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Valori di Pace vs Militarizzazione: a Cremona il Grest con le Forze Armate
Un nuovo episodio va ad aggiungersi al già lungo elenco di iniziative finalizzate alla formazione tra i/le giovani e i/le giovanissimi/e di Cremona e provincia di una disposizione favorevole nei confronti delle forze armate, premessa per la graduale costruzione di una mentalità bellicista. Questa volta non riguarda, come i precedenti, il mondo della scuola, ma un Grest, ossia un Gruppo Estivo, un centro che ha lo scopo di impegnare i ragazzi e le ragazze durante le vacanze in attività ludiche, socializzanti e in momenti di riflessione su valori condivisi di crescita personale e collettiva. Il Grest in questione è quello organizzato dall’oratorio Sant’Antonio Maria Zaccaria di Cremona, che nella mattinata di mercoledì 15 luglio, prima del consueto alzabandiera e dell’esecuzione dell’inno d’Italia, ha ricevuto la visita dei carabinieri di Cremona. Secondo quanto riportato dal quotidiano locale «La Provincia», «i militari hanno raccontato ai ragazzi il lavoro quotidiano dell’Arma, spiegando quali sono i compiti svolti dai carabinieri, quale percorso è necessario intraprendere per entrare nel Corpo e come comportarsi per contattare le Forze dell’Ordine in caso di necessità. Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi legati all’utilizzo consapevole della tecnologia, con particolare attenzione ai rischi derivanti dall’uso improprio di smartphone e social network». Si tratta di un copione già noto: con l’espediente di parlare dei rischi in cui potrebbero incorrere i ragazzi e le ragazze, viene attuata una vera e propria campagna di promozione della scelta militare, rivolta peraltro a bambini e bambine. E anche in questo caso, come in altri, non ci si è limitati alle parole, ma i giovanissimi partecipanti al Grest sono stati fatti salire sulle “Gazzelle” dell’Arma, cioè su mezzi militari. L’iniziativa di stampo militarista, già di per sé assolutamente sbagliata e fuori luogo, risulta oltremodo paradossale se si pensa che il tema scelto quest’anno per tutti i Grest della Lombardia è la figura di San Francesco d’Assisi, di cui ricorre l’ottavo centenario dalla morte. Come si conciliano la propaganda delle forze armate e il brivido concesso ai bambini e alle bambine nel salire su un mezzo militare con la vita e l’esempio di Francesco, universalmente riconosciuto come il santo della pace e della nonviolenza? E che senso ha iniziare le giornate con l’alzabandiera e l’inno nazionale, pratiche che ricordano quelle della caserma, anziché promuovere i valori della fratellanza universale testimoniati da san Francesco? Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cremona -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Iscrizione gratuita al SSN anche con PdS per residenza elettiva: la Regione Lombardia dovrà rimborsare le persone straniere invalide
La Corte d’Appello e il Tribunale di Milano danno seguito alla sentenza della Corte Costituzionale: la Regione Lombardia dovrà iscrivere gratuitamente al SSN le persone straniere titolari di permesso per residenza elettiva e a restituire le somme pagate per l’iscrizione. Con due sentenze depositate in data 17 luglio 2026, la Corte d’Appello e il Tribunale di Milano, accogliendo il ricorso di ASGI, APN, EMERGENCY e NAGA e di singoli cittadine e cittadini extra UE, hanno applicato in Regione Lombardia la sentenza della Corte Costituzionale 97/2026 in base alla quale il diritto all’iscrizione gratuita al SSN spetta anche alle persone straniere titolari di una pensione di inabilità (e per questo detentrici di un permesso di soggiorno “per residenza elettiva”) se tale permesso deriva dalla conversione di un precedente permesso che dava titolo all’iscrizione gratuita. In altre parole, spiegano le associazioni, la persona straniera che aveva diritto all’iscrizione non lo perde per il