Una petizione a proposito della esercitazione “Joint Stars” in Sardegna
Il 17 aprile scorso, giovedì santo, è stata annunciata ufficialmente
l’operazione “Joint Stars”, l’ennesima esercitazione militare italiana
interforze sui suoli, nei cieli e nei mari della Sardegna, con il consueto
seguito di inquinamento, devastazione ambientale e disprezzo per le prerogative
costituzionali di una regione a statuto speciale che da anni esprime parere
negativo su simili attività e chiede il ripristino ambientale dei luoghi
devastati da bombe e munizioni, senza nessun risultato.
Stavolta però la questione appare ancora più grave perché affiancata da una
campagna propagandistica sponsorizzata da una congerie di soggetti che comprende
le maggiori istituzioni regionali e grossi enti pubblici e privati, tra i quali
i maggiori produttori di armi in Italia, coadiuvati da colossi commerciali come
la Conad, che peraltro afferma di fare della correttezza e della prossimità ai
consumatori il proprio punto di forza.
Stando ai comunicati e agli articoli di stampa, nelle giornate del 10 e 11
maggio, gli organizzatori della manifestazione metteranno in scena, ai moli del
porto di Cagliari “Rinascita” e “Ichnusa”, una serie di attività evidentemente
finalizzate a presentare le forze armate come positive per la popolazione sarda,
non però in virtù della loro potenziale utilità in caso di attacco di potenze
straniere, ma in quanto erogatrici di servizi gratuiti di tutt’altro genere,
prerogative di altri soggetti, a favore della parte più debole e influenzabile
della cittadinanza: bambini e famiglie ai quali è spesso negato l’accesso a
servizi essenziali come la prevenzione sanitaria pediatrica.
Ebbene, quei servizi negati verranno assurdamente erogati all’interno della Nave
“Trieste”, l’ultimo acquisto della Marina Italiana, costata ai contribuenti ben
un miliardo e duecento milioni di euro, non certo finalizzati alla sanità,
quanto piuttosto al servizio attivo in scenari di guerra lontani dal territorio
nazionale.
“Non dare per pietà, ciò che è dovuto per diritto”, dovrebbe essere uno dei
principi fondamentali di uno stato laico, e invece, evidentemente, mentre le
istituzioni si girano spesso dall’altra parte di fronte alle richieste
incessanti delle organizzazioni dei consumatori e dei malati e omettono di agire
con l’urgenza necessaria per facilitare la ripresa di una sanità allo sbando,
c’è bisogno di indorare la pillola dei fondi spesi per la guerra, un prodotto
commerciale che può essere venduto solo con pubblicità ingannevoli, che richiede
quel 2% del PIL che insieme a Papa Francesco consideriamo assolutamente “folle”.
Ma, se alle prese in giro siamo quasi abituati, non possiamo accettare che si
faccia becera propaganda sulla testa delle bambine, dei bambini e dei loro
genitori, quelli che preoccupati per un bene essenziale come la salute
potrebbero accorrere in massa nella pancia d’acciaio della portaerei per
usufruire proprio dello screening pediatrico, un tempo svolto regolarmente nelle
scuole elementari e negli appositi dispensari (da anni chiusi e abbandonati) