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Approvata in Lombardia la legge sui data center. Più suolo, energia, acqua
"Il testo approvato in Regione presenta maglie larghe e vincoli insufficienti per prevenire gli impatti ambientali. I costi dell’intelligenza artificiale potrebbero superare i benefici. La Lombardia è la principale area italiana per presenza di data center e, finalmente, ha predisposto un (brutto) progetto di legge per regolarne la crescita, che si sta rivelando caotica e fortemente impattante, come già accaduto per i centri logistici sorti come funghi negli ultimi anni. Il testo approvato il 26 maggio in Regione presenta però ancora maglie troppo larghe e vincoli insufficienti per prevenire gli impatti ambientali. Norme di questo tipo dovrebbero essere nazionali, non regionali. La disciplina nazionale, approvata il 24 febbraio 2026, prevede infatti decreti attuativi entro sei mesi, ma rischia comunque di arrivare a valle di un fenomeno già esploso." leggi l'articolo su "Il fatto quotidiano" Leggi su Zeus News Se ne era parlato anche su Valori.it
Carugate (MI), 11 giugno: incontro pubblico “Scuole di Guerra”
GIOVEDÌ, 11 GIUGNO 2026, ORE 21.00 CIRCOLO MATTEOTTI DI VIA GARIBALDI N. 26 – CARUGATE (MI) Giovedì 11 giugno 2026 alle ore 21.00 presso il Circolo Matteotti di via Garibadi n. 26 a Carugate si svolgerà un incontro pubblico dal titolo “SCUOLE DI GUERRA“. L’incontro vuole informare sulla crescente e preoccupante militarizzazione della scuola e delle università contestualizzando il fenomeno nel contesto attuale di escalation di guerra dove la violenza vede il sopravvento sulla democrazia. Vogliamo riflettere insieme alla comunità cittadina sul rapporto esistente al giorno d’oggi nelle nostre scuole tra l’istruzione e l’industria bellica, tra la scuola e la normalizzazione della guerra attraverso la costruzione di un universo simbolico orientato alla giustificazione del conflitto armato. Durante la serata Elena Abate, attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, presenterà le attività che l’Osservatorio sta portando avanti. Si condivideranno riflessioni, informazioni e materiali utili. Ingresso libero. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
IL PARADOSSO DEI DATA CENTER IN ITALIA: COLOSSI ENERGIVORI IN UNA TERRA IN PIENA CRISI ENERGETICA.
In piena crisi energetica, è arrivata in Italia la corsa all’oro dei data center. Da una parte ci sono investimenti miliardari legati all’intelligenza artificiale e ai suoi server, dall’altra la preoccupazione di chi abita e lavora in territori dove ora si vorrebbero costruire grandi hub per la raccolta dati. Già contestati negli Stati Uniti, i data center sono altamente energivori e hanno bisogno di un elevato consumo di acqua per il raffreddamento delle macchine. In un tempo di crisi energetica, di blackout localizzati e rincari nelle bollette, l’Italia di Giorgia Meloni vuole diventare l’hub digitale del Mediterraneo. Una rete infrastrutturale su cui si gioca una nuova partita che riguarda lo sfruttamento, il consumo di suolo, lo sperpero idrico e lo (scarso) impatto per quanto riguarda i posti di lavoro. I data center tendono a essere localizzati in territori dove c’è maggiore richiesta: è il caso della Lombardia, dove si concentrano ad oggi i maggiori progetti realizzativi dei data center. Secondo le stime, sul territorio si concentrano 67 dei 168 impianti censiti in Italia nel 2024. E, come sottolinea la giornalista freelance Rita Cantalino, intervistata da Radio Onda d’Urto sul tema: “le richieste di connessione alla rete di alta tensione presentate a Terna hanno raggiunto quasi i 40 GW nella sola Lombardia: circa la metà degli 80 GW richiesti a livello nazionale”. E’ proprio la Lombardia ad aver approvato, martedì 26 maggio 2026, il progetto di legge che dovrebbe regolamentare l’apertura di nuovi data center per la Regione. Sulla carta la legge servirebbe per disincentivare i colossi a realizzare gli hub per la raccolta dati in territori “vergini”, come campi agricoli o aree verdi. La costruzione dei data center in terreni vergini non è stata però vietata: sono aumentati gli oneri di costruzione, del 100% in più rispetto ad oggi nelle aree agricole e il 200% in più nei parchi. Briciole per i giganti economici dei servizi cloud e AI. Dal mondo agricolo alle associazioni, fino ai privati cittadini e ai sindacati, però, sono molte le proteste in Lombardia. Ne abbiamo parlato con Rita Cantalino, giornalista freelance che si occupa di ambiente e diritti umani. Ascolta o scarica.
