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LAVORO: NUOVA INDAGINE DELL’ANTITRUST SU GLOVO E DELIVEROO, “INFORMAZIONI INGANNEVOLI SUGLI STANDARD ETICI”
La Guardia di Finanza ha condotto nuove ispezioni nelle sedi italiane delle piattaforme digitali Glovo e Deliveroo. L’Agcom ha disposto un’istruttoria nei loro confronti per condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari. Le società, spiega l’Antitrust, avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (ad esempio, nel codice etico e sul loro sito web nelle sezioni “chi siamo”), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponde al vero. Secondo la sola Procura di Milano, infatti, sono almeno 200mila i rider assunti e fatti lavorare in condizioni di sfruttamento. “È sicuramente ottimo che le istituzioni si siano attivate”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’avvocata del lavoro Giulia Druetta, che si occupa da tempo di vertenze e inchieste relative al settore. Tuttavia, aggiunge Druetta, “registro anche il fatto che da dieci anni, dal 2016 a oggi, la situazione peggiora e la condizione dei riders è sempre peggiorata nel tempo, sia a livello contrattuale che a livello salariale“. “Il punto – aggiunge l’avvocata del lavoro sulle nostre frequenze – è che queste piattaforme non hanno capito la lezione perché ogni volta riescono a eludere i controlli, le sanzioni, e ad andare avanti, come se niente fosse, assumendo migliaia di lavoratori con contratti occasionali e mettendoli per strada con – se va bene – un caschetto”. “Credo ci sia un’emergenza lavoro importante e i rider siano stati quei lavoratori che ce l’hanno sbattuto in faccia”, conclude Giulia Druetta. L’intervento su Radio Onda d’Urto di Giulia Druetta, avvocata del lavoro che si occupa da tempo delle vertenze dei rider impiegati nelle piattaforme del food delivery. Ascolta o scarica.
I nuovi schiavi dell’algoritmo
di Mario Sommella (*). Abbiamo rubato le immagini (addirittura 8) al grande Mauro Biani. Caporalato digitale, sfruttamento sistemico e complicità delle multinazionali L’immagine che non vogliamo vedere Sono le sette del mattino. In una città italiana qualunque, un uomo di trentacinque anni inforca la bicicletta sotto la pioggia. Ha la febbre. Ma non può permettersi di restare a casa, perché
February 26, 2026
La Bottega del Barbieri
PARTITA IVA, ORARI INFINITI, SETTE GIORNI SU SETTE, SALARI DA FAME – I RACCONTI DEI CICLOFATTORINI DI BRESCIA
Nella puntata di Working Class Heroes di questa settimana torniamo sull’inchiesta che ha portato al controllo giudiziario di Foodinho (la società referente di Glovo in Italia). Nella trasmissione ci sono diverse interviste a ciclofattorini intervistati a Brescia: costretti ad aprire la partita iva, acquistare i mezzi di trasporto e le protezioni, ad essere sempre a disposizione per tutto il giorno tutti i giorni altrimenti l’algoritmo penalizza. Ospiti della trasmissione anche l’avvocata Giulia Druetta e Massimo Laratro, che hanno curato diverse vertenze di ciclofattorini. Ascolta o scarica
February 17, 2026
Radio Onda d`Urto
CICLOFATTORINI: DOPO LE VITTORIE NEL SETTORE, NEGLI ULTIMI ANNI LA SITUAZIONE È ADDIRITTURA PEGGIORATA
  La nuova inchiesta sullo sfruttamento dei rider, che ha messo sotto controllo giudiziario la società Foodinho SRL (che gestisce il servizio di consegna del cibo a domicilio Glovo), vede al centro delle accuse quella di “caporalato”, ovvero l’iper sfruttamento dei ciclofattorini che riescono a guadagnare stipendi che oscillano tra i 700 e i 1.200 al mese. Pagamenti a cottimo, prestazioni occasionali, situazioni di “lavoro autonomo” ma sotto il controllo costante della tecnologia, sono tutte modalità in cui nel corso degli anni le big delle consegne del cibo hanno sperimentato per macinare il massimo dei profitti sfinendo il più possibile i muscoli di chi corre da una parte all’altra della città. Consegne che vengo pagate anche due euro e mezzo. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Giulia Druetta, avvocata esperta di diritto del lavoro che ha seguito diverse vertenze del settore a cominciare da quella di Foodora nel 2016. “Nonostante le vittorie nei tribunali che riconoscono le tutele del lavoro subordinato ai rider, arriviamo oggi in una situazione che è peggiorata rispetto a quella del 2016.” “Nel 2016 i rider si erano ribellati al ‘co‑co‑co’ e dicevano vogliamo un rapporto subordinato, adesso i rider sono assunti con contratti di prestazione occasionale e obbligati (al superamento di 5 mila euro) ad aprire la partita IVA, e… siamo passati al cottimo.” Queste società insomma “speculano sul costo del lavoro.” “La situazione peggiore sarebbe assimilare i rider agli ‘shopper’. A gennaio 2024 è stato sottoscritto un contratto per coloro che consegnano la spesa a casa, basato sul mantenimento dell’autonomia ma con qualche tutela (malattia, ferie, maternità). Questo impianto è, a mio avviso, ideologicamente sbagliato e concretamente peggiorativo, perché sposta il costo previdenziale alle spalle dei lavoratori.” Ascolta l’intervista completa all’avvocata Giulia Druetta, esperta di diritto del lavoro da oltre dieci anni in prima fila nella difesa dei ciclofattorini in varie vertenze. Ascolta o scarica
February 10, 2026
Radio Onda d`Urto