(IN)SICUREZZA: IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA 62 ARTICOLI TRA DL E DDL CONTRO CHI MANIFESTA
Via libera del Consiglio dei Ministri, nel tardo pomeriggio di giovedì 5
febbraio, al cosiddetto “pacchetto sicurezza”, che la destra matura da mesi, con
un’accelerazione dopo la strumentalizzazione mediatica seguito al corteo
nazionale di Torino per Askatasuna e contro il governo Meloni, con almeno 50mila
persone in piazza nel capoluogo piemontese. In quel corteo, almeno 45
manifestanti sono stati soccorsi da operatori di primo soccorso per le violenze
– silenziate – dalla polizia. Sono soprattutto ustionati, contusi e intossicati
da gas lacrimogeni, sparati a centinaia in Vanchiglia. Nel bilancio fornito da
Askatasuna vengono indicate anche 2 persone portate via dalla polizia, di cui
una “apparentemente priva di coscienza”, e una persona soccorsa dopo “ripetuti
colpi di manganello” che avrebbe riportato contusioni a spalla, polsi, gamba e
testa, ed era in stato confusionale.
Di tutto questo non c’è traccia nei media mainstream nè nelle parole della
politica di palazzo. Scatenata invece la canea contro chi manifesta, contro cui
il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge e un disegno di legge,
per un totale di ben 62 articoli. Rinviato invece, per contrasti interni, il
terzo provvedimento, quello contro i migranti. Tornerà la prossima settimana.
In attesa di potere entrare nei dettagli del testo (in) sicurezza oltre i titoli
lanciati da Piantedosi in conferenza stampa, abbiamo raccolto un primo commento
con Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento
operaio e sindacale e di Storia sociale al dipartimento di Scienze politiche
dell’Università di Pisa. Ascolta o scarica