June 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Alpini, campo scuola a Livigno per “imparare a stare inquadrati” dalla quarta elementare
La sezione valtellinese dell’Associazione Nazionale Alpini terrà dall’8 al 14 giugno a Livigno (Sondrio) un campo scuola affinché 180 bambini e bambine dalla quarta elementare alla seconda media possano… “Imparare a stare inquadrati”. È quanto riporta uno dei volontari organizzatori intervistati da My Livigno TV qualche settimana fa: > > «Non come una naja di una volta… Ma chiamiamola una mini-naja. Comunque ci > > sarà l’alzabandiera la mattina, comunque ci sarà da sistemar le proprie > > brande […] Il marciare, l’imparare a stare inquadrati.» E non è il solo. Un altro volontario alpino, professore in pensione, ricorda con soddisfazione di come da bambino Maurizio Bormolini (vincitore della Coppa del Mondo di snowboard), fosse «bello, inquadrato, che lavorava». Allo stesso professore in pensione una giornalista chiede quale sarà “il valore educativo per un ragazzo che nel 2026 ha 10 anni”. Ma la risposta è abbastanza superficiale, non solo dalla posizione di denuncia antimilitarista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ma proprio dal punto di vista pedagogico nel senso più tecnico del termine. Ciò che rattrista e preoccupa è che c’è tanta emozione in chi parla: > > «Stiamo studiando qualcosa. Speriamo di riuscire, per la nostra popolazione, > > a far vedere che ci siamo». Nessuno svilisce l’impegno delle persone verso la propria comunità ed il proprio territorio, ma questo è davvero il modo giusto per realizzarlo? La giornalista, nella sua domanda, forse avrebbe potuto specificare meglio che “vivere nel 2026” significa vivere in un periodo storico in cui ci si riarma, si militarizzano le scuole e si vede la guerra come una fonte di profitto (anche se “guerra” non si dice, si dice “difesa”). Che diritto abbiamo, noi generazioni adulte, di militarizzare dei ragazzi di 10 anni? Di prendere la loro socializzazione e «guidarla» in questi campi macabri? Di far sì che emozioni belle come lo stare insieme, il dormire in una tenda e il vivere comunalmente si leghino con temi militaristi (anche se si dice “valori alpini”) come l’alzabandiera, il marciare, l’indossare una divisa, l’imparare a obbedire agli ordini? In questo contesto storico, invitiamo più che mai ogni adulto animato da buoni propositi verso “la propria popolazione” a premettere al suo operato la questione della coscienza e della pace. Forse, una domanda interessante con cui cominciare l’intervista avrebbe potuto essere: in che modo il campo scuola che state organizzando permetterà ai partecipanti di socializzare imparando a costruire un mondo migliore, di pace e che ripudia la guerra.       Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly
Segrate (MI), 7 giugno: incontro pubblico “Difendere il lavoro, fermare le armi”
DOMENICA 7 GIUGNO, H 18.00 CSA BARAONDA, VIA PACINOTTI 13, SEGRATE L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università partecipa all’incontro pubblico che si terrà domenica 7 giugno al CSA Baraonda di Segrate (MI), dal titolo “Difendere il lavoro, fermare le armi – risposte pratiche”. Ripubblichiamo il messaggio di presentazione dell’evento: Ci dicono che guerra e riarmo sono “normali” e “inevitabili”, mentendo senza vergogna. La pace non si compra con le armi: si costruisce con il lavoro, con i diritti, con le lotte di chi ogni giorno difende la dignità della vita. All’incontro pubblico “DIFENDERE IL LAVORO, FERMARE LE ARMI”, con la partecipazione di CUB, USB, CGIL e Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, si parlerà di sindacati, scuola e pratiche per fermare il riarmo e difendere il welfare Un confronto per individuare risposte pratiche da applicare nei luoghi di lavoro e nelle scuole. Come contrastare il sistema guerra dal basso? Come bloccare i finanziamenti al riarmo e liberare risorse per sanità, istruzione e servizi? Come costruire alleanze sul territorio per difendere il welfare? La pace si pratica, anche e soprattutto dove si produce, dove si insegna, dove si vive. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly
10:12 — L’antifascista deve morire
Alle 10:12 del 28 maggio 1974 a Brescia, in Piazza della Loggia, una bomba nascosta in un cestino portarifiuti esplose durante una manifestazione convocata da sindacati e forze democratiche contro la violenza neofascista. Otto morti, oltre cento feriti, una città intera colpita al cuore. Ma la bomba di Piazza della […] L'articolo 10:12 — L’antifascista deve morire su Contropiano.
May 28, 2026
Contropiano
A Novedrate la libertà viene insegnata dalle Forze Armate!
Dal 23 al 30 agosto l’associazione “Studenti con le Stellette” ha organizzato presso l’Università eCampus di Novedrate, in provincia di Como, un corso della durata di una settimana e rivolto a studenti e studentesse di quarta superiore. Scopo del corso è quello di suscitare negli studenti “i valori delle associazioni d’arma”, “lo spirito di corpo” e “l’amor patrio”, tutto condotto ovviamente con uno stile prettamente militare. Le attività saranno divise tra lezioni in aula e visite nelle sedi di Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco e nel carcere di Opera. I partecipanti acquisiranno anche competenze nel primo soccorso e nella protezione civile che potranno essere spese nel servizio civile. “Tutto questo verrà poi affiancato da addestramento formale e attività inerenti”. Parole molto chiare sull’intento del corso che vuole formare militarmente le giovani generazioni e che crede che una buona educazione civica debba passare innanzitutto dall’addestramento militare. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo non sottolineare quanto questo tipo di formazione possa essere dannosa per giovani che dovrebbero essere educati alla democrazia. Utilizzare l’inquadramento tipico delle Forze Armate per trasmette senso civico è infatti quantomeno contraddittorio. In effetti è solamente la natura strumentale dei corpi militari e di polizia che consente di sospendere la democrazia al loro interno e di costituire degli organi profondamente gerarchici. Pretendere di fare educazione civica estendendo i valori e le abitudini militari a tutto il resto della società mette tra parentesi in maniera ingiustificata la natura strumentale e la sospensione della democrazia che ne deriva, rischiando fortemente di insinuare in giovani menti un’idea distorta della società così come è voluta dalla nostra Costituzione. Al contrario, l’Osservatorio auspica che quella “libertà” con cui è stato intitolato il corso possa essere ottenuta dalle giovani generazioni attraverso esperienze che esaltino la ricchezza e varietà della società civile e non l’abitudine all’obbedienza cieca. Fonte: https://studenticonlestellette.weebly.com/avvisi-per-gli-allievi.html Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’Italian Raid Commando torna a Monza e in Brianza? Mobilitazione domenica 24 maggio
MONZA E I TERRITORI LIMITROFI RISPONDONO CON UNA MARCIA CONTRO LA GUERRA APPUNTAMENTO ALLE 15 DI DOMENICA 24 MAGGIO IN P.ZZA WALTER BONATTI A MONZA Domenica 24 maggio la città di Monza verrà attraversata da una Marcia contro la guerra che vede l’adesione di circa 100 organizzazioni della società civile di Monza e Brianza, della provincia di Lecco e di alcune città della provincia di Milano. L’elenco – consultabile attraverso il qr code del volantino – è in continuo aggiornamento, e vede già presenti associazioni, circoli e ong come Arci, Anpi, Emergency, Sanitari per Gaza, Un Ponte Per, Desbri e Banca Etica, Bloom di Mezzago, Monza per la pace, Libera di Lecco, Associazione Luca Attanasio, BOA/Brianza