Allo studente non far sapere quanto è colpevole il potere
Liceo in provincia di Bergamo. Già partiamo male perché mi è stato chiesto di
non farne il nome. “Sa, poi possono esserci ritorsioni, conseguenze,
provvedimenti”. Questo la dice lunga sul clima di paura e intimidazione che
aleggia sulla scuola italiana, denunciato anche nel recente opuscolo
dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e Docenti per Gaza.
Andiamo avanti. Devo parlare assieme ad altri due relatori nell’ambito di una
serie di iniziative sulla Palestina. Il mio tema è il ruolo del diritto
internazionale. Vengo escluso. Non mi giunge alcuna comunicazione. Lo apprendo
da un relatore. Decido di protestare pubblicamente e di chiedere di comunicarmi
le motivazioni. Mi rispondono: “Lascia perdere, almeno per ora, rischi di fare
saltare tutto”. Acconsento per il superiore interesse che si svolga l’incontro
con gli studenti, ma è significativo che una legittima richiesta possa far
annullare l’iniziativa.
Ora l’iniziativa si è svolta e posso riacquistare il diritto alla parola.
Mi chiedo: dove sta andando la scuola di Valditara? Hanno ragione i ragazzotti
di Fratelli d’Italia a dire “ La scuola è nostra”? Fanno bene a schedare gli
insegnanti di sinistra?
La motivazione della mia esclusione trapelata ufficiosamente consisterebbe
nell’avere io sottoscritto (peraltro assieme a una cinquantina di giuristi ben
più illustri di me) la denuncia attualmente pendente davanti alla Corte Penale
Internazionale contro Meloni, Tajani, Crosetto e Cingolani per concorso in
genocidio.
Quindi non sono accusato di essere un propagandista del diritto alla resistenza
anche armata contro l’occupazione sionista, magari con qualche vago sentore di
antisemitismo che non si nega a nessuno, ma semplicemente di essere il
sottoscrittore di un’azione giudiziaria, quanto di più pacifico e legittimo si
possa immaginare.
Si ha così scarsa considerazione della capacità critica degli studenti? Li si
ritiene incapaci di distinguere da che parte stare tra la difesa dei diritti
umani e il razzismo e il suprematismo? O si ha paura proprio di questo, che
sappiano schierarsi e si schierino dalla parte giusta?
Non è tutto. In serata era previsto nello stesso liceo un incontro con la
cittadinanza sugli stessi temi con gli stessi relatori. L’incontro è stato
annullato per non meglio precisati problemi organizzativi.
Si è forse voluto anticipare l’applicazione del DDL Romeo, approvato dalla
Commissione Affari Costituzionali del Senato come testo base per la legge
sull’antisemitismo? L’art.3 consente di vietare riunioni pubbliche per grave
rischio potenziale (sic!) che si diffondano messaggi antisemiti. L’art. 1, con
l’adozione della definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA, in pratica
equipara antisionismo e antisemitismo, consentendo così di qualificare come
antisemita ogni critica allo Stato di Israele.
Redazione Italia