Associazioni ambientaliste e pacifiste al governo: “Tassare i profitti di industrie fossili e militari per finanziare sanità pubblica, welfare e transizione energetica”
“Tassare i profitti delle aziende dei combustibili fossili e dell’industria
militare per finanziare la transizione energetica, il Servizio Sanitario
Nazionale e contrastare la povertà.” È l’appello urgente che cinque tra le
principali organizzazioni ambientaliste e pacifiste hanno rivolto oggi al
governo e alle forze politiche italiane.
Greenpeace Italia, Legambiente, Rete Italiana Pace Disarmo, Sbilanciamoci e WWF
Italia hanno inviato una lettera congiunta alla Presidente del Consiglio Giorgia
Meloni e, per conoscenza, ai vice-premier, a sei ministri (Economia, Ambiente,
Difesa, Imprese, Lavoro e Affari europei) e ai segretari di Pd, M5S, Azione,
Europa Verde, Sinistra Italiana, Italia Viva e +Europa, per denunciare una
situazione insostenibile: nonostante il Mediterraneo sia sempre più esposto alla
crisi climatica e le guerre siano scatenate anche per il controllo delle fonti
fossili, le grandi compagnie del petrolio e del gas – principali responsabili
del riscaldamento globale – e i colossi delle armi continuano a macinare
profitti da capogiro sfruttando l’instabilità globale.
Secondo i dati citati dalle organizzazioni, nel primo trimestre del 2026 le
maggiori aziende fossili europee hanno incamerato oltre 18 miliardi di dollari
di utili rettificati (+80% sul trimestre precedente). Nel settore militare, nel
primo trimestre 2026 la sola Leonardo ha registrato 184 milioni di euro di
profitti (+60% rispetto allo stesso periodo del 2025).
Nella lettera si critica anche l’approccio emergenziale del governo: i recenti
decreti energetici hanno effetti modestissimi e di natura regressiva, perché
tagliano le accise senza affrontare strutturalmente la dipendenza dalle fonti
fossili, né tassare i veri responsabili dei rincari.
Di seguito le richieste delle 5 organizzazioni e qui la lettera completa.
* Varare un pacchetto solido a breve termine per proteggere i consumatori dagli
aumenti dei prezzi influenzati dalle aziende e dalla speculazione nei mercati
dell’energia, del cibo e degli alloggi, che abbia al suo centro l’attenzione
al costo della vita delle famiglie a basso reddito; ciò dovrebbe essere
completato da interventi di politica climatica a lungo termine per proteggere
le persone da futuri shock dei prezzi;
* Introdurre una tassazione strutturale e permanente dei profitti delle
compagnie di combustibili fossili e usare i ricavi per alleviare la povertà
energetica, favorendo così lo spostamento dei finanziamenti privati verso le
rinnovabili poiché i combustibili fossili rendono meno;
* Introdurre una tassazione strutturale e permanente dei profitti
dell’industria militare e impiegare i ricavi per finanziare il Sistema
Sanitario Nazionale, garantendo così che parte delle ingenti risorse
pubbliche impiegate nelle armi possano essere investite per migliorare la
vita delle persone. Greenpeace stima che nel 2025 il settore abbia registrato
extra profitti pari a circa un miliardo e mezzo di euro.
* Evitare che questa tassazione alimenti ulteriormente gli ingenti sussidi
ambientalmente dannosi, ma sia realmente adoperata per finanziare la
transizione energetica, il welfare, la sanità pubblica e per contrastare la
povertà energetica.
Rete Italiana Pace e Disarmo