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Referendum: non possiamo tacere
Riprendiamo la dichiarazione dell’avvocato Francesco Rossi di Padova. A partire dal momento in cui è stata indetta la consultazione referendaria è in corso una campagna di delegittimazione della magistratura, dai toni ogni giorno più pesanti. Dalla “casa nel bosco”, all’Iman di Torino, dal pestaggio del poliziotto fino alla sentenza civile di condanna dello Stato italiano nei confronti della Sea Wach, il messaggio che viene dalla politica è uno e inequivocabile . Se volete mettere fine a questi che vengono definiti scempi od ostacoli all’azione di governo e delle forze dell’ordine, dovete approvare la riforma della magistratura. È ora di finirla, si dice, con questi giudici politicizzati, è vergognoso che dopo tutta l’attività che svolge la polizia questi vengano messi fuori, è scandaloso che li assolvano, così come che lo Stato sia condannato a risarcire. Sono affermazioni inaccettabili, che non solo delegittimano la magistratura, ma vogliono demolire il sistema dei diritti e di tutela delle libertà fondamentali. Il diritto di ogni cittadino ad essere a essere privato delle libertà personali solo in presenza di presupposti previsti dalla legge, il diritto di ogni cittadino di essere giudicato sulla base di quanto emerge nel processo davanti al giudice e non nella gogna mediatica, il diritto di ogni cittadino a essere risarcito di un danno che abbia subito. Contro questa degenerazione deve levarsi forte e chiara la voce dell’Avvocatura. Non possiamo consentire che la campagna referendaria, a prescindere dall’opinione di ciascuno, sia l’occasione per la demolizione dello stato di diritto. E per essere credibile questa voce deve levarsi ora e adesso, non dopo il referendum, al termine del quale, di questo passo, raccoglieremo solo i resti dello Stato di diritto. Perché i cittadini devono sapere da che parte trovano gli avvocati. E quella parte deve essere sempre la stessa, a prescindere da chi comanda o da chi vorrebbe comandare. La parte della tutela dei diritti, del rispetto delle garanzie fondamentali, dell’osservanza delle regole che ci siamo dati. Diciamo sempre che siamo i custodi dei diritti, le sentinelle delle regole, che l’unica sentenza giusta è quella pronunciata in conformità ai principi di diritto. È ora di ribadirlo. Forte e Chiaro. A tutti. Redazione Italia
February 22, 2026
Pressenza
No alla riforma Nordio. Assemblea a Roma
Giovedì 13 febbraio 2026 alle 18 Spin Time, via Santa Croce in Gerusalemme, Roma Il rischio di un indebolimento della democrazia costituzionale è il punto da cui prende avvio la mobilitazione contro la riforma della giustizia promossa dal ministro Nordio per il NO al referendum. Una riforma che, secondo associazioni, movimenti e organizzazioni sociali, non rappresenta un semplice intervento tecnico, ma incide in profondità sull’equilibrio dei poteri, sulle garanzie costituzionali e sulla possibilità stessa di esercitare il dissenso. Di questo si discuterà giovedì 13 febbraio alle ore 18, allo Spin Time di via Santa Croce in Gerusalemme, durante l’assemblea pubblica “No alla riforma Nordio. Per difendere la Costituzione e l’agibilità dei movimenti sociali”, promossa da una rete ampia e trasversale di realtà civiche. Al centro dell’incontro, la convinzione che la riforma rappresenti un passaggio critico per lo stato di diritto, capace di limitare l’autonomia della magistratura e di rafforzare meccanismi repressivi che colpiscono in particolare chi pratica conflitto sociale, attivismo e partecipazione collettiva. Ad aprire i lavori sarà Gaetano Azzariti, costituzionalista dell’Università La Sapienza e presidente di “Salviamo la Costituzione”, che offrirà una lettura giuridica degli effetti della riforma, mettendone in evidenza i profili di incompatibilità con i principi fondanti della Carta costituzionale. Seguiranno gli interventi di numerosi rappresentanti del mondo associativo, sindacale e studentesco. Tra questi Paolo Perrini di Spin Time Labs, Marino Bisso della Rete #NoBavaglio, Gianpiero Cioffredi di Libera, Natale Di Cola della CGIL Roma e Lazio, Anita Lancellotti della Rete degli Studenti Medi, Giulio Marcon di Sbilanciamoci, Alfio Nicotra della Rete Italiana Pace e Disarmo, Gianluca Peciola della Rete A Pieno Regime, Marina Pierlorenzi dell’ANPI, Carlo Testini dell’ARCI, Lorenzo Teodonio del Polo Civico Esquilino e Ilaria Vinattieri di UDU – Sinistra Universitaria. Secondo i promotori, il referendum sulla giustizia non è una questione riservata agli addetti ai lavori, ma riguarda direttamente la qualità della democrazia e la possibilità per i cittadini di organizzarsi, manifestare e costruire pratiche solidali senza subire intimidazioni o criminalizzazioni. Rete #NOBAVAGLIO
February 9, 2026
Pressenza