Oltre l’Arcobaleno, Associazione LGBT+diritti Renzo e Lucio Lecco; ma anche coordinamenti e tavole per la pace di diverse città e l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; collettivi come il Foa Boccaccio; associazioni scout come Cngei e il Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani); realtà ecclesiali come il Pime di Lecco, Granis e Acli di Vimercate; comitati di quartiere e associazioni ambientaliste come Fiab Monzainbici, Parents for Future, Legambiente Monza e Meratese, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda e il Coordinamento No Pedemontana; forze sindacali come Cgil e USB Monza Brianza; associazioni di donne come Donne e Diritti di Vimercate, UDI Cernusco, Gruppo Donne Arci La. Loco di Osnago, Officina Donna di Olgiate, Qdonna Lissone, Donne Democratiche di Mezzago, la Casa delle Donne di Desio e Cisda/Staffetta femminista Italia-Afghanistan, insieme a E’ Possibile. Uomini Contro Ogni Violenza. Rete Maschile Plurale. Aderisce anche la Rete degli Sportelli Salute Meratese e Lecco, impegnata ad assistere la cittadinanza contro i disservizi causati dai tagli alla sanità, per buona parte imputabili allo spostamento di risorse sul riarmo.  “Ci mobilitiamo per mettere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica la devastazione umana e ambientale prodotta dalle guerre, con l’incremento costante delle vittime tra la popolazione civile, i processi di impoverimento in corso, le derive autoritarie e distruttive della democrazia,  innescati anche nei paesi non direttamente colpiti dai conflitti, come l’Italia; e per sottolineare le gravi responsabilità e complicità del nostro paese”, scrivono gli organizzatori. “Come cittadinanza possiamo dare un contributo concreto alla pace, partecipando attivamente a campagne per il disarmo, l’obiezione di coscienza e il boicottaggio. Facendo pesare anche il ns ruolo di consumatori con investimenti finanziari e consumi etici. Inoltre, riteniamo fondamentale esercitare la giusta pressione sui decisori politici affinché applichino pienamente, anche a livello locale, il principio costituzionale sancito dall’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra”. Lo sforzo unitario in corso, renderà sempre più incisive nei nostri territori, le richieste che indirizziamo alle forze politiche” – precisano dal gruppo di lavoro che sta facilitando l’organizzazione della Marcia. Il movimento contro la guerra che sta dando vita alla mobilitazione del 24 maggio, ha deciso di coinvolgere le forze politiche fin dall’inizio del processo, a partire dalla condivisione di un manifesto politico. Al corteo parteciperanno il Partito Democratico (Monza e MB), il partito della Rifondazione Comunista (fed. MB e Como), AVS – Alleanza Verdi Sinistra Italiana (MB e Cinisello Balsamo), Movimento 5 Stelle (MB Est), Lab Monza, MonzAttiva, Desio Bene Comune. “Rifiutiamo che i nostri territori vengano attraversati, per il terzo anno consecutivo, da competizioni militari internazionali che celebrano la cultura della forza e la propaganda bellica” – scrivono organizzatrici e organizzatori. “L’Italian Raid Commando è la manifestazione di addestramento e propaganda militare più importante e impattante sul nostro territorio, ma purtroppo non è l’unica ad avvenire con il coinvolgimento di aree naturali, scuole, aree urbane e cittadinanza, a volte anche di bambin* e ragazz*. Ci opponiamo fermamente a questo tipo di iniziative, anche se nascoste tra le pieghe dell’educazione alla legalità” – concludono. “Rispetto all’IRC 2026, abbiamo anche manifestato il nostro dissenso a diverse istituzioni (in particolare, gli enti gestori dei parchi) il cui territorio di competenza temiamo sia nuovamente attraversato dall’iniziativa bellicista. Non è in nostro potere bloccare tale evento, ma crediamo di aver esercitato una pressione