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Mauro Armanino: andar controcorrente, con “parole che dissentono, e disertano”
Oggi, sabato 3 ottobre, a Genova si è svolta l’assemblea generale convocata da CALP e USB per preparare la mobilitazione internazionale che venerdì 30 ottobre coinvolgerà i lavoratori del porto del capoluogo ligure insieme ai colleghi di altre città portuali di tutta Italia, d’Europa e di altri stati affacciati al Mediterraneo. A Genova due giorni prima, il 1° ottobre, è stata ‘varata’ la 66esima edizione del Salone Nautico. L’inaugurazione è stata celebrata con il cerimoniale saluto ‘alla voce’ delle navi in rada… e, oltre alla sindaca di Genova, per l’occasione erano presenti: il governatore della Liguria, Marco Bucci, il presidente nazionale di Confindustria, Orsini, e il presidente di Confindustria nautica, Formenti, inoltre il ministro Urso, il viceministro Rixi e Giorgia Meloni, che ha proceduto al taglio del nastro contemporaneamente al “defilamento della fregata antimissilistica Margottini della Marina militare durante il tradizionale alzabandiera da parte dei militari della Capitaneria di porto oltre all’esecuzione dell’Inno di Mameli“. Sul palco d’onore c’erano le ‘autorità’, tranne una: “Se l’obiettivo, come si vocifera, e spero che non sia così, era quello di levarmi attenzione, non credo sia stato raggiunto – ha dichiarato Silvia Salis, campionessa di lancio del martello nel 2025 candidata, ed eletta, ‘primo cittadino’ (da una coalizione formata da PD, M5S, AVS, Volt Italia, +Europa, Azione, Italia Viva e DemoS insieme alle liste civiche Riformiamo Genova e Linea Condivisa) – Io rappresento la città di Genova e non ho intenzione di fare polemica. Vorrei solo ricordare il senso di servizio verso il nostro incarico. Noi siamo in prestito alle istituzioni, non sono nostri gli incarichi che abbiamo, li serviamo. Non servono a noi, noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votate” [Meloni inaugura la 66esima edizione del Salone nautico, polemica per l’assenza di Salis dal palco – Rai News]. L’incontro ha riunito i portuali insieme a comitati, associazioni, organizzazioni sindacali e politiche, collettivi e cittadini esortati a “portare idee e proposte concrete per costruire una risposta coordinata dal basso”. Mauro Armanino ha risposto con una riflessione: > Piazza Banchi si trova adiacente a Caricamento. > > Nata come scalo commerciale accanto al porto di Genova, prese questo nome per > la presenza dei banchi di legno dei cambiavalute e dei notai sistemati sotto i > portici dei palazzi. > > Dal fallimento di questi banchi e dalla rottura fisica dei tavoli, i banchi > rotti, deriva il termine ‘bancarotta’… parola che bene esprime lo spirito del > nostro tempo inquieto. > > Alta sui naufragi dai belvedere delle torri, china e distante sugli elementi > del disastro e dalle cose che accadono al di sopra delle parole celebrative > del nulla. > > Dietro la chiesa di san Pietro in Banchi che poggia, forse non casualmente, su > negozi e chiosco dei fiori, si trova uno dei centri di ascolto della Caritas. > > Ogni mattina passano un centinaio di persone per consumare una sobria > colazione offerta dal servizio. > > Accanto alla porta d’ingresso della sala di accoglienza e di incontri, aperti > a tutti, ha sede uno spazio espositivo. > > ‘Impronta d’acciuga’, c’è scritto. > > Sullo scandalo metallico > di armi in uso e in disuso > a guidare la colonna > di dolore e di fumo > che lascia le infinite battaglie al calar della sera > la maggioranza sta, la maggioranza sta. > > Sulla vetrina ci sono due dipinti che rappresentano acciughe. > > Quello di sinistra cita una strofa di poesia scritta a due mani con Ivano > Fossati e cantata da Fabrizio de André nel 1996. > > ‘Smisurata preghiera’ si legge sul dipinto nel quale un’acciuga naviga in > senso contrario rispetto alle altre. > > Tutto si rigenera e prende altre direzioni, fondali che si trasformano in > arredi. > > Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria > col suo marchio speciale di speciale disperazione > e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi. > > L’acciuga posta in una direzione ostinata e contraria insinua le innumerevoli > e spesso nascoste, quotidiane resistenze al sistema imperante. > > I ‘no-feriali’ ed eretici che sfidano le narrazioni dominanti e nuotano, > coscientemente, controcorrente. > > L’editoriale di Volere la luna * afferma che la democrazia non è stata > inventata per essere democratica… bisogna costringerla. > > Ecco perché a Genova ci sarà un’assemblea per dire ai guerrafondai della > logistica che ‘non di sole armi vivono i porti’, ma di parole che dissentono e > disertano. > > Coltivando tranquilla > l’orribile varietà > delle proprie superbie > la maggioranza sta > come una malattia > come una sfortuna > come un’anestesia > come un’abitudine > > Mauro Armanino – Genova, 3 ottobre 2026 SMISURATA PREGHIERA Liberamente tratta dalla Summa di Maqroll. Il gabbiere (antologia poetica 1948-1988) di Álvaro Mutis, Ediz. Einaudi – Torino F. DeAndré | I. Fossati | A. Mutis  ©  1996   Alta sui naufragi dai belvedere delle torri china e distante sugli elementi del disastro dalle cose che accadono al di sopra delle parole celebrative del nulla lungo un facile vento di sazietà di impunità. Sullo scandalo metallico di armi in uso e in disuso a guidare la colonna di dolore e di fumo che lascia le infinite battaglie al calar della sera la maggioranza sta, la maggioranza sta. Recitando un rosario di ambizioni meschine di millenarie paure di inesauribili astuzie coltivando tranquilla l’orribile varietà delle proprie superbie la maggioranza sta. Come una malattia come una sfortuna come un’anestesia come un’abitudine. Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità, di verità. Per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli con improbabili nomi di cantanti di tango in un vasto programma di eternità. Ricorda, Signore, questi servi disobbedienti alle leggi del branco non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti. Come una svista come un’anomalia come una distrazione come un dovere. * “La democrazia non è stata inventata per essere democratica. Bisogna costringerla.” (Aria di golpe parlamentare e di partito unico, di Alfio Mastropaolo – Volere la luna – 30/09/2026) L’inaugurazione del Salone Nautico 2026 nell’album fotografico del Governo italiano: Maddalena Brunasti
October 3, 2026
Pressenza
I portuali non lavorano per la guerra
Lo sciopero internazionale punto di partenza, la solidarietà può fermare il riarmo La giornata di Venerdì 6 ha visto cinque organizzazioni sindacali indire una giornata comune di lotta, con manifestazioni nei principali porti europei e italiani. La grande risonanza internazionale che ha avuto la prima giornata internazionale di lotta dei porti europei e mediterranei ha confermato quanto sia stata giusta la scelta fatta di porre la lotta alla guerra e all’economia di guerra come una delle questioni centrali per il futuro in Italia, in Europa e nel mondo. Una conferma che è arrivata anche sul piano della partecipazione di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, cittadini, studenti e operai alle diverse manifestazioni che si sono svolte nei vari porti: al Pireo, ad Elefsina, a Bilbao, a Pasaia, a Mersin e anche a Marsiglia, Brema e Amburgo così come in 12 città italiane, Esprimiamo vicinanza ai portuali e cittadini del Marocco interessati dalle gravi inondazioni che hanno portato alla chiusura dei porti e all’impossibilità di svolgere qualsiasi iniziativa. Ringraziamo tutte quelle associazioni e movimenti che hanno scelto di appoggiare questa giornata e sono stati presenti alle manifestazioni, come il BDS, GMTG, Thousand Madleen, movimenti palestinesi, e molti altri. Abbiamo scelto di mettere al centro il ruolo che il lavoro e i lavoratori possono svolgere per non essere complici di questo meccanismo infernale e per fermare la deriva militarista del nostro continente. Una scelta che pone la solidarietà internazionale come strumento concreto e reale per opporsi all’imperialismo, ai genocidi e alle aggressioni ma si pone anche come fattore essenziale per difendere i salari, le condizioni di lavoro, la salute e sicurezza e il diritto alla pensione dei portuali. Quindi, forti di quanto fatto ieri, da oggi questo percorso continuerà verso una rafforzamento della solidarietà, verso un’altra giornata di lotta ancora più partecipata da più porti e da più lavoratori e lavoratrici anche di altri settori. Il 6 febbraio rappresenta un punto di partenza importante, perché porta sul tavolo del sindacalismo internazionale una questione fondamentale: il rifiuto dell’economia di guerra, del piano di riarmo e della militarizzazione dei porti mentre emergono con forza anche altre richieste: il rifiuto delle privatizzazioni, salari più alti, pensioni migliori e condizioni di sicurezza più adeguate per le lavoratrici e i lavoratori. Unione Sindacale di Base I portuali non lavorano per la guerra: lo sciopero internazionale punto di partenza, la solidarietà può fermare il riarmo Unione Sindacale di Base
February 7, 2026
Pressenza
La guerra silenziata e oscurata
Palestina Nella notte, bombardamento con l’artiglieria a Rafah e Khan Younis. Gli elicotteri hanno sparato raffiche di pallottole contro le tende a Mawassi. Sono continuate anche di notte le operazioni di distruzione delle costruzioni per raderle al suolo e lasciare spazio alla “Nuova Gaza” di Netanyahu e Trump. Ieri, l’aeronautica militare ha bombardato una costruzione abitata da sfollati a Hay Zeitoun, uccidendo 4 persone e ferendo una decina di persone. Come al solito i cecchini hanno impedito i soccorsi, sparando contro il personale della protezione civile. Nella stessa giornata di ieri altre 3 persone sono state uccise in diversi attacchi a Jebalia, Hay Tuffah e Khan Younis. Il giorno prima erano stati uccisi 27 civili in diverse stragi, ma i media internazionali hanno voltato la faccia dall’altra parte. L’esercito israeliano si sta preparando ad un’occupazione militare permanente di Gaza. Il confronto tra immagini satellitari registrate a ottobre 2025 e altre riprese a gennaio 2026, dimostra che sono state costruite a Rafah delle basi militari con la presenza di carri armati, a un centinaio di metri dal valico con l’Egitto; le basi sono attorniate da alti cumuli di sabbia per nasconderle all’occhio dei passanti. A Gaza, Israele blocca l’ingresso di carburanti. Gli ospedali hanno una riserva molto limitata e si rischia la chiusura totale di ogni attività sanitaria. Il Ministero della Salute palestinese nella Striscia di Gaza ha lanciato un appello per chiedere aiuto, mettendo in guardia dal collasso totale di ciò che resta del sistema sanitario che lotta per sopravvivere, e descrivendo la situazione sul campo come un deliberato “genocidio sanitario” da parte degli occupanti israeliani, che ha trasformato gli ospedali in semplici “posti di attesa forzata” per migliaia di feriti e malati destinati a morte certa. Oltre alla mancanza di carburanti, per far funzionare i generatori elettrici, si registra l’esaurimento delle medicine e del materiale sanitario di consumo. Un ragazzo palestinese di 15 anni è stato colpito da pallottole di guerra, a