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All’Istituto “Mazzini–Modugno” di Bari arrivano i militari “per l’orientamento”: scuola o caserma?
All’Istituto Comprensivo Statale “G. Mazzini – G. Modugno” di Bari, il 21 gennaio 2026, le classi 3^A e 3^F della scuola secondaria di primo grado hanno incontrato alcuni rappresentanti del Comando Militare Esercito “Puglia” per una “Conferenza di Informazione, Orientamento ed educazione civica”, come riportato anche sul sito dell’istituto. L’iniziativa è stata inserita tra le “Buone pratiche” e tra le attività di “Orientamento”, attribuendo di fatto ai militari un ruolo di riferimento educativo e di guida per le scelte future di studenti e studentesse tredicenni (clicca qui per guardare sulla pagina Facebook della scuola l’iniziativa) Siamo di fronte a un ulteriore episodio in cui la presenza di un’istituzione armata viene proposta come opportunità formativa e di orientamento, presentando la carriera militare e, più in generale, l’apparato militare come sbocco legittimo e persino desiderabile per il futuro delle giovani generazioni. In questo quadro, l’educazione civica, come si nota dalle foto che la scuola ha condiviso sui suoi profili social a titolo di vanto, viene piegata a una narrazione che associa automaticamente cittadinanza, legalità e difesa dello Stato alla dimensione militare, alla possibilità di arruolamento, anziché a percorsi di partecipazione democratica, di gestione nonviolenta dei conflitti, di pratica del dialogo educativo, di tutela dei diritti e dei beni comuni. Colpisce, inoltre, che un incontro di “orientamento” non preveda – almeno da quanto emerge dalle comunicazioni pubbliche – un reale contraddittorio: non risultano momenti di confronto con soggetti portatori di culture di pace, con associazioni impegnate nell’obiezione di coscienza, nella difesa civile non armata e nonviolenta, nella promozione dei diritti sociali e ambientali. Come in molti altri casi, a un’istituzione armata viene offerto uno spazio privilegiato e simbolicamente molto forte, mentre analoghe possibilità non vengono concesse a chi si occupa di lavoro, welfare, solidarietà, cooperazione internazionale, nonviolenza. La retorica ministeriale che invoca la presenza del “contraddittorio” quando si parla di temi sensibili sembra svanire non appena si tratta di iniziative che elogiano, più o meno esplicitamente, il ruolo delle forze armate e il riarmo in un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni crescenti. IL MESSAGGIO CHE PASSA È CHIARO: LE ISTITUZIONI MILITARI POSSONO ENTRARE IN AULA, PARLARE AI RAGAZZI E ALLE RAGAZZE IN NOME DELLA “LEGALITÀ” E DELLA “CITTADINANZA”, SENZA CHE ALCUNA VOCE POSSA INTERROGARE CRITICAMENTE LE CONSEGUENZE, ANCHE CULTURALI, DI QUESTA NORMALIZZAZIONE DELLA GUERRA COME ORIZZONTE. È chiaro il retroterra culturale di questo tipo di proposte “educative”: un militarismo sempre più pervasivo, che vuole rendere naturale e persino auspicabile l’inquadramento militare delle giovani generazioni, trasformando gli spazi scolastici in luoghi di legittimazione simbolica delle forze armate e, indirettamente, in riserva di futuri soldati. Ma la scuola, se vuole essere fedele al dettato costituzionale, dovrebbe essere innanzitutto luogo di pace, di pensiero critico, di educazione alla nonviolenza e alla cooperazione, non un corridoio preferenziale verso la caserma. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università considera iniziative come quella del “Mazzini–Modugno” di Bari parte di un più ampio processo di normalizzazione del militarismo nella società e invita docenti, studenti, famiglie e associazioni a vigilare, a chiedere trasparenza e reale pluralismo nelle proposte di orientamento e di educazione civica, a rivendicare percorsi formativi che mettano al centro la pace, la giustizia sociale e i diritti, non la culturale dell’obbedienza e dell’arma. Di seguito le foto scattate durante l’iniziativa a scuola e disponibili sulla pagina Facebook sella scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente