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[2026-01-11] Storie dalla Baia di Isola Sacra @ Bucoliche Utopie
STORIE DALLA BAIA DI ISOLA SACRA Bucoliche Utopie - Via della Scafa, 144a, 00054 Isola Sacra RM (domenica, 11 gennaio 17:00) Ci vediamo domenica 11 gennaio a Fiumicino presso Bucoliche Utopie (via della Scafa, 144a, ore 17:00) con l'evento conclusivo di restituzione del progetto “Shifting Sands”. Il progetto è stato portato avanti da Scienza Radicata, Seasters Coop, Rizomi lab e Ponentino che, accompagnati anche da noi del Collettivo No Porto e dai Tavoli del Porto, forniscono una fotografia dello stato dei fondali nell'area dei Bilancioni e una narrazione di chi vive quel territorio. Questo processo serve a ridare dignità e spessore a tutte quelle storie di vita umana e non che animano un territorio che hanno provato a svuotare ma che continua ad esistere in tutta la sua poesia. A domenica!
[2026-01-16] La risposta siamo noi - voci di ritorno dalla COP30 @ CSOA La Strada
LA RISPOSTA SIAMO NOI - VOCI DI RITORNO DALLA COP30 CSOA La Strada - Via Passino, 24 (venerdì, 16 gennaio 19:00) LA RISPOSTA SIAMO NOI Voci di ritorno dalla COP30 - VEN. 16/01 dalle 19:00 Doveva essere la COP "della verità", così aveva dichiarato il presidente Lula alla vigilia del vertice sul clima più importanti al mondo, che tornava dopo più di 30 anni, in Brasile, a Belém, nel cuore pulsante dell'Amazzonia. Le grandi speranze per queste giornate si sono però infrante subito, con negoziati partiti già zoppi a causa di illustri assenti, Stati Uniti su tutti. E così anche le conclusioni sono state deludenti, nessun risultato e la prospettiva di limitare il riscaldamento globale, seppure solo un grado e mezzo, che è ormai un ricordo lontano. È stata però anche la COP dei movimenti popolari, delle comunità indigene, della società civile, che congiuntamenet sono riuscite a richiamare in Amazzonia persone dai quattro angoli del globo per la Cupula dos Povos, il summit parallelo che ha gridato a gran voce che la risposta non si può che trovare nelle parole di chi dal basso si organizza e lotta contro un sistema e un modello di produzione ecocida. Di quelle giornate proponiamo un incontro di testimonianze, riflessioni e prospettive, insieme a chi ha le vissute. Ci vediamo venerdì 16 gennaio al CSOA La Strada (Via Francesco Passino, 24) dalle 19:00! Grazie ad Andro Malis per il disegno.
«Un’azione contro il riarmo» la nuova campagna a sostegno dell’ex-GKN
Abbiamo intervistato Dario Salvetti e Valentina Baronti in merito alla nuova campagna di finanziamento dal basso per il progetto di conversione ecologica della fabbrica ex-GKN. Il progetto viene visto come un’ultima fondamentale opzione che si unisce idealmente ai movimenti e alle lotte che hanno agitato il nostro paese nel 2025. Da qualche settimana è partita la campagna di finanziamento dal basso per GFF, il progetto di riconversione della Fabbrica ex-GKN. Ci puoi raccontare cosa vi ha portato a questa nuova iniziativa di rilancio dopo più di quattro anni di lotta? La reindustrializzazione dal basso della ex-GKN è in gravissimo pericolo. Diremmo quasi sull’orlo dell’abbandono. Nessun piano industriale può stare in piedi all’infinito. Ogni mese il piano si logora o deve essere continuamente rielaborato. Il fallimento della reindustrializzazione dal basso non sarebbe un fatto privato, ma qualcosa che, secondo noi, impatterebbe pesantemente sull’intero movimento. Primo, perché una sconfitta della ex-GKN, dopo un movimento di quattro anni, non potrebbe non avere ripercussioni su qualunque lotta che un domani si ponga il problema di rispondere a licenziamenti o delocalizzazioni. Secondo, perché avanziamo questa ipotesi: il nostro esempio dà fastidio al riarmo; l’idea che dal declino industriale si esca con la fabbrica socialmente integrata e con la riconversione ecologica dà fastidio a chi sostiene che il riarmo sia il viatico per la crescita industriale. Per questo abbiamo dovuto accelerare. Il tempo sta finendo. E ci siamo spinti non solo a chiedere di “investire” diventando azioniste/i popolari, ma anche a donare su produzioni dal basso, un metodo più rapido e diretto. La donazione può essere fatta con qualsiasi cifra, anche se la nostra