Colombia: come affrontare la militarizzazione nella nostra America?
In un contesto internazionale caratterizzato da conflitti armati, dispute
geopolitiche e misure di controllo in aumento, un incontro a Medellín (Colombia)
ha portato sul tavolo una discussione che attraversa tutta la regione: come
affrontare la militarizzazione senza separarla dalle sue cause strutturali e
senza perdere di vista le esperienze concrete di coloro che ne subiscono le
conseguenze.
Per due giorni, organizzazioni sociali, ricercatori e difensori dei diritti
umani di diversi Paesi si sono riuniti in Colombia per analizzare come la
geopolitica globale e l’avanzata della militarizzazione abbiano un impatto sui
territori latinoamericani.
Il 27 e 28 novembre Medellín ha ospitato il 2° Incontro Regionale “Geopolitica e
militarizzazione nella nostra America”, uno spazio di riflessione critica che ha
riunito accademici, ricercatori, comunicatori, difensori dei diritti umani e
organizzazioni sociali dell’America Latina, degli Stati Uniti e del Canada. Il
tema centrale dell’incontro è stato l’analisi dell’avanzata della
militarizzazione nella regione nell’attuale contesto di riconfigurazione
dell’ordine mondiale.
La scelta di Medellín non è stata casuale. La Colombia è uno dei paesi in cui il
rapporto tra conflitto armato, militarizzazione e controllo territoriale ha
segnato profondamente la storia recente. In questo scenario, l’incontro ha
cercato di portare il dibattito oltre i discorsi ufficiali sulla sicurezza ed
esaminare i processi strutturali che attraversano la Nostra America.
UN CONTINENTE SU UNA SCACCHIERA GLOBALE
I tavoli di lavoro hanno affrontato i cambiamenti nella geopolitica
internazionale, il relativo declino dell’egemonia statunitense e l’emergere di
nuove potenze globali. Secondo le analisi condivise, queste trasformazioni hanno
reso l’America Latina un territorio strategico grazie alla sua ricchezza di
risorse naturali, alla sua posizione geografica e al suo ruolo nelle catene di
produzione globali.
In questo contesto, si è discusso di come la militarizzazione appaia come uno
strumento ricorrente per garantire interessi economici, politici e strategici. I
relatori hanno convenuto che l’aumento del ruolo delle forze armate nei compiti
di sicurezza interna non è un fenomeno isolato, ma parte di una tendenza
regionale che si è accentuata anche sotto i governi civili.
I ricercatori presenti hanno sottolineato che questa logica si basa su dottrine
di sicurezza che ampliano il concetto di minaccia e rafforzano la figura del
“nemico interno”, con conseguenze dirette sui movimenti sociali, sulle comunità
rurali e sulle popolazioni storicamente emarginate.
MILITARIZZAZIONE ED ESTRATTIVISMO
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il rapporto tra militarizzazione e
modello estrattivo. Diversi interventi hanno sottolineato che l’espansione di
attività come l’estrazione mineraria, l’agrobusiness e i megaprogetti energetici
è spesso accompagnata da una maggiore presenza militare e di polizia nei
territori.
I rappresentanti delle organizzazioni contadine e sociali hanno illustrato come
questi processi abbiano un impatto sulla vita quotidiana delle comunità,
generando conflitti per la terra, sfollamenti e restrizioni al diritto di
protesta. Da questo punto di vista, la militarizzazione non appare solo come una
politica di sicurezza, ma come un meccanismo di controllo territoriale legato a
interessi economici.
ESPERIENZE DAI TERRITORI
L’incontro ha previsto spazi per condividere esperienze comunitarie di fronte a
contesti di violenza e militarizzazione. Delegazioni indigene e sociali della
Colombia hanno presentato pratiche di organizzazione e autoprotezione civile,
come le guardie comunitarie, intese come risposte locali alla mancanza di
garanzie di sicurezza e diritti.
Queste esperienze sono state affrontate da un punto di vista critico e
contestualizzato, riconoscendone sia i limiti che le potenzialità. Per i
partecipanti, lo scambio ha permesso di mettere in luce forme di resistenza che
si sviluppano al di fuori dei tradizionali schemi di sicurezza statale.
MEMORIA, RICERCA E ANALISI CRITICA
Tra le attività di rilievo vi è stata la presentazione del libro Justicia para
Colombia: impunidad, acumulación y poder (Giustizia per la Colombia: impunità,
accumulazione e potere), una ricerca collettiva coordinata dal sacerdote e
difensore dei diritti umani Javier Giraldo. L’opera ricostruisce, sulla base di
dati storici e documentali, la conformazione delle strutture paramilitari e il
loro legame con il potere politico ed economico in Colombia a partire dagli anni
’60.
È stato presentato anche il libro Esquivar la guerra. Construir mundos nuevos
(Eludere la guerra. Costruire mondi nuovi) del ricercatore Raúl Zibechi, che
propone una riflessione sulle autonomie popolari e sulle risposte comunitarie di
fronte a un mondo sempre più militarizzato. Entrambe le pubblicazioni sono state
valutate come contributi rilevanti per comprendere i processi di violenza
strutturale nella regione.
UNO SPAZIO IN COSTRUZIONE
Il 2° Incontro Regionale “Geopolitica e militarizzazione nella nostra America” è
stato concepito come parte di un processo continuo di riflessione e
articolazione tra organizzazioni, ricercatori e movimenti sociali. Gli
organizzatori hanno sottolineato l’importanza di continuare a creare spazi di
analisi che colleghino la ricerca critica alle lotte territoriali e sociali del
continente.
Più che conclusioni definitive, l’incontro ha lasciato domande aperte e la
volontà di continuare il dibattito da una prospettiva latinoamericana, critica e
impegnata nella difesa della vita e dei diritti dei popoli.
https://www.colombiainforma.info/encuentro-sobre-geopolitica-y-militarizacion-en-nuestra-america/
Las transiciones hegemónicas imponen la militarización en Nuestra América –
CEDINS
https://www.derechoalapaz.com/encuentro-sobre-geopolitica-y-militarizacion-en-nuestra-america/
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TRADUZIONE DALLO SPAGNOLO DI STELLA MARIS DANTE. REVISIONE DI THOMAS SCHMID.
Redacción Perú