenuti a partire da fonti pubblicamente disponibili e
verificabili, come post sui social media di parenti, resoconti sui media locali
e dichiarazioni delle autorità regionali. Questo rende l’elenco non esaustivo
perché non tutti i decessi vengono resi pubblici. Sempre Mediazona, in
collaborazione con Meduza ha cercato di dare un quadro il più possibile certo
utilizzando i dati del Registro Nazionale delle Successioni visto che anche il
Il Rosstat, l’ufficio di statistica nazionale russo, ha sospeso la comunicazione
di dati non solo di morte ma anche di nascita a partire da luglio scorso.
Nemmeno da parte ucraina i dati sono più sicuri: sicure sono solo le
dichiarazioni del presidente Volodymyr Zelensky: il 4 febbraio scorso, in
un’intervista all’emittente francese France 2, dichiarò che i militari ucraini
caduti in 4 anni di guerra ammontano a 55 mila contro i 46 mila della
dichiarazione precedente risalente più o meno al febbraio 2025. Dato che per
l’Ucraina non dice nulla delle vittime civili. Secondo l’Onu in quattro anni di
guerra i civili deceduti sarebbero 15.000 con 40.600 feriti
A fine gennaio un report del Csis – Center for strategic and international
studies di Washington ha fornito i suoi dati sulla guerra in Ucraina: 1,2
milioni di perdite tra uccisi, feriti e dispersi tra i russi e tra 500mila e
600mila perdite, sempre tra uccisi, feriti e dispersi tra gli ucraini con un
rapporto di circa 2,5 a 1 o 2 a 1. Con una previsione di 2 milioni totali entro
la primavera del 2026.
Di contro sono aumentati gli attacchi aerei indiscriminati verso aree lontane
dal fronte, con città costantemente sotto tiro di droni e missili russi. Anche
questo dato si riflette nei numeri. Come riporta la Missione di monitoraggio dei
diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina, “il 2025 è stato l’anno più
mortale per i civili in Ucraina dal 2022”. Con oltre 2.500 civili uccisi e
12.000 feriti, e un aumento in un anno del 31%, e del 71% rispetto al 2023
Dati difficili da reperire e confrontare, in particolare se parliamo di dispersi
e non di morti ufficiali. Il generale Syrskyi, comandante in capo delle forze
armate ucraine ha recentemente parlato di una presenza stabile di circa 700mila
soldati russi in Ucraina, dato confermato da stime simili fornite da Putin,
posizionati su una linea dI fronte lunga 1.200 chilometri.
Un territorio massacrato perché la guerra non uccide solo esseri umani, ma anche
animali e vegetali, causando danni più o meno permanenti nell’ambiente.
DANNI ALL’AMBIENTE
Ma tutte le bombe e i combattimenti di questi quattro anni quanti danni hanno
provocato? Delinea un quadro della situazione la sesta edizione del Climate
damage caused by Russia’s war in Ukraine. La sesta edizione dello studio che
comprende il periodo tra il 24 February 2022 e il 23 February 2026 è stato
recentemente pubblicato. Lo studio rientra nelle iniziative del Center for
Environmental Initiatives Ecoaction, un’organizzazione ucraina senza scopo di
lucro finalizzata alla difesa dell’ambiente anche in tempo di guerra.
Il rapporto stima che le emissioni di gas serra sono aumentate di 75 milioni di
tonnellate di CO2 equivalente (tCO2e), portando il totale dal 24 febbraio 2022 a
311 milioni di tCO2e.
La prima edizione del rapporto venne presentata alla Conferenza sul Clima COP27
a Sharm-el-Sheik, in Egitto, il 9 novembre 2022, e copriva i primi sette mesi di
guerra. La stima includeva quattro categorie di impatto: emissioni derivanti
dalla guerra, emissioni derivanti da incendi incontrollati nelle foreste e nelle
città, emissioni derivanti dal movimento dei rifugiati ed emissioni future
derivanti dalla ricostruzione di edifici, strade e fabbriche danneggiati e
distrutti.
La seconda valutazione dei danni climatici ha fornito un aggiornamento di queste
quattro categorie di impatto, coprendo i primi 12 mesi di guerra, ovvero dal 24
febbraio 2022 al 23 febbraio 2023 e venne presentata alla Conferenza UNFCCC sul
Clima a Bonn, in Germania, il 7 giugno 2023. Venne aggiunta una nuova categoria:
l’impatto della deviazione dei voli dovuta alla chiusura dello spazio aereo e
l’impatto della crisi energetica del 2022 sulle emissioni energetiche in Europa.
Ogni nuova edizione risultava un aggiornamento della situazione: La terza
copriva i primi 18 mesi di guerra, ovvero dal 24 febbraio 2022 al 1° settembre
2023, presentata alla Conferenza sul Clima COP28 a Dubai, negli Emirati Arabi
Uniti, il 4 dicembre 2023.
La quarta estende la valutazione ai primi due anni di guerra, fino al 23
febbraio 2024 ed è stata presentata alla Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina
tenutasi a Berlino il 13 giugno sempre del 2024. In questo report, vengono
aggiornate metodologia e fonti di dati per determinare le emissioni derivanti
dagli incendi boschivi includendo le emissioni derivanti dai danni alle
infrastrutture per i combustibili fossili (depositi di petrolio, gasdotti) e le
emissioni di SF6 dagli interruttori ad alta tensione.
La quinta valutazione si estende invece ai tre anni di guerra anche in questo
caso con ulteriori aggiornamenti e modifiche come ad esempio un nuovo approccio
per stimare le emissioni derivanti da incendi negli edifici. Questo è stato il
rapporto presentato alla COP30 in Brasile, dove l’Ucraina ha annunciato che
presenterà contro la Russia un reclamo nella categoria Danno ambientale del
Registro dei danni per l’Ucraina, richiedendo un risarcimento pari a 57 miliardi
di dollari Usa.
Senza dimenticare terreni inquinati e le macerie che causeranno ulteriori
emissioni per lo smaltimento quando si potrà procedere.
Intanto l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato con 107 voti
favorevoli, 12 contrari e 51 astenuti una risoluzione in cui si chiede un
“cessate il fuoco completo, senza condizioni e immediato” e una “pace
complessiva, giusta e duratura” in Ucraina.
Sara Panarella