indicazione simbolica è di donare il valore di un’azione per GFF (ex GKN for Future). È il quinto Natale che passiamo in presidio nella fabbrica chiusa nel 2021. Tutto quello che abbiamo fatto in questi quattro anni, insieme alla comunità solidale che ci ha sostenuto e che ancora lotta a fianco a noi, ha un obiettivo preciso: riaprire la fabbrica, riportare quei 500 posti di lavoro sul territorio. Un compito che non dovrebbe spettare a un collettivo operaio segnato da 15 mesi senza stipendio e oggi all’ottavo mese di disoccupazione, ma che di fatto ci siamo trovati a dover costruire pezzo per pezzo, trovando sempre nuovi strumenti ogni volta che la strategia della nostra controparte cambiava. La reindustrializzazione dal basso è servita a togliere ogni alibi al capitale privato e all’intervento pubblico. Ha prodotto questo paradosso: di solito ti licenziano dicendo che «manca il lavoro». Qui l’arcano è svelato: una fabbrica che licenzia operai che propongono un piano industriale e che viene venduta a soggetti immobiliari evidentemente legati alla stessa proprietà che licenzia. Il capitale privato e quello pubblico vanno inesorabilmente verso la speculazione finanziaria, immobiliare e il riarmo. Sono incapaci o non hanno alcuna volontà di uscire dall’economia fossile. Perfino gli stessi fondi ESG, cosiddetti ecologicamente e socialmente sostenibili, rinculano verso il finanziamento del riarmo. Per questo dobbiamo risalire la corrente e sbattere contro i meccanismi di questa stessa economia. Per questo abbiamo dovuto, ancora una volta, trovare uno strumento nuovo: una campagna di azionariato popolare diffuso, che riesca a coprire i due milioni di euro che avrebbero dovuto mettere questi investitori. L’obiettivo è ambizioso, ma non ci spaventa: del resto, se il 9 luglio del 2021 ci avessero detto che avremmo resistito quattro anni e prodotto un nostro progetto industriale, ci sarebbe sembrata fantascienza. Avete più volte denunciato l’assenza delle istituzioni nel sostegno alla vostra vertenza. Cosa è accaduto all’ipotesi del Consorzio a sostegno della fabbrica promesso dalla Regione Toscana? Il Consorzio di sviluppo industriale della Piana Fiorentina è uno strumento per le tante crisi industriali che interessano l’area in cui si trova la ex-GKN. È nato su nostra proposta, con una legge regionale scritta insieme alle intelligenze solidali, presentata alla Regione, che per mesi l’ha ignorata, portata in discussione grazie alla mobilitazione, alle tendate e allo sciopero della fame, e infine approvata il 23 dicembre scorso, in seguito a un presidio a oltranza sotto l’aula del Consiglio regionale. Questo per chiarire che quella legge e quel Consorzio sono il frutto della lotta, nati per dare una risposta alla chiusura della ex-GKN, come esempio virtuoso di come si può rispondere alla deindustrializzazione. Ebbene, il Consorzio è stato infine costituito prima della pausa per le elezioni regionali, ma è rimasto lettera morta e, cinque mesi dopo la sua nascita non ha ancora fatto neanche un atto ufficiale. Anzi, il Consorzio sembra diventato il modo per fare il delitto perfetto: le istituzioni si muovono, ma così lentamente da non dare fastidio alla speculazione immobiliare e lasciare intanto che il Collettivo di fabbrica muoia. Insomma, per così dire: l’operazione è riuscita ma il paziente è morto. La verità è che il Consorzio rischia di non agire né ora né mai. Perché ha uno strumento che non sappiamo se mai utilizzerà: la dichiarazione di pubblica utilità sulle aree industriali e un piano regolatore di indirizzo pubblico industriale. Ancora una volta, ci viene presentato come tecnico un problema di natura politica. Nella campagna evocate la Global Sumud Flotilla: per quali aspetti dite di voler imitare il loro modello? Sono entrambi esempi di mutualismo conflittuale, di un’azione costruita dal basso che vuole essere una concreta denuncia della scelta scellerata dei nostri governi. Al pari della Flotilla, sappiamo che andremo a sbattere contro il blocco, sappiamo che le nostre navi sono piccolissime in confronto a un’economia europea che ha deciso di abbandonare anche solo la parvenza del Green Deal per correre verso il riarmo e la guerra. Lo sappiamo, ma dobbiamo partire, in qualsiasi condizione perché, dopo quattro anni di rinvii e parole vuote, in un clima di guerra e repressione, l’unico progetto sano su questa fabbrica è il nostro e, insieme ai pannelli fotovoltaici e alle cargo bike, porta con sé un’idea di futuro diverso, che continuiamo a rivendicare, non solo per noi. La Flotilla cosa era? Privata o pubblica? Non era pubblica perché non apparteneva a uno Stato, ma non era privata perché era una forza pubblica dal basso. Non nasce per sostituirsi a quello che dovrebbero fare gli Stati, ma per disvelare quello che non fanno. Questi sono i punti di contatto. Noi non sosteniamo che la transizione ecologica sia possibile senza un intervento pubblico complessivo. Noi disveliamo la sua mancanza. di Luca Mangiacotti La campagna di finanziamento dal basso proseguirà a fianco a quella per l’azionariato popolare. Che differenza c’è tra le due e come scegliere cosa sostenere? Il primo azionariato popolare che abbiamo lanciato ha raccolto manifestazioni di interesse per un milione e mezzo di euro. Si tratta di singoli o di associazioni che hanno scelto di acquistare un numero tale di azioni (da un minimo di 500 euro) da poter far parte dell’assemblea della cooperativa GFF. Questa scelta la stiamo concretizzando attraverso una piattaforma di investimento, alla quale chiediamo a tutti i manifestatori di interesse di versare la quota per cui si erano impegnati. E questo non è solo una raccolta fondi, ma anche uno strumento democratico per partecipare direttamente alle scelte future della cooperativa e dare quindi corpo a quella che abbiamo chiamato la fabbrica socialmente integrata. Parallelamente, però, ci siamo trovati anche a dover accelerare sul resto del finanziamento del progetto. Abbiamo ovviamente altri investitori istituzionali a cui ci stiamo rivolgendo – istituti di credito, fondi – ma cosa succede se ci tengono mesi e mesi a verificare il progetto e si tirano indietro all’ultimo secondo (magari, chissà, anche perché così consigliati da pezzi della politica)? Dobbiamo aumentare il grado di autonomia del nostro progetto. E dobbiamo farlo in fretta. Ogni mese che passa, la disoccupazione disgrega la lotta. Per velocizzare la costituzione dell’azionariato, quindi, abbiamo creato la possibilità di una donazione a un singolo azionista popolare collettivo. Arci nazionale si è messa a disposizione per raccogliere questi contributi e poi valutare di costituire un azionista collettivo di GFF. In un Paese dove il riarmo sembra un precipizio verso cui stiamo lanciandoci senza freni, la vostra campagna si pone come alternativa per una vera transizione ecologica. Cos’altro si può fare oggi in Italia per opporsi alla deriva bellica? Ci pare che la strada sia stata tracciata chiaramente dalle mobilitazioni di questo autunno, quando il movimento ecologista è sceso in piazza insieme ai lavoratori e alle lavoratrici per dire no al genocidio e all’economia che lo sostiene, la stessa economia che chiude le fabbriche, deindustrializza, licenzia, impoverisce la società, taglia il welfare e intanto decide di indebitarsi per la scelta suicida del riarmo e della guerra. È un’unica lotta e la parola d’ordine rimane la stessa che abbiamo lanciato quattro anni fa: convergenza. Il movimento nei porti, o più in generale contro la logistica di guerra, è fondamentale. Così come è fondamentale respingere la repressione e la criminalizzazione del movimento in solidarietà alla Palestina e contro il genocidio. Il nostro caso è un tassello che si aggiunge a tutto questo. Qual è il ricatto che rischia di schiacciare tutte e tutti noi? Se l’economia diventa ogni giorno di più un’economia di guerra, come faccio a produrre un salario per me o ad avere un contratto senza contemporaneamente produrre per l’economia di guerra? Come già detto, l’alternativa non la produce la singola fabbrica. Ma un chiaro esempio di reindustrializzazione alternativa in una fabbrica diventa un esempio concreto e immediato. Potete trovare in questo link tutte le informazioni per partecipare alla campagna La copertina è di Margherita Caprilli SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo «Un’azione contro il riarmo» la nuova campagna a sostegno dell’ex-GKN proviene da DINAMOpress.
