Utopiadi, tre giorni di sport popolare
Questa mattina a Milano, a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione delle
Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, un gruppo riconducibile al Comitato
Insostenibili Olimpiadi (CIO) ha occupato l’ex PalaSharp di via Carlo Salerio,
struttura comunale in disuso dal 2011. Gli organizzatori presentano l’azione
come una “liberazione” di uno spazio rimasto a lungo sottratto all’uso pubblico
e come l’avvio delle Utopiadi, tre giorni di sport popolare, socialità e
iniziative politiche in alternativa ai Giochi invernali.
Il PalaSharp è stato per anni uno dei principali palazzetti cittadini e, dopo la
chiusura, ha attraversato una lunga fase di abbandono. In passato era stato
anche ipotizzato un suo impiego nel quadro olimpico, ma i costi di
ristrutturazione hanno portato a spostare le gare previste altrove. Per i
promotori delle Utopiadi, proprio questa traiettoria – dalle promesse di
rilancio, allo stop, quindi al degrado – è diventata il simbolo di una
rigenerazione urbana annunciata e mai compiuta.
Il calendario della mobilitazione si intreccia con l’apertura olimpica in città.
Ieri alle 18 si è svolta una fiaccolata popolare “anti-olimpica” a San Siro, con
partenza in viale Mare Jonio all’angolo con piazza Segesta; per oggi alle 15 è
annunciato un corteo nazionale da piazza Medaglie d’Oro, che i promotori
dedicano alla denuncia di speculazione, militarizzazione e privatizzazione
legate ai grandi eventi.
“Erano oltre mille gli studenti che stamani sono sfilati in corteo a Milano da
piazza Leonardo da Vinci fino al parco Trotter per protestare contro la presenza
dell’Ice in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina”, ha riportato ieri l’
Ansa. “ICE out lo slogan più scandito in un corteo che si è svolto senza
tensioni”. L’agenzia riporta anche lo slogan del corteo: “Milano accoglie l’ICE
ma non chi studia”.
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