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Macerie su Macerie – PODCAST 08/06/26 “Zone di sacrificio”: su colonialismo e nuovo sfruttamento dei territori non urbani@1
“Zone di sacrificio”, questa è la definizione più chiara attraverso cui le popolazioni di determinati luoghi, un tempo definiti provincia, vengono chiamati a sostenere gravosi costi ambientali e sociali in nome di benefici presentati come diffusi e collettivi. Che sia “overturism” o turismo del lusso, attività industriali tossiche o produzioni per la guerra in salsa green, cambia poco: aree storicamente considerate marginali – o non più centrali – vengono integrate in nuove geografie dell’accumulazione, a discapito di chi ci vive. Le amministrazioni pubbliche e gli investitori presentano spesso tali trasformazioni come necessarie al perseguimento della competitività territoriale, mistificando la realtà o celando quanto questi processi comportino forme di espropriazione, sradicamento, ridefinizione degli usi collettivi dello spazio e intensificazione delle disuguaglianze sociali. Prima parte: Una compagna salentina ci parla di un campeggio di tre giorni che si terrà il 26-27-28 giugno a Nardò, in cui si cercherà di aprire un dibattito internazionalista sul funesto intreccio europeo di turismo, militarizzazione e nuove forme di colonizzazione. Per maggiori approfondimenti, consulta il sito Luoghi – Corpi – Frontiere. Seconda parte: In diretta telefonica con la Val di Susa, sulla richiesta di riapertura delle Acciaierie di San Didero da parte del Gruppo Beltrame, con l’attivazione di un altoforno da 800 mila tonnellate di produzione annua. Ne parliamo con una compagna che ci fa il punto della situazione e della mobilitazione contro questo ennesimo tassello di devastazione della più popolosa valle piemontese.
Macerie su Macerie – PODCAST 08/06/26 “Zone di sacrificio”: su colonialismo e nuovo sfruttamento dei territori non urbani@0
“Zone di sacrificio”, questa è la definizione più chiara attraverso cui le popolazioni di determinati luoghi, un tempo definiti provincia, vengono chiamati a sostenere gravosi costi ambientali e sociali in nome di benefici presentati come diffusi e collettivi. Che sia “overturism” o turismo del lusso, attività industriali tossiche o produzioni per la guerra in salsa green, cambia poco: aree storicamente considerate marginali – o non più centrali – vengono integrate in nuove geografie dell’accumulazione, a discapito di chi ci vive. Le amministrazioni pubbliche e gli investitori presentano spesso tali trasformazioni come necessarie al perseguimento della competitività territoriale, mistificando la realtà o celando quanto questi processi comportino forme di espropriazione, sradicamento, ridefinizione degli usi collettivi dello spazio e intensificazione delle disuguaglianze sociali. Prima parte: Una compagna salentina ci parla di un campeggio di tre giorni che si terrà il 26-27-28 giugno a Nardò, in cui si cercherà di aprire un dibattito internazionalista sul funesto intreccio europeo di turismo, militarizzazione e nuove forme di colonizzazione. Per maggiori approfondimenti, consulta il sito Luoghi – Corpi – Frontiere. Seconda parte: In diretta telefonica con la Val di Susa, sulla richiesta di riapertura delle Acciaierie di San Didero da parte del Gruppo Beltrame, con l’attivazione di un altoforno da 800 mila tonnellate di produzione annua. Ne parliamo con una compagna che ci fa il punto della situazione e della mobilitazione contro questo ennesimo tassello di devastazione della più popolosa valle piemontese.
Macerie su Macerie – PODCAST 9/02/26 – Vacanze “post-army”: l’IDF in Val di Susa
Viaggi “post-army”, li chiamano. Vere e proprie fughe per dimenticare le atrocità commesse dai soldati israeliani nella perenne guerra contro la popolazione palestinese, tradizionalmente verso l’India e l’Himalaya. Oggi però queste mete si avvicinano e l’Italia è diventata una nuova tappa di questo assurdo turismo. Vacanze “defaticanti”, così vengono definite in questo caso, con una magia del linguaggio atta a nascondere il fattore atroce e derubricare il ruolo dentro a un sistema di sterminio a una questione lavorativa come le altre. Di questo, e delle recenti mobilitazioni, parleremo con un compagno dalla Val di Susa, dove un gruppo di soldati dell’IDF si trovava a sciare la scorso fine settimana.
February 10, 2026
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