Tag - netanyahu

Netanyahu ordina di indagare sulle fonti di “Naza”. È la “democrazia” secondo i sionisti
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto l’avvio immediato di un’indagine penale contro le fonti anonime usate per “Naza”, il pluripremiato documentario firmato dai registi Yuval Abraham e Rachel Szor, che ha mostrato – a chi aveva bisogno ancora di prove – la “banalità del male” delle operazioni a Gaza. […] L'articolo Netanyahu ordina di indagare sulle fonti di “Naza”. È la “democrazia” secondo i sionisti su Contropiano.
October 13, 2026
Contropiano
Il grande bluff di Trump sull’Iran
L’amministrazione Trump e i suoi sostenitori, inclusa la pagina editoriale del Wall Street Journal, stanno lavorando senza sosta in questi giorni per manipolare le notizie sulla guerra con l’Iran, facendo apparire che gli Stati Uniti stiano vincendo e che Teheran farebbe meglio a sottomettersi alle richieste di Washington prima di […] L'articolo Il grande bluff di Trump sull’Iran su Contropiano.
October 11, 2026
Contropiano
L’Occidente vuole che Netanyahu se ne vada, per silenziare il genocidio
La visita lampo di Benjamin Netanyahu negli Stati Uniti la scorsa settimana per intervenire all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è stata un’ulteriore prova che il primo ministro israeliano è ormai un paria universale. Viene abbandonato persino dai suoi alleati più stretti. Non sorprende forse che 77 nazioni, tra cui alcuni […] L'articolo L’Occidente vuole che Netanyahu se ne vada, per silenziare il genocidio su Contropiano.
October 4, 2026
Contropiano
Una operazione “false flag” dietro il tentato dirottamento dell’aereo degli Emirati?
Sulla dinamica, gli scopi e le conseguenze del tentato dirottamento dell’aereo della Flydubai, cominciano ad emergere “dettagli”, sia sulla stampa israeliana che in quella di altri paesi dell’area, dettagli che meritano di essere presi in seria considerazione. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe cercato di utilizzare un incidente che […] L'articolo Una operazione “false flag” dietro il tentato dirottamento dell’aereo degli Emirati? su Contropiano.
October 3, 2026
Contropiano
Israele: Netanyahu alla ricerca di consenso verso le elezioni
L’incidente aereo sul volo Dubai-Tel Aviv è stato colto come occasione per Netanyahu di recuperare consensi gridando all’attentato e paragonando quanto accaduto all’11 settembre. Questo evento si inserisce in un processo in cui il primo ministro israeliano si trova a dover giustificare quanto uscito su alcune testate giornalistiche in merito al 7 ottobre 2023. Proprio in questi giorni Netanyahu è volato negli Emirati Arabi per ottenere una smentita sulle notizie di una sua consapevolezza precedente l’attacco di Hamas proprio perché avvertito da Abu Dhabi. La battaglia per il consenso si gioca dunque sulla sempiterna questione della necessità per Israele di condurre una guerra permanente: intanto in Cisgiordania e a Gaza continua il massacro. Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio, corrispondente in Medio Oriente per il Manifesto e caporedattore di Pagine Esteri
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
Qual che zoppica nel tentato “attentato” all’aereo da Dubai
Alla fine “l’attentato” preannunciato più volte da Netanyahu è arrivato. Non è stato proprio quel che sperava il vertice di Israele, appare anche piuttosto “casareccio” nell’attuazione, ma sufficientemente simile ad attentati veri da poter passare per tale. Andiamo però con ordine. Nella mattinata di mercoledì 30 settembre volo di FlyDubai […] L'articolo Qual che zoppica nel tentato “attentato” all’aereo da Dubai su Contropiano.
October 1, 2026
Contropiano
Bibi files: Il lawfare in salsa kosher
Guardando il film Bibi files viene il sospetto che possa essere la componente mediatica di una sporca operazione di lawfare. Un qualcosa che per certi versi non è difforme dai tentativi di “regime change” che abbiamo visto in tanti paesi del mondo, in cui si sono state usate inchieste giudiziarie […] L'articolo Bibi files: Il lawfare in salsa kosher su Contropiano.