efficace: quest’anno UNUCI ha deciso di non rendere pubbliche informazioni, eventuali patrocini e sponsor, immagini di veicoli militari e vittime rappresentate, soldati Nato impegnati nelle gare di tiro e carrarmati fotografati da cittadini ignari nel prato accanto alla propria abitazione, come accaduto nelle edizioni precedenti. Lo stesso Comune di Monza non ha rinnovato per la seconda volta il patrocinio, concesso per la prima edizione. Nessuno sembra sapere un gran che dell’IRC 2026 che pare confinata nel segreto dei boschi della Brianza fino al giorno in cui forse le pattuglie attraverseranno le vie di Monza in divisa, con la loro propaganda bellicista. La nostra presenza sarà più forte, colorata e determinata. Sfileremo con il nostro corteo che ripudia guerra, militarizzazione e riarmo, nel rispetto dell’ambiente, della città, e delle persone, secondo una responsabilità condivisa tra tutte le realtà aderenti, forti dei valori della pace di cui siamo portatrici e portatori”. Per aggiornamenti sulla manifestazione è possibile consultare la pagina IG di Monza per la pace e i social delle realtà aderenti, o scrivere a diciamonoallaguerra@gmail.com Concentramento: ore 15 piazza Walter Bonatti Monza I giornalisti che desiderano essere contattati, possono scriverci a: diciamonoallaguerra@gmail.com  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Brescia, proiezione di Innocence: per un’obiezione di coscienza “prima che sia troppo tardi”
MARTEDÌ, 26 MAGGIO, ORE 20:30 CINEMA NUOVO EDEN, BRESCIA A Brescia martedì 26 maggio verrà proiettato, su iniziativa di alcune realtà della società civile bresciana, il documentario Innocence di Guy Davidi. Questo per portare all’attenzione della società, e soprattutto degli insegnanti, l’importanza di una riflessione su cosa sia l’obiezione di coscienza in Italia oggi, “prima che sia troppo tardi”. Il documentario del 2022 è costruito su testimonianze di giovani israeliani e israeliane che fin da piccoli sentivano un profondo rifiuto al servizio militare, ma che si sono trovate sole in un sistema totalizzante. Attraverso loro video d’infanzia e frammenti dei loro diari, quadri e poesi, vediamo il percorso verso una loro individuale e tragica ultima obiezione di coscienza. Esistono alternative, quali Mesarvot in Israele, affinché la lotta degli obiettori acquisisca una dimensione collettiva e possa quindi passare dalla singola incarcerazione o peggio alla trasformazione della società e delle sue leggi. Come fu di fatto in Italia negli anni che portarono alla legge 772 del 1972. Le realtà organizzatrici vogliono, con questa proiezione, vogliono non solo solidarizzare con gli obiettori e le obiettrici israeliane, ma anche riportare all’attenzione del dibattito pubblico bresciano sul tema del ritorno della leva e della militarizzazione della società in Italia oggi. Oltre a Brescia Anticapitalista, Movimento Nonviolento, Rete bresciana della società civile per la pace in Palestina e Amnesty International Brescia, hanno contribuito all’evento anche docenti del collettivo di insegnanti Assenze Ingiustificate e dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Agli insegnanti in sala verrà anche proposto di lasciare il loro contatto, per potere organizzare, nel prossimo autunno una visione mattutina per le scolaresche interessate. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Brescia blindata per Meloni
Vietato protestare, vietato avvicinarsi, vietato disturbare il potere Mentre a Gaza si continua a morire sotto le bombe, mentre centinaia di attivisti della Global Sumud Flotilla vengono sequestrati, umiliati e torturati dalle autorità israeliane, a Brescia il problema delle istituzioni sembra essere uno solo: impedire che qualcuno osi contestare Giorgia […] L'articolo Brescia blindata per Meloni su Contropiano.
May 21, 2026
Contropiano