Nel 2026 siamo a “85 secondi dalla mezzanotte”…
Il Bulletin of the Atomic Scientists ha annunciato oggi il nuovo posizionamento
del Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse, che è un simbolo internazionale
che rappresenta il livello di rischio globale legato a minacce generate
dall’uomo, tra cui armi nucleari, crisi climatica, instabilità geopolitica e
tecnologie emergenti.
Con l’aggiornamento di oggi, il Doomsday Clock si posiziona ancora più vicino
alla eliminazione dell’Umanità rispetto allo scorso anno, quando era stato
fissato a 89 secondi dalla mezzanotte.
Secondo quanto comunicato dal Bulletin of the Atomic Scientists la decisione è
motivata dall’aumento di tutte le minacce (armi nucleare, cambiamento climatico,
nuove tecnologie emergenti con impatti negativi) che hanno caratterizzato gli
ultimi anni, senza che ci sia stata una reale presa di coscienza e attivazione
dei decisori politici verso una soluzione di questi problemi.
La mobilitazione Italia ripensaci (promossa nel nostro Paese da Senzatomica – la
campagna coordinata dalla Fondazione Be The Hope – e dalla Rete Italiana Pace
Disarmo) ricorda che il Doomsday Clock non va letto come una previsione “del
tempo che resta”, ma come un indicatore del livello di pericolo e soprattutto
della qualità della risposta collettiva: scelte politiche, cooperazione
internazionale, prevenzione, riduzione dei rischi.
L’avvicinamento delle lancette dell’Orologio dell’Apocalisse alla ‘mezzanotte’ è
un segnale preoccupante che evidenzia l’aggravarsi dei rischi globali e
l’urgenza di azioni concrete per la sicurezza internazionale.
“È indispensabile promuovere un cambiamento nella percezione delle armi
nucleari, riconoscendole non come strumenti di sicurezza, ma come una grave
minaccia per l’umanità – afferma Alessja Trama, rappresentante di Senzatomica /
Fondazione Be the Hope – Il Trattato per la Proibizione delle Armi
Nucleari (TPNW) risponde a questa esigenza, individuando nel disarmo il
fondamento di una sicurezza duratura e condivisa”.
“A portarci in una situazione di pericolo esistenziale per l’Umanità – come
evidenziato dal lavoro del Bulletin – sono vari fattori, ma tra i più
problematici e negativi vi è di certo la corsa agli armamenti, anche nucleari,
causata da una falsa idea di sicurezza basata sulla deterrenza –
dichiara Francesco Vignarca, coordinatore campagne della Rete Italiana Pace
Disarmo – Una teoria fondamentalmente errata e pericolosa che ci tiene tutti
sotto la minaccia nucleare con i suoi falsi miti: la deterrenza infatti non
garantisce sicurezza e pace, non è puramente difensiva, e non è il modo normale
di affrontare le relazioni internazionali. Bisogna invece mettere al centro la
cura e la protezione di comunità e persone, eliminando quelle minacce armate che
ci avvicinano all’Apocalisse”.
A rendere ancora più urgente questo appello è anche una data imminente: il
prossimo 5 febbraio scade il trattato New START, l’ultimo grande strumento
bilaterale rimasto per la limitazione e la trasparenza sugli arsenali nucleari
strategici tra Stati Uniti e Russia.
Esistono misure immediate e concrete per ridurre il rischio, come l’adozione di
politiche di Non Primo Uso (No First Use), per escludere l’impiego iniziale
dell’arma nucleare come opzione militare.
Senzatomica ribadisce il valore dell’educazione e della partecipazione attiva
della cittadinanza.
Prossimamente la mostra Senzatomica sarà esposta a Grugliasco (TO), offrendo uno
spazio di informazione e riflessione sul tema delle armi nucleari, sulle loro
conseguenze umanitarie e sulla responsabilità collettiva nel costruire un futuro
libero dalla minaccia nucleare.
Rete Italiana Pace e Disarmo