[2026-01-06] Befana in bicicletta 2026 @ Biblioteca G. Mameli
BEFANA IN BICICLETTA 2026 Biblioteca G. Mameli - Via del Pigneto, 22, 00176 Roma RM (martedì, 6 gennaio 10:00) BEFANA IN BICICLETTA 2026 Il 6 gennaio arriva come ogni anno e porta DOLCETTI per tutti i bambini e le bambine… CARBONE per chi se lo merita! Vieni in bicicletta, con i pattini, sul monopattino, a piedi o in carrozzina, con un paio di scarpe anche rotte, per accompagnare la Befana tra le vie del quartiere, a portare carbone a chi se lo merita e spazzare via con la sua scopa le guerre e ogni ingiustizia, l'ignoranza e la prepotenza! - PERCORSO: Partenza alle 10:00 - Isola Pedonale - Biblioteca - Scuola Toti - Giardino Galafati - Piazza Persiani Nuccitelli - La Befana para i rigori al Campetto Pigneto Team - Piazza dei Condottieri - Parco delle Energie - PRANZO SOCIALE DALLE 13:00 AL CSOA EX SNIA Per i piccoli offre la Befana - FESTA DALLE 15:00 Calza Pignatta Ciclo Tombola Falò !!! ZENOBIA THEATER presenta A PIEDI NUDI di e con Sara Camilla Marilyn Il teatro dei piedi si unisce all’arte del clown teatrale, portando in scena una storia surreale per bambini da 0 a 99 anni. A Piedi Nudi racconta l’amore e le sue dinamiche tentando di andare al di là degli stereotipi, con poesia, leggerezza e ironia.  SOTTOSCRIZIONE PER GAZZELLA ONLUS A FAVORE DEI BAMBINI DI GAZA
[2025-12-19] We are not your Mum - Serata benefit per Agripunk @ CSOA La Strada
WE ARE NOT YOUR MUM - SERATA BENEFIT PER AGRIPUNK CSOA La Strada - Via Passino, 24 (venerdì, 19 dicembre 18:00) Dalle 18 chiacchierata antispecista A seguire cena benefit a buffet Dalle 21 concerto con Satura - Katemika Sacrifighe - Urtica Djset finale Usiku Agripunk è un rifugio antispecista dove gli animali vivono liberi, ma anche un punto di riferimento per le lotte sociali e ambientali, che sopravvive e resiste da 10 anni. L'esperienza di Agripunk nasce nel 2014, quando il collettivo occupa per un anno e mezzo un ex allevamento intensivo, dopo averne provocato la chiusura. Nel 2015, dopo essere diventata associazione, riesce ad ottenere un contratto di affitto a riscatto per la proprietà. Ad oggi questo progetto di liberazione rischia di essere eliminato. Il 31/12/2025 lo sfratto che pende sul rifugio, situato ad Ambra (Arezzo), diventerà esecutivo a causa di una recente sentenza che, nonostante Agripunk sia una onlus senza fini di lucro, l'ha assimilato a un'attività commerciale. Dalla Garbatella esprimiamo complicità e solidarietà allə compagnə che quotidianamente provano ad immaginare e costruire un mondo migliore e ci opponiamo fermamente a chi vuole distruggere questa esperienza di lotta per sostituirla con il luogo di morte, distruzione e sfruttamento che era prima dell'arrivo di Agripunk. Per questo, vi aspettiamo VENERDÌ 19 DICEMBRE al CSOA La Strada! Via Francesco Passino, 24 🔥
[2025-12-12] Critical Mass Transfemminista Roma @ Parco Sangalli
CRITICAL MASS TRANSFEMMINISTA ROMA Parco Sangalli - Parco sangalli - Torpignattara (venerdì, 12 dicembre 19:00) Oh oh oh Critical Mass Massa critica di pensiero divergente Venite con il mezzo che vi pare  Che sia divergente  dall'unico immaginario proposto e imposto Venite con corpi politici Venite con utopie da provare Venite con i dubbi  Che le certezze sono il pacchetto  Che ci hanno sempre rifilato infiocchettato bene Per ricordarci in che posto dobbiamo rimanere Per non disturbare e inquietare,  per non destabilizzare il potere Ai cenoni, nelle proteste, nei percorsi e nelle strade Non ha funzionato adeguarsi Proviamo a rimanere e coltivare inadeguatezza  a questa realtà terrificante Per immaginare alternative Per provare praticare alternative
[2025-12-18] UNIVERSITÀ NEOLIBERALE: FUCINA DI GUERRA @ Edificio Di Lettere e Filosofia - Aula VI autogestita
UNIVERSITÀ NEOLIBERALE: FUCINA DI GUERRA Edificio Di Lettere e Filosofia - Aula VI autogestita - Università LA Sapienza, Piazzale Aldo Moro, 5, Roma (giovedì, 18 dicembre 17:00) 🇵🇸 UNIVERSITA NEOLIBERALE: FUCINA DI GUERRA 🇵🇸 💥 Secondo appuntamento del ciclo di EcoLab incentrato sull’estrazione di valore!! ⏰️ giovedì 18 dicembre h. 17:00 📍 aula VI, facoltà di lettere Sapienza Anche nell’università sono in atto meccanismi di estrazione di valore: si estrae forza lavoro dalla ricerca precaria, si estraggono conoscenze e competenze messe al servizio di aziende private che vedono nell’università una fucina di nuove menti da pescare. Nell’università si incontrano il processo di aziendalizzazione, che va avanti ormai da anni, e i legami strettissimi con il settore privato e della difesa. Decine di Atenei collaborano con aziende come Eni e Leonardo, simboli dell’industria estrattivista e complici del genocidio in Palestina. Israele intrattiene centinaia di collaborazioni di varia natura con gli Atenei e gli Enti di ricerca italiani. 🎓 Sarà utile chiedersi, allora: dove nascono i meccanismi di estrattivismo nell’università? Come ostacolarli? Come respingere il privato e ritrovare – nei nostri saperi, nelle competenze che acquisiamo – una pubblica utilità? Saranno queste le domande guida che ci aiuteranno a costruire un discorso comune e una lente con cui osservare le condizioni dell’università pubblica oggi. 📚 L’EcoLab è uno spazio di autoformazione e discussione aperto a chi vuole interrogare le intersezioni tra l’ecologia e le lotte che quotidianamente portiamo avanti, nei nostri territori e globalmente. Nessuna competenza previa richiesta, solo curiosità e desiderio di pensare in comune! 🏴‍☠️🧚 ✨ Entra nel canale telegram per ricevere i materiali
[2025-12-11] Cineforum: "Smetto Quando Voglio" @ De Lollis Underground
CINEFORUM: "SMETTO QUANDO VOGLIO" De Lollis Underground - Via Cesare De Lollis, 20 (giovedì, 11 dicembre 18:00) Proiezione “Smetto quando voglio” + aperitivo 📆 Giovedì 11 dicembre, 18.00 📍De Lollis Underground (Via Cesare de Lollis, 20) 🎓 La commedia italiana mette in luce le difficoltà che chi fa ricerca nel nostro paese si trova ad affrontare, dalla fuga dei cervelli alla precarietà come condizione di vita. L’Università italiana viene mostrata per ciò che è realmente, il luogo dove vince il baronismo, dove il contratto a tempo indeterminato diventa un sogno nel cassetto destinato a rimanere tale, dove le decisioni riguardo ai fondi di ricerca diventano affare della Politica più che di chi fa ricerca. Insomma alla fine in questo paese è meglio essere ricercati che ricercatori. 📣Il cineforum é parte della preparazione al prossimo ecolab che si terrà in Sapienza la prossima settimana: Università neoliberale, fucina di guerra. Il laboratorio sarà la seconda tappa del ciclo sull estrazione di valore 🏴‍☠️ Ci vediamo giovedì !