Anche a Viareggio presidio per dire No al ddl Bongiorno sulla violenza sessuale
L’Associazione Nazionale D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) raggruppa 88
organizzazioni che gestiscono 118 Centri antiviolenza e più di 60 Case Rifugio e
ascolta ogni anno circa 24mila donne. Uno di questi centri è a Viareggio e la
Casa delle Donne locale ha aderito alla mobilitazione indetta da D.i.Re, che il
28 febbraio sarà fra l’altro a Roma a livello nazionale.
Ragioni della protesta: il disegno di legge proposto dalla senatrice e avvocata
Bongiorno stravolge gli accordi bipartisan sul consenso libero e attuale previo
all’atto sessuale e torna indietro di decenni, spostando l’onere della prova
sulla vittima, che deve dimostrare di avere dissentito. Cosa non facile e
umiliante, che induce molte donne a rinunciare alla denuncia. Il consenso previo
è un diritto, è libertà e autodeterminazione; senza consenso un atto sessuale è
stupro.
Così la mattina di domenica 15 febbraio ci siamo ritrovate e ritrovati (donne e
uomini: la mentalità sessista e patriarcale si cambia insieme) in più di un
centinaio, oltre ai passanti che si soffermavano. Numerose le sigle che avevano
dato la loro adesione: associazioni grandi e piccole e sindacati. Abbiamo
distribuito volantini, c’era la simpatica Sbanda che alternava canto e
recitazione (bella la scritta sulle loro magliette: la nostra patria è il mondo)
e gli interventi a microfono aperto. Dopo l’introduzione della Presidente della
Casa delle Donne Ersilia Raffaelli è stata sottolineata la stretta relazione fra
violenza bellica e violenza maschilista.
I sordidi intrecci fra potere e storie di stupro, lo stupro usato ovunque come
arma di guerra, l’esperienza del Rojava come esempio di democrazia partecipata
a guida femminile sotto attacco, la capacità di resilienza delle donne con
particolare riferimento alle donne palestinesi. Una mattinata che ha aggiunto un
tassello alla nostra volontà di capire e crescere insieme.
Redazione Toscana