DDL BUONGIORNO: MOBILITAZIONE NAZIONALE A LIVELLO TERRITORIALE DOMENICA 15 FEBBRAIO. MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA SABATO 28 FEBBRAIO
Per contrastare il ddl Bongiorno nasce il collettivo ‘Consenso-scelta-libertà’
composto da Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa, Casa
Internazionale delle Donne, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza,
Fondazione Pangea, Fondazione Una Nessuna Centomila, Rete Reama ed ancora
Actionaid, Adv – Against Domestic Violence, Amnesty International Italia, Cgil
Belle Ciao, Comitato scientifico di Unire – Università in rete contro la
violenza di genere, Tocca a noi, Udi – Unione Donne in Italia, Uil, Uisp –
Politiche di Genere e Diritti. Viene definita delle promotrici “una scelta
politica collettiva”, uno spazio radicato nelle pratiche femministe e aperto al
confronto con tutta la società civile, capace di tenere insieme analisi,
esperienza e azione politica, a partire dal riconoscimento della violenza
maschile come questione strutturale e democratica”.
Tra gli obiettivi breve termine “costruire una risposta collettiva al DDL
Buongiorno e promuovere una mobilitazione diffusa per le giornate del 15
febbraio e per la manifestazione nazionale del 28 febbraio a Roma”.
Il 19 novembre 2025, la Camera aveva approvato un testo che introduceva la
centralità del consenso esplicito e che, pur essendo un compromesso,
rappresentava un cambio di passo culturale importante. Quel testo, che avrebbe
dovuto essere approvato il 25 novembre, è stato, invece, prima rinviato e poi
manomesso in Senato dai partiti di maggioranza.
L’emendamento della leghista Bongiorno presentato alla fine di gennaio abbandona
il modello del consenso e lo sostituisce con il concetto di “volontà contraria”,
conterà, cioè, il fatto che la persona abbia espresso, in modo esplicito, di non
voler avere un rapporto sessuale. Si passa da “sì lo voglio” a “non ha detto
no”. Non è soltanto un modo diverso di dire la stessa cosa, ma un impianto
giuridico e culturale completamente opposto. La proposta è di gran lunga
peggiorativa, non solo rispetto a quella approvata all’unanimità alla Camera ma
anche rispetto all’esistente perché introduce la valutazione della situazione e
del contesto, una doppia definizione ambigua: o non ha senso oppure mira ad
allargare le possibilità di giustificazione della violenza.
Proprio in quella occasione si era tenuta una manifestazione convocata da
un’ampia rete di attiviste per i diritti delle donne e esperte dei centri anti
violenza, tra le quali L’Associazione Casa delle Donne, Di.Re, Differenza donna,
Lucha y Siesta, Be free, Non una di Meno. Da questa prima mobilitazione era nata
l’idea di una giornata di mobilitazioni diffuse per domenica 15 febbraio e di
una manifestazione nazionale per sabato 28 febbraio a Roma (concentramento
piazza della Repubblica, ore 13).
Sulle giornate di mobilitazione abbiamo sentito Cristina Carelli presidente
nazionale della Rete Dire la rete dei centri antiviolenza Ascolta o scarica
A Brescia domenica 15 febbraio è in programma questa iniziativa: