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Proteggere Piazza Libertà
Martedì 17 febbraio abbiamo appreso dal social Trieste Café l’intenzione del gruppo Forza Nuova di chiedere alla Questura di Trieste l’autorizzazione a una manifestazione in Piazza Libertà alle ore 19 del 20 marzo. La richiesta è stata accompagnata dalla divulgazione di un manifesto pieno di violenza razzista. Come tutti sanno in città proprio in quell’ora, in Piazza Libertà si trova regolarmente ogni giorno l’ODV Linea d’Ombra, insieme alla rete di “Fornelli resistenti”, i cui gruppi provengono da tutta Italia, ad altri gruppi di cittadini, scout, studenti e studentesse, universitari, per accogliere i migranti della Rotta balcanica che giungono spesso in condizioni di sofferenza anche grave. È fin troppo evidente l’intenzione provocatoria di quest’associazione politica di matrice fascista: trasformare un luogo divenuto ormai da anni un centro di incontro, accoglienza e solidarietà fra cittadini italiani ed europei e chi proviene lungo la Rotta balcanica da paesi tormentati da guerre, carestie, crisi ambientali e violenze di ogni genere, in un luogo di odio e di violenza. Linea d’Ombra, insieme ad altre associazioni e cittadini, ha avviato una raccolta di firme, che ha quasi raggiunto la quota di cinquemila (tra cui oltre cento realtà associative) per chiedere, a chi ne ha il compito istituzionale, di preservare Piazza Libertà come luogo di incontro e di amicizia fra popoli, di cui oggi c’è un disperato bisogno. Lorena Fornasir (Presidente Linea d’Ombra ODV) Redazione Friuli Venezia Giulia
March 9, 2026
Pressenza
Tolti i cassonetti in Piazza Libertà: perchè?
Da chi ora governa Trieste non ci aspettiamo più nulla, se non interventi a danno delle cittadine e dei cittadini (ambiente, sanità…) e, con particolare accanimento, contro le persone migranti. A questo proposito, veniamo a sapere che da due giorni in Piazza Libertà sono stati tolti tutti i contenitori per l’immondizia, cassonetti e cestini. “Questo”, dicono le volontarie e i volontari che ogni sera offrono cure, abiti puliti e un pasto serale a decine di persone migranti, “crea un grave disagio, non sapendo più dove riporre le immondizie”, con inevitabili conseguenze. Non bastavano la chiusura dei gabinetti chimici e la tombatura del sottopasso: no, serviva un ulteriore dispositivo. Probabilmente vi saranno delle ragioni di “razionalizzazione” (non vogliamo pensare che si tratti di una precisa intenzione di ostacolare il lavoro delle volontarie e volontari, creando situazioni sempre più insostenibili e così fomentare una reazione “sicuritaria”…), ma se tutto rimanesse così come negli ultimi giorni, o se vi fosse una complicata sostituzione dei cassonetti classici con altri contenitori cosiddetti “intelligenti” (accesso mediante codici, tessere, etc.), sarebbe veramente una dimostrazione conclusiva di lotta aperta contro esseri umani, finalizzata alla loro esclusione definitiva e combattendo chi porta loro assistenza. Chiediamo l’immediato ripristino di cassonetti e cestini in Piazza Libertà, scusandoci qualora fosse già stato fatto. Ma chiediamo anche ulteriori atti di elementare civiltà: costano pochissimo l’installazione e la manutenzione di alcuni bagni chimici in Piazza Libertà. Un piccolo sforzo di umanità, potrebbe farlo persino questa giunta. Gianluca Paciucci Partito della Rifondazione Comunista – Trieste Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
February 12, 2026
Pressenza