October 1, 2026
Contropiano
Il caso del volo Dubai-Tel Aviv e l’ennesima figuraccia dei media mainstream
Un pilota russo, un copilota ucraino e una lite capace di mettere in pericolo un aereo Flydubai diretto a Tel Aviv. La mattina del 30 settembre, un’emergenza ancora da chiarire aveva già trovato la sua spiegazione nei titoli di diverse testate. Sebbene si trattasse di una storia improbabile che avrebbe richiesto dei riscontri ufficiali, la ricostruzione era perfetta per suggerire che il conflitto tra Mosca e Kiev fosse arrivato persino nella cabina di pilotaggio. Nel giro di poche ore sono arrivate informazioni che contraddicevano quella versione: secondo i media israeliani, ai comandi ci sarebbero stati un omanita e un emiratino. Le indagini restano aperte, ma la versione della coppia di piloti russo-ucraino è stata abbandonata anche da chi l’aveva messa in circolazione. Per l’ennesima volta, la fretta di non bucarsi una notizia ha scavalcato il dovere di verificarla e un’informazione incerta è diventata il perno dei titoli prima che fossero chiariti i protagonisti e la dinamica della vicenda. Le tracce sono ancora online. L’ANSA ha diffuso la versione della lite tra pilota russo e copilota ucraino, conservata negli indici e nelle riprese del lancio. Repubblica titolava Pilota russo e copilota ucraino, lite in volo sul Flydubai: il titolo è cambiato, mentre l’indirizzo della pagina conserva quelle nazionalità. Il Foglio le aveva inserite nel titolo, poi ridotto a Un dirottamento, anzi una lite fra piloti. Il Secolo d’Italia rilanciava con pathos: Terrore nei cieli: lite tra pilota russo e copilota ucraino sul Dubai-Tel Aviv. Anche Open aveva messo in evidenza il russo e l’ucraino, eliminati dalla versione attuale, ma ancora presenti nel risultato indicizzato. Lo stesso confronto si può fare con RaiNews. La notizia rimbalzava tra agenzie e testate, ma la moltiplicazione delle riprese non equivaleva a una verifica indipendente: Adnkronos attribuiva esplicitamente le presunte nazionalità a Channel 12, emittente richiamata anche dal lancio ANSA. Citare una fonte non esonera dal valutarne l’attendibilità, soprattutto quando un’indiscrezione viene promossa a spiegazione dell’accaduto. Ripeterla in coro non la rende più vera. Il volo FZ1073, partito da Dubai e diretto al Ben Gurion, è atterrato in emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita. I dati di tracciamento mostrano una brusca perdita di quota; sono stati trasmessi il codice 7700, per l’emergenza generale, e il 7500, associato a un’interferenza illecita. Israele ha fatto decollare i caccia. Le testimonianze raccolte dai media israeliani descrivono urla, sangue nella cabina e un pilota ferito con un coltello, oltre all’intervento di persone a bordo per immobilizzare l’aggressore. L’operatore dell’aeroporto saudita ha comunicato il ricovero di entrambi i piloti. Flydubai ha confermato un incidente durante il volo e l’atterraggio sicuro a Tabuk, senza precisarne nella nota la causa né le identità dei piloti. Secondo la successiva ricostruzione israeliana, il copilota omanita avrebbe  accoltellato il comandante emiratino e tentato di dirottare l’aereo con a bordo 177 israeliani per farlo schiantare al suolo, ma sarebbe stato fermato. In attesa di riscontri, il condizionale è d’obbligo. Funzionari israeliani ipotizzano un attacco terroristico, ma non è una conclusione investigativa definitiva. Dinamica e movente restano da accertare. Colpisce anche la tempistica: l’incidente arriva all’indomani dell’allarme di Netanyahu su possibili attacchi prima delle elezioni, mentre il premier è sotto pressione per le rivelazioni sui presunti avvertimenti ricevuti prima del 7 ottobre; una coincidenza che i media hanno ignorato e che, invece, dovrebbe riproporre l’interrogativo sull’uso politico della paura e sulla sua capacità di spostare l’attenzione dalle responsabilità del governo. Tornando alle testate italiane, le rettifiche sono arrivate solo in parte: ANSA ha contraddetto le precedenti informazioni sulle nazionalità dei piloti; Repubblica e RaiNews hanno segnalato il cambiamento nel testo, Adnkronos ha sospeso la pagina. Altri mezzi di informazione si sono limitati a modificare o a cancellare le tracce dell’errore, senza smentite. La contraddizione pesa ancora di più per chi rivendica un ruolo nella lotta alla disinformazione. Open, per esempio, dichiara sul proprio sito la partecipazione al programma di fact-checking di Meta: il controllo dei fatti deve valere anche per i propri articoli. E per le testate che invocano restrizioni contro l’informazione indipendente accusata di diffondere fake news, la domanda è inevitabile: quando l’errore arriva dai propri titoli, basta chiamarlo «aggiornamento»? La fretta non può essere un’attenuante riservata ai grandi giornali, mentre agli altri si chiedono penalizzazioni e censura. Chi pretende di vigilare sull’affidabilità dell’informazione dovrebbe verificare prima di pubblicare e rendere le rettifiche visibili quanto le notizie sbagliate. Altrimenti, il fact-checking diventa un marchio di autorità da esibire contro i concorrenti, anziché un criterio da rispettare nella propria redazione. The post Il caso del volo Dubai-Tel Aviv e l’ennesima figuraccia dei media mainstream appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 30, 2026
L'INDIPENDENTE
La guerra riprende, ma dopo le elezioni
Il punto di svolta in Medio Oriente appare per il momento legato all’esito di due elezioni da qui ad un mese: quelle di midterm per negli Stati Uniti (3 novembre) e quelle politiche in Israele (27 ottobre). Non stranamente, quelle di Tel Aviv sono meno importanti, anche se simbolicamente di […] L'articolo La guerra riprende, ma dopo le elezioni su Contropiano.
September 27, 2026
Contropiano