Le caserme non sono compatibili con educazione e bisogno di pace: su IC “Siciliano” di Capaci
Mercoledì 21 gennaio alle 7:30, ben prima dell’inizio delle lezioni e sotto una
incessante pioggia, sei insegnanti dell’Osservatorio contro la militarizzazione
delle scuole e delle università e del sindacato USB, hanno distribuito volantini
ai genitori degli alunni e delle alunne dell’IC “Biagio Siciliano” di Capaci,
alle porte di Palermo.
Il volantinaggio segue un lungo braccio di ferro iniziato già lo scorso mese di
dicembre tra la Dirigente scolastica, i sindacati e il Sindaco della cittadina
principalmente per l’organizzazione di un Open Day militare in caserma, che il
Sindaco e parte della cittadinanza hanno ritenuto inappropriato; un’iniziativa
autonoma della dirigente, osteggiata dai docenti e pare priva delle dovute
delibere degli organi collegiali.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
abbiamo voluto esprimere la nostra preoccupazione per attività di
orientamento proposte a ragazzini e ragazzine delle classi terze della scuola
secondaria di primo grado che ci sembrano del tutto inopportune, vista anche la
grave situazione geopolitica internazionale che stiamo vivendo con le guerre in
atto.
Pensiamo che educare alla pace sia oggi una priorità per la Scuola e soprattutto
che la pace non si impara dentro una caserma, conoscendo il funzionamento di
strumentazioni sofisticate o imbracciando armi.
Riteniamo che la “Cultura della Difesa“, fortemente sostenuta dal Governo
italiano e dall’Europa, che presuppone ci sia sempre un nemico da combattere,
basata su valori quali ordine, obbedienza e subordinazione, sia in totale
contrasto con le finalità educative della Scuola, che, invece, promuove
l’accoglienza, l’ascolto, il rispetto delle opinioni altrui, la convivenza tra i
popoli.
Il percorso di orientamento che i/le docenti costruiscono nel tempo, per aiutare
le ragazze e i ragazzi a riconoscere le proprie attitudini e capacità, ha
ricadute pedagogiche ben diverse e più efficaci di quelle svolte dentro una
caserma, dove si vuole rendere “accattivante” e “ludica” la prospettiva di
reclutamento nelle FF.AA. che purtroppo, in un contesto deprivato quale quello
del nostro territorio, diventa quasi uno sbocco lavorativo obbligato.
Inoltre il percorso di orientamento proposto dentro e fuori le caserme prevede
attività che possono essere svolte dalle/dai docenti e da enti e associazioni
che hanno competenze ed esperienze più specifiche quali:
per l’intervento in caso di pubbliche calamità la Protezione civile e i Vigili
del fuoco;
per il cyberbullismo psicologhe e psicologi;
per la cybersecurity gli ingegneri informatici;
per le scienze motorie i/le docenti.
Auspichiamo che la comunità educante e la cittadinanza di Capaci possano
incontrarsi al più presto per un momento di approfondimento e di sereno
confronto su questi delicati temi.
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