BRESCIA: PER LA DESTRA È VIETATO CRITICARE IL QUESTORE. “L’OBIETTIVO È CRIMINALIZZARE IL DISSENSO”
Per la destra non si può criticare l’operato di funzionari pubblici e forze di
polizia. Lo hanno dichiarato, in maniera esplicita, le deputate bresciane
Cristina Almici (di Fratelli d’Italia) e Simona Bordonali (della Lega)
commentando la conferenza stampa durante la quale esponenti del centro sociale
Magazzino 47, dell’Associazione Diritti per tutti e del Collettivo Onda
Studentesca hanno denunciato di aver ricevuto “avvisi orali” del questore di
Brescia, Paolo Sartori, per aver… Partecipato a una manifestazione pacifica. “È
gravissimo attaccare chi, in uniforme, lavora per tutelare tutti noi”, ha
dichiarato Almici, mentre secondo Bordonali “organizzare iniziative pubbliche
contro il Questore significa delegittimare chi, con equilibrio e determinazione,
sta facendo il proprio dovere”.
In un comunicato stampa ufficiale i consiglieri comunali di Brescia Francesco
Catalano (della lista “Al lavoro con Brescia”) e Valentina Gastaldi (di Brescia
Attiva) parlano invece di una “modalità di gestione degli strumenti in possesso
del Questore che crea sconcerto e grave preoccupazione per la garanzia del
diritto a manifestare e a esprimere le proprie opinioni”.
Secondo il docente di Diritto penale all’Università di Brescia Luca Masera,
intervistato da Radio Onda d’Urto, “c’è un obiettivo molto chiaro che è quello
di criminalizzare il dissenso: chi vuole protestare deve sentire un rischio cui
si espone con questa protesta. Penso che sia un obiettivo ben chiaro di questa
maggioranza (di governo, ndr): tutti coloro che si oppongono devono – in un
certo modo – essere controllati, dalla magistratura a qualsiasi episodio di
violenza – anche minimo – durante le manifestazioni di piazza”.
Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto sono intervenuti anche Dino Greco, del
Partito della Rifondazione Comunista, e Giorgio Cremaschi, di Potere al popolo.
“Ci troviamo di fronte a una traiettoria della vicenda giudiziaria italiana che
sta portando verso lo stato di polizia“, commenta Dino Greco. “I due pacchetti
sicurezza del governo ci raccontano esattamente di questo”, aggiunge. “Qui si
colpisce la stessa libertà di manifestare pacificamente in un crescendo
autoritario“, gli fa eco Giorgio Cremaschi. “Sarebbe ora – aggiunge Cremaschi –
che la parte elettiva della città, il consiglio e l’amministrazione comunale,
dicessero qualcosa su questo aspetto, invece di avere un atteggiamento di
sostanziale copertura (tranne piccole minoranze) nei confronti di questa
politica autoritaria della Questura e delle autorità di governo”.
La trasmissione di Radio Onda d’Urto con gli interventi di compagni, esponenti
politici e giuristi. Ascolta o scarica.