Vicenza e la sfida all’educazione: la risposta alla censura del comitato Aula 33
La notizia risale a qualche settimane fa, ma è degna di attenzione perché si
confermano le nostre legittime paure sulla feroce contrazione degli spazi di
libertà e di discussione nelle scuole, infatti siamo davanti all’ennesimo
divieto di una assemblea di istituto, questa volta al liceo “Fogazzaro” di
Vicenza, con testimonianze dalla Palestina.
A giustificare il divieto le circolari del Ministro dell’istruzione e del merito
Giuseppe Valditara e «l’esigenza che la scelta di ospitare latori fosse volta a
garantire il confronto tra posizioni diverse e pluraliste al fine di consentire
agli studenti di acquisire una conoscenza approfondita dei temi trattati e
sviluppare il pensiero critico».
L’intervento della Dirigente scolastica ha eliminato una parte degli argomenti
oggetto di assemblea, quelli dedicati agli interventi dai territori occupati
dall’esercito israeliano, negato la presenza di un attivista della Global Sumud
Flotilla e di una giovane palestinese, testimonianze scomode che avrebbero
portato argomenti e fatti difficili da confutare. Il solito invito al
contraddittorio che da ora in poi autorizzerà assemblee sui popoli oppressi solo
in presenza degli oppressori.
Siamo davanti alla solita accusa di propaganda rivolta a studenti e studentesse,
ad attivisti per il diritto alla vita e alla autodeterminazione del popolo
palestinese. E, di conseguenza, la sospensione di un’assemblea è da ritenersi un
atto di mera censura con quotidiane ingerenze da parte dei partiti di Governo.
La scuola pubblica deve essere imparziale dal punto di vista educativo, mai
neutra rispetto ai valori costituzionali e ai principi guida della istruzione,
la scuola del Ministro Valditara si va trasformando in una gabbia in cui
l’adesione all’ideologia dei partiti di Governo sta diventando il vero parametro
con cui giudicare la liceità dei momenti di confronto collettivo.
Non a caso, a seguito di questa incresciosa vicenda repressiva a carico della
scuola pubblica, è nato nella provincia di Vicenza un gruppo di docenti,
riunitosi in comitato con il nome “Aula 33″. Insegnanti, studenti, studentesse e
genitori si sono incontrati qualche giorno fa in un’assemblea straordinariamente
partecipata e hanno deciso di reagire a una scuola sempre più sotto attacco.
Il comitato Aula 33, all’interno del quale ci sono anche aderenti
all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ha
elaborato un manifesto importante, in difesa di una scuola pubblica, plurale,
inclusiva. Una scuola che ribadisce la sua missione costituzionale e l’idea che
l’obiettivo sia conoscere il mondo, coltivando la cultura come strumento di
emancipazione individuale e collettiva.
La scuola pubblica è ancora un patrimonio troppo importante per la nostra
comunità, un presidio che ancora custodisce i valori della cultura, della
solidarietà, l’orizzonte di società immaginato dai costituenti. Serve un fronte
largo per arginare una deriva sempre più preoccupante, che vuole trasformare la
scuola in un luogo di controllo e omologazione, dove il sapere non è più un
valore in sé, dove la libertà di tutte e tutti di essere ciò che si è, da valore
indiscusso, diventa un bersaglio.
Alleghiamo il manifesto costitutivo del Comitato Aula 33.
MANIFESTO-1Download
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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