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REFERENDUM GIUSTIZIA: LE RAGIONI DEL NO. “E’ LA PRIMA VOLTA CHE IL POTERE ESECUTIVO LIMITA IL RUOLO DEL POTERE GIUDIZIARIO”
La Fondazione Clementina Calzari Trebeschi venerdì 6 febbraio presso il Teatro S. Afra di Brescia ha organizzato il dibattito “REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA-Le ragioni del NO”. Sono intervenuti Gian Luigi Gatta dell’Università degli Studi di Milano e Enrico Grosso dell’Università degli Studi di Torino. L’incontro è stato moderato da Paola Parolari dell’Università degli Studi di Brescia e si è tenuto in collaborazione con Giusto dire NO- Comitato del distretto di Brescia, Associazione Nazionale Magistrati, Fondazione Luigi Micheletti, A.N.P.I. e Odradek XXI. Presentato come un voto tecnico sulla separazione delle carriere dei magistrati, il referendum sulla riforma della giustizia investe in realtà nodi centrali dello Stato di diritto. In gioco non c’è solo l’assetto dell’ordinamento giudiziario, ma l’effettiva autonomia e indipendenza della magistratura. Il referendum interviene su diversi articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107, 110) e prevede l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per quella requirente (i pubblici ministeri che sostengono l’accusa) al posto di un CSM unico per tutti i magistrati. Si vuole introdurre l’estrazione a sorte, anziche’ l’elezione, dei loro componenti con modalita’ differenti tra magistrati e membri laici e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari, togliendo quindi il potere disciplinare al CSM. Secondo il Comitato”Giusto dire No”, tra gli organizzatori dell’incontro, è la prima volta che il potere esecutivo decide di limitare profondamente il ruolo del potere giudiziario. Di fatto la politica tenta di ridimensionere l’autonomia della magistratura rendendo meno efficace la sua opera di bilanciamento e controllo. La riforma ha un altro primato: è la prima volta che una riforma costituzionale è approvata in tempi cosi’ veloci senza un dibattito approfondito. Quella che si terrà il 22 e 23 marzo sara’ la quinta volta che il corpo elettorale viene chiamato ad esprimersi sopra una riforma costituzionale votata dal parlamento, e cosa molto importante, non necessita di quorum per essere valido. Secondo il sondaggio Euromedia diffuso martedi 10 febbraio il SI è dato al 46.6%, il NO al 42,2%, l’11,1% degli intervistati non sa rispondere. Di seguito l’audio dei due relatori all’incontro che si è tenuto venerdi 6 febbraio a Brescia. Enrico Grosso- Professore ordinario di diritto costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino Ascolta o scarica Gian Luigi Gatta Professore di Diritto penale nell’Università degli Studi di Milano nel Corso di laurea in Giurisprudenza dove è Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche “Cesare Beccaria”.  Ascolta o scarica  Proprio nella giornata di venerdi 6 febbraio la Corte di Cassazione ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia, nella versione formulata dai 15 giuristi promotori dell’iniziativa per il no firmata da oltre 500 mila cittadini. Il quesito originario recitava: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”. Nella nuova formulazione vengono indicati con precisione gli articoli della Costituzione oggetto di modifica: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?'”.
February 10, 2026
Radio Onda d`Urto