solo fatto di aver mutato il suo permesso di soggiorno nel momento in cui diviene invalida. La Corte d’Appello ha confermato che la situazione verificatasi sino ad ora costituiva una discriminazione sia per nazionalità (perché escludeva dal diritto alle cure gratuite una parte di persone straniere) sia per disabilità (perché le escludeva proprio in quanto disabili) e ha ordinato alla Regione di adottare tutti i provvedimenti necessari affinché le ASST della Regione applichino immediatamente tali regole. La conseguenza è anche il diritto alla restituzione delle somme che in passato sono state pagate dalle persone straniere (2000 euro l’anno dal gennaio 2024) come infatti il Tribunale di Milano ha deciso in altra sentenza nella medesima data, accogliendo il ricorso di singoli cittadine e cittadini stranieri. ASGI, APN, EMERGENCY e NAGA esprimono la piena soddisfazione per questi primi sviluppi della sentenza 97/2026 che pongono fine, purtroppo solo dopo più di 20 anni di applicazione (da tanto tempo è infatti richiesto il pagamento per l’iscrizione al SSN, sebbene prima del 2024 la cifra fosse inferiore a 2.000 euro), a una situazione che vedeva escluse dal SSN gratuito proprio le persone in condizioni di maggior bisogno. Le associazioni, infine, invitano Regione Lombardia ad adempiere tempestivamente quanto disposto dai giudici e a predisporre una procedura rapida per i rimborsi; invitano anche le altre regioni ad adeguarsi ai predetti principi al fine di evitare ulteriori contenziosi e il protrarsi di una situazione di grave ingiustizia. Tribunale di Milano, sentenza n. 3833 del luglio 2026 Corte d’Appello Milano, sentenza del 16 luglio 2026
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DELLA RETE NAZIONALE LAVORO SICURO RELATIVO ALLE ASSEMBLEE DI GRUPPO OMOGENEO,  CHE SI STANNO SVOLGENDO NEI LUOGHI DI LAVORO E IN PARTICOLARE NEI SITI BRT. IN QUESTO PERIODO PROPRIO SULLA FILIERA BRT, LA PIU’ MONITORATA  DAI LAVORATORI SULLE MISURE DI SICUREZZA, ANCHE ALLA LUCE DELL’INCENDIO AVVENUTO NEI GIORNI SCORSI NEL SITO DI BRT BOVISA, CHE HANNO MESSO IN EVIDENZA GRAVI  CARENZE,OLTRE  LE MANCATE MISURE PER IL CALDO, ANCHE PER QUANTO RIGUARDA GLI INCENDI. SI COBAS NAZIONALE L'articolo proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Milano. A Calvairate, gli abitanti contestano il presidente di Aler: “Basta scaricare le responsabilità sugli inquilini” Nella giornata di ieri, 15 luglio, il presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, ha effettuato un sopralluogo nei caseggiati di edilizia residenziale pubblica del quartiere Calvairate-Molise, nella zona sud-est di Milano. La visita è […] L'articolo su Contropiano.
July 16, 2026
Contropiano
INCENDIO AL SITO LOGISTICO BRT BOVISA DI MILANO
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI, CON LEGGERO RITARDO, IL COMUNICATO DELLA RETE NAZIONALE LAVORO SICURO SULL’INCENDIO NEL SITO DI BRT BOVISA A MILANO PERCHE’ DIMOSTRA QUANTO SIAMO LONTANI DALLA SICUREZZA DEI LAVORATORI DA PARTE DELLE AZIENDE. QUELLO CHE SI NOTA IN MODO EVIDENTE E’ CHE BRT NON HA MAI PENSATO DI ISTITUIRE UNA SQUADRA DI SICUREZZA ANTI-INCENDIO PERCHE’ COSTAVA  TROPPO EVIDENTEMENTE. ANCORA PIU’ GRAVE DA UN VIDEO MESSO SUI SOCIAL  CHE UN LAVORATORE TENTA SI “SPEGNERE” LE FIAMME ALTE CON UN ESTINTORE NON IDONEO A QUEL TIPO DI FIAMMA ANZICHE METTERSI IN SICUREZZA. BUONA LETTURA. SI COBAS NAZIONALE. Assistiamo al “solito” scenario, al “solito” intervento del “giorno dopo”. Da un paio di anni gli incendi sono in forte crescita anche se al momento non possiamo contare su un registro nazionale davvero esaustivo del fenomeno. Non vi è dubbio, le cause sono diverse e diversamente combinate a seconda della circostanza dai fattori favorenti come ad esempio, i mutamenti climatici e la insufficienza degli interventi di prevenzione e manutenzione. Ma almeno, per carità, non si cerchi di utilizzare il tema dei mutamenti climatici come attenuante perché i mutamenti climatici in atto dovrebbero semplicemente consigliare maggiore attenzione. Attenzione e prevenzione, spesso carente o assente, attività queste, che dovrebbe semplicemente, rientrare in una valutazione del rischio (DVR) costantemente aggiornata. Ma non è così! È costume (cattivo), in circostanze come questa del deposito BTR che le istituzioni, tendano a minimizzare i rischi e l’impatto sanitario ambientale in particolare nei casi in cui “miracolosamente” non si sono avuti feriti gravi o morti. Si tira un ipocrita sospiro di sollievo ma, l’impatto senza morti e feriti, può essere comunque produttivo di ricadute gravi anche se gli inquinanti vengono con una certa rapidità trasportati lontano dalle correnti di aria. Certamente è “meglio” che i veleni si disperdano e non entrino nelle abitazioni e nei polmoni delle persone esposte ma se le sostanze inquinati e non inquinanti (in una certa misura) vengono trasportati lontano dal sito di emissione dei fumi comunque contribuiscono all’inquinamento del pianeta. Con la combustione del poliuretano si producono sostanze tossiche come il monossido di carbonio e il cianuro di idrogeno. Il litio (cui fanno riferimento i dati di cronica) si comporta come per il poliuretano e può essere causa di esplosione e di incendi particolarmente aggressivi e difficile da spegnere. Altri dettagli al momento non sono a nostra conoscenza, ma è impossibile che in un incendio che coinvolge carta (lignina) e plastica (cloro) non si sviluppi la “famigerata diossina di Seveso”. Dover restare per lunghe ore al chiuso senza poter azionare i condizionatori (in questa giornate!) è motivodi grave distress soprattutto per le persone più vulnerabili. Prendiamo atto dell’ennesimo “eroico” intervento dei lavoratori vigili del fuoco la cui esposizione a rischio, troppo spesso, viene negata dagli enti che sono poi chiamati a valutarne la eziologia professionale delle loro patologie. Valutazione avversa al riconoscimento, nonostante il parere della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che classificata come “cancerogeno” il lavoro dei vigili (rischi per fortuna non ineluttabili dei danni ma resta il fatto che le condizioni operative restano sempre difficili e costrittive). Studi recenti hanno focalizzato, dopo il “vecchio” rischio amianto rischi altrettanto gravi legati agli incendi. Qui l’attenzione è sugli effetti dei Pfas contenuti nelle schiume e pare persino in certi ddppii. Ai lavoratori intervenuti all’incendio BRT esprimiamo sostegno e solidarietà coerentemente col nostro impegno ad ottenere il riconoscimento delle malattie professionali che ovviamente attecchiscono se e quando la prevenzione non è stata sufficiente. Parimenti esprimiamo solidarietà sia ai cittadini del quartiere Bovisa e di tutta Milano sia ai lavoratori BRT che hanno rischiato di essere coinvolti più pesantemente. In verità i lavoratori della logistica (lo abbiamo verificato ancora una volta in un recente incontro con i lavoratori di Parma aderenti a Si.Cobas) da tempo richiamano l’attenzione sulla necessità di monitorare il contenuto delle merci movimentate. La vigilanza preventiva, soprattutto ad opera dei lavoratori, deve diventare una prassi attraverso la puntuale segnalazioni degli incidenti e dei quasi incidenti e la loro raccolta in un apposito registro. I lavoratori avranno opportunità per esplicitare meglio le criticità del lavoro nelle prossime assemblee di gruppo operaio omogeneo finalizzate ad “azioni” di miglioramento su salute e sicurezza. Oltre alle ipotizzabili e concretamente attuabili azioni di miglioramento in chiave di prevenzione primaria è utile occuparsi anche di prevenzione secondaria, cioè è necessario adoperarsi affinché l’incendio non si manifesti. A tal proposito non è retorico chiedersi: i magazzini sono dotati di “sistemi sprinkler” in grado di percepire automaticamente la produzione di fumo e dunque di reagire con l’attivazione e la diffusione di sostanze antifumo? Abbiamo constatato negli interventi finalizzati alla prevenzione che troppo spesso l’installazione del sistema “sprinkler” viene considerato un optional lasciato alla “trattativa” tra assicurato e assicuratore. Trattativa in cui l’assicurato si lascia condizionare solo dal valore della merce da tutelare considerando “gratis” il rischio di danni all’ambiente o addirittura lo stesso rischio di danno alla salute e alle persone. Su tutto questo le assemblee di gruppo omogeneo devono vigilare sulla piene e aggiornata valutazione dei DVR e a maggior ragione in tempi di “mutamenti climatici” aggravati dall’incuria padronale per l’ambiente naturale. Noi lavoratori siamo parte integrante della natura! Solo i lavoratori estranei alla logica del profitto a tutti i costi possono esercitare la vera prevenzione a tutela della loro salute e della salute di tutti. Oggi è il 50° anniversario del disastro industriale della Icmesa di Seveso : siamo ancora lontani da una vera prevenzione che renderebbe possibile un “mondo giusto” RETE NAZIONALE LAVORO SICURO L'articolo INCENDIO AL SITO LOGISTICO BRT BOVISA DI MILANO proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Milano interrompa i rapporti con Israele
In queste settimane proseguono le attività di raccolta firme per la delibera di iniziativa popolare contro tutti gli accordi Milano-Israele. A Gaza il genocidio non è finito, l’entità sionista e gli USA proseguono le azioni criminali in Libano, Iran e Cisgiordania. Il comune di Milano attraverso le sue società partecipate […] L'articolo Milano interrompa i rapporti con Israele su Contropiano.
July 11, 2026
Contropiano
La Lombardia punta sui data center, l’affare che divora risorse e territori
67 impianti già attivi, altri in fase di progettazione. Sabato la prima protesta in provincia di Pavia A Lacchiarella, in provincia di Pavia, sabato prossimo alle 10 ci sarà una delle prime manifestazioni contro la costruzione di un data center in Italia, organizzata dal Comitato di Ciarlasco. Ultimo atto di un processo di organizzazione dal basso contro la diffusione incontrollata di data center che da mesi coinvolge l’intero territorio della Lombardia. Negli ultimi anni la regione è diventata, suo malgrado, il nuovo hub del Sud Europa per la costruzione di data center, impianti dedicati alla raccolta, archiviazione ed elaborazione dei dati per l’intelligenza artificiale. I data center di grandi dimensioni progettati per sostenere un incremento continuo della domanda, sono strutture fortemente energivore che hanno un impatto dirompente sulla salute e il territorio. Di recente, il rapporto «Environmental cost of AI’s energy use: carbon, water and land footprints» della United nations university, ha reso noto che, entro il 2030, i data center arriveranno a consumare 945 terawattora di elettricità all’anno, quasi il triplo del consumo combinato di Pakistan, Bangladesh e Nigeria (650 milioni di abitanti). Leggi l'articolo su "Il Manifesto" Sul tema sono stati ospiti di Radio3 Scienza Giovanna Sissa, docente di sostenibilità ambientale dell'ICT al Dottorato di ricerca STIET dell'Università di Genova e autrice di "Le emissioni segrete. L'impatto ambientale dell'universo digitale" (Il Mulino, 2024) ed Eugenio Morello, docente di tecnica e pianificazione urbanistica presso il Politecnico di Milano. Ascolta l'intervista Your browser does not support the audio tag. Su Raiplay Play Sound si può ascoltare la puntata completa
La sindaca non piace
Il risultato era nell’aria. Adesso è certificato anche dal Governance Poll pubblicato recentemente dal Sole 24 Ore. Laura Castelletti precipita al 75° posto su 92 nella classifica dei sindaci italiani e, soprattutto, vede il proprio gradimento scendere sotto la soglia simbolica del 50 per cento. Qualcuno liquiderà il dato come […] L'articolo La sindaca non piace su Contropiano.
July 10, 2026
Contropiano
Turbigo (MI), 19 luglio: incontro pubblico con Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
DOMENICA, 19 LUGLIO 2026, ORE 17.30 SELVA VIVA – TURBIGO (MI) Domenica 19 luglio 2026 alle ore 17.30 presso SELVA VIVA a Turbigo in provincia di Milano si svolgerà un incontro pubblico sulla militarizzazione delle istituzioni educative. L’incontro vuole informare sulla crescente e preoccupante militarizzazione della scuola e delle università contestualizzando il fenomeno nel contesto attuale di escalation di guerra dove la violenza vede il sopravvento sulla democrazia. Vogliamo riflettere insieme sul rapporto esistente al giorno d’oggi nelle nostre scuole tra l’istruzione e l’industria bellica, tra la scuola e la normalizzazione della guerra attraverso la costruzione di un universo simbolico orientato alla giustificazione del conflitto armato. Durante la serata Elena Abate, attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, presenterà le attività che l’Osservatorio sta portando avanti. Si condivideranno riflessioni, informazioni e materiali utili. Ingresso libero. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
PIENA SOLIDARIETA’ A MARGHERITA CUB SANITA’ DEL SAN RAFFAELE!
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN COMUNICATO DI SOLIDARIETA’,  DA PARTE DEL CENTRO TAGARELLI, ALLA COMPAGNA MARGHERITA DI CUB SANITA’ A CUI CI ASSOCIAMO VOLENTIERI , RICORDANDO PERO’ CHE LE LOTTE DEVONO TROVARE L’UNITA’ DEI LAVORATORI  PER ESSERE VINCENTI E NON SOLO SALTUARIAMENTE QUANDO ARRIVA LA REPRESSIONE. SE NON  RITROVIAMO  QUESTA  CAPACITA’ DI METTERE INSIEME I VARI SETTORI E PARTECIPARE ALLE LOTTE E SCIOPERI NON FACCIAMO UN BUON SERVIZIO ALLA DIFESA DI LAVORATRICI E LAVORATORI. CHE SIA QUESTA UN’OCCASIONE PER RIPRENDERE LA STRADA DI COORDINARSI E ORGANIZZARSI. PIENO SOSTEGNO A MARGHERITA. SI COBAS NAZIONALE Ricorderete cosa successe, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio scorso nel reparto (per i “non” paganti) di Medicina ad Alta Intensità e Cure Intensive: 16 infermieri si erano appena licenziati a causa delle condizioni di lavoro ormai insostenibili e la Direzione dell’Ospedale affidava il reparto a infermieri della cooperativa Auxilium (vicina a Comunione e Liberazione..). Il medico di guardia quella notte scrive una mail allarmata alla direzione, denunciando che gli infermieri .. non sanno gestire la ventilazione assistita, hanno difficoltà con l’italiano, fanno errori gravi nella somministrazione dei farmaci, sbagliano le terapie, non sanno neppure come contattarlo.. quella notte i pazienti del reparto hanno rischiato la vita. Disastro annunciato da mesi, denunciato dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria che farà anche un esposto alla Polizia per i disastri di quella notte. Come ricorda Margherita Napoletano, delegata sindacale CUB Sanità e coordinatrice della RSU, “per ogni infermiere che se ne va se ne vanno anche decine di anni di esperienza”…. Unico provvedimento: la sostituzione dell’amministratore delegato. Pochi giorni fa Margherita riceve dalla Direzione dell’Ospedale una “contestazione disciplinare”  e una diffida. La sua colpa: aver dato voce – come rappresentante sindacale dei lavoratori oltre che RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) – a quanto succede da tempo (non solo quella notte) al San Raffaele. Nota: Il San Raffaele, parte del gruppo San Donato, ha realizzato nel 2025 un fatturato di 703 milioni di euro, con un utile netto (dopo il pagamento delle tasse) di 5,8 milioni di euro. Invece di assicurare condizioni salariali e lavorative più decenti ai propri infermieri per evitare che si ripetano altre situazioni di pericolo per i pazienti come quella di gennaio, recentemente il gruppo è entrato come socio nella Genentra, società che si occupa …. di difesa, cyber sicurezza, armi. Invece di investire nella professionalità dei suoi dipendenti, cioè nella cura della salute e della vita, il gruppo investe nella guerra e nella morte. Con Margherita DIFENDIAMO CHI DIFENDE LA NOSTRA SALUTE E LA NOSTRA VITA. L'articolo PIENA SOLIDARIETA’ A MARGHERITA CUB SANITA’ DEL SAN RAFFAELE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.