Gerusalemme est occupata. Le forze israeliane hanno condotto inoltre attacchi su larga scala e una campagna di rastrellamenti con arresti in diverse città e villaggi della Cisgiordania. Una forza speciale dell’esercito israeliano, su un veicolo civile, ha sparato con i mitra contro un gruppo di ragazzi che giocavano nel villaggio di Al-Ayzarie, ad est di Gerusalemme. I militari hanno impedito i soccorsi per circa un’ora, con il chiaro intento di attendere la morte del ragazzo, prima di permettere all’ambulanza palestinese di accompagnarlo in ospedale, dove è ricoverato in gravi condizioni. In seguito all’aggressione dei coloni, ieri mattina, a Massafer Yatta, l’esercito ha fatto irruzione nel villaggio di Ragium A’ala, per fare ulteriori “indagini”. Hanno arrestato due giornalisti palestinesi, due attivisti internazionali e uno locale. La logica perversa dell’occupazione militare: invece di arrestare gli aggressori, i soldati interrogano e arrestano le vittime e tutti coloro che tentano di smascherare la faccia brutale del colonialismo ebraico in Palestina. Altri due giornalisti palestinesi, Hatem Hamdan e Bushra Taweel, sono stati arrestati a nord di Ramallah, mentre stavano svolgendo un’inchiesta sulle confische delle terre dei contadini palestinesi, con pretesti militari, per consegnarle poi ai coloni ebrei, per allargare gli insediamenti coloniali in Cisgiordania. Il villaggio di Qasra è assediato da 5 colonie ebraiche illegali. Le aggressioni contro la popolazione autoctona sono quasi quotidiane. Ieri una cinquantina di coloni ebrei hanno invaso con un trattore i terreni agricoli ad est del villaggio e proceduto, protetti dai soldati, a sradicare tutti gli olivi. Un’azione coloniale per deportare i nativi. Global Sumoud Flotilla Due notizie che non leggerete sulla stampa scorta mediatica: la preparazione della GSF annunciata il 5 febbraio a Johannesburg in Sud Africa, e lo sciopero dei portuali di 21 porti internazionali contro le navi delle armi. Gli attivisti hanno confermato il loro impegno umanitario in soccorso alla popolazione di Gaza, sottoposta a genocidio permanente da parte di Israele, che continua a uccidere, malgrado siano passati 4 mesi dalla falsa tregua. Partenza da Barcellona il 29 marzo, poi da Tunisia, Italia e Grecia. Ci saranno a bordo delle 100 imbarcazioni, tra gli altri, oltre mille professionisti, dai medici agli ingegneri, per dare un messaggio di speranza alla popolazione di Gaza assediata e bombardata, nel disinteresse delle cancellerie complici che continuano a foraggiare di armi il governo del ricercato internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. I portuali si mobilitano contro le guerre Ieri, 6 febbraio, i lavoratori portuali in tutto il Mediterraneo sono scesi contro le guerre. I sindacalisti dell’USB scrivono: “La ZIM Virginia carica di armi è rimasta ferma al largo delle coste di Livorno ma non ha potuto attraccare: c’è lo sciopero in corso dei portuali che la blocca. La stessa cosa è successa alla ZIM New Zealand, che era prevista per la mattina al porto di Genova e alla ZIM Australia, che avrebbe dovuto attraccare a Venezia e poi a Ravenna. Ed anche la MSC EAGLE III, diretta in Israele, che doveva arrivare a Ravenna ha rimandato i suoi programmi”. Un’azione internazionale che è rimasta relegata nelle testate locali. I guerrafondai temono il pacifismo nonviolento. I portuali non lavorano per la guerra! In sciopero i lavoratori portuali di circa 21 tra porti europei e del Mediterraneo, da Tangeri a Mersin, passando Bilbao, da gran parte dei porti italiani e dal Pireo ed Elefsina. Ecco l’elenco delle iniziative che si sono svolte ieri Sciopero internazionale dei portuali contro il traffico delle armi ANBAMED
February 7, 2026
Pressenza