Circolare nazionale della Rete Radié Resch di solidarietà internazionale, gennaio 2026. Repressione
La Circolare nazionale di gennaio della Rete Radié Resch, Associazione di
solidarietà internazionale, a cura di Pierpaolo Loi della Rete Radié Resch di
Cagliari, riflette sulla crisi della democrazia liberale e i suoi epigoni
autoritari: Tra violenza strutturale/culturale (neocolonialismo) e repressione
di ogni forma di dissenso. Il tramonto della democrazia.
Il primo paragrafo, l’Inganno, riporta quanto affermava Tolstoj sulla violenza
dei governanti nei confronti dei governati: «La violenza dei governanti sui
governati non è una violenza diretta, immediata di un uomo forte su un debole o
della maggioranza sulla minoranza, dei cento sui venti etc. La violenza dei
governanti si mantiene, come solo può mantenersi la violenza di una minoranza
sulla maggioranza, sull’inganno…».
Il secondo paragrafo, Svolta autoritaria e repressione, affronta il tema della
repressione, spesso da noi occidentali relegata ai regimi di tipo autoritario.
«Tuttavia, il dissenso politico, talvolta unito a quello religioso, è stato mal
tollerato e spesso represso anche nelle nostre democrazie. Basti pensare alla
storia delle Americhe (Stati Uniti e America Latina), alla storia degli Stati
coloniali europei, anche dopo la fondazione dell’ONU e la Dichiarazione
universale dei diritti umani (10 dicembre 1948). Caso emblematico, tragicamente
tale, l’occupazione di territori e l’apartheid praticato da Israele nei
confronti dei Palestinesi».
A supporto di questa tesi, nel terzo paragrafo si presenta il caso Sardegna: La
Sardegna, tra neocolonialismo e repressione. Il territorio sardo è l’avamposto
occidentale della preparazione delle guerre attraverso le basi militari (oltre
il 60% delle servitù militari italiane), poligoni di tiro e esercitazioni
militari periodiche. «Molti cittadini e cittadine da decenni portano avanti una
lotta pacifica contro la destinazione bellica dell’Isola che, posta al centro
del Mediterraneo, rivendica un ruolo di collaborazione e di pace con gli altri
popoli che si affacciano sulle sue sponde. La presenza, inoltre, della RWM –
Rheinmetall, fabbrica di bombe tedesca dislocata nel Sulcis – Iglesiente – ora
anche di proiettili e droni killer -, è oggetto di una campagna contro
l’ampliamento della medesima (STOP RWM) e per la riconversione della fabbrica a
usi civili (Comitato Riconversione RWM). Lo Stato italiano ha scatenato tutta la
sua forza repressiva nei confronti militanti dei movimenti che lottano contro la
colonizzazione militare, e attualmente anche contro quella energetica,
attraverso alcune operazioni poliziesche…».
L’emblema della svolta repressiva, l’approvazione del Decreto Legge sulla
sicurezza (Decreto Legge 11 aprile 2025, n. 48 è stato convertito in Legge 9
giugno 2025, n. 80.), che ha introdotto 14 nuovi reati, aggravato le pene contro
manifestanti inermi, rafforzato le tutele per le forze dell’ordine.
Il paragrafo successivo, Dopo il 7 ottobre, si sofferma sui meccanismi di
repressione delle manifestazioni in favore della Palestina in America e in
Europa, «con il divieto in alcuni paesi di esporre la bandiera palestinese o
indossare simboli della Palestina, col pretesto dell’antisemitismo». In Italia
«alcune manifestazioni di solidarietà con la Palestina sono state represse con
il lancio di lacrimogeni e l’utilizzo di idranti, come a Cagliari, e durante le
manifestazioni contro gli sgombri dei Centri Sociali, l’ultimo del centro
sociale Askatasuna a Torino».
Il quinto paragrafo, Attacco alla libertà di manifestazione del pensiero, prende
in considerazione il tentativo di assimilare l’antisionismo all’antisemitismo
tout court attraverso iniziative legislative (attualmente nel numero di 5) di
cui si parlato in un interessante incontro-dibattito tenutosi il 19 dicembre
2025 presso la Casa del Popolo Rosa Luxemburg, sede dell’assemblea cagliaritana
di Potere al Popolo. «L’intento principale di queste proposte è far tacere ogni
critica verso Israele, intimorire e fermare l’onda di solidarietà nei confronti
del popolo palestinese. Seguendo il dettato costituzionale, difenderemo la
libertà di manifestare esercitandola e non facendoci intimorire».
Nel paragrafo successivo, Kairos Palestine II, si riportano alcuni brani del
documento Kairos Palestine II – «Un momento diverità: la fede in tempo di
genocidio». Il documento, a cura dei rappresentanti di tutte le Chiese cristiane
di Palestina, è stato presentato il 14 novembre a Betlemme. Viene condannato
ogni tentativo di «confondere l’antisemitismo con l’opposizione all’apartheid e
con la pressione esercitata affinché Israele sia chiamato a rispondere delle
proprie responsabilità ai sensi del diritto internazionale».
L’ultimo paragrafo della Circolare è un invito a nutrire la speranza rivolto
ai/alle giovani di Palestina (in Kairos Palestine II): «In un momento in cui la
resistenza palestinese e i movimenti di solidarietà globale vengono
criminalizzati, ribadiamo il diritto di tutti i popoli colonizzati di resistere
ai propri colonizzatori […] Crediamo in voi. Vediamo la vostra rabbia, il vostro
dolore, la vostra paura. Vediamo anche la vostra forza. […] Non gvi chiamiamo a
un ottimismo ingenuo, ma a una speranza radicata nell’azione. La speranza non è
resa. La speranza è un atto vivente di resistenza — un rifiuto fermo della
realtà di morte imposta su di noi, un affrontare e resistere a ogni forma di
ingiustizia e occupazione».
L’intero testo della Circolare nazionale al seguente link:
https://reterr.it/?p=4207
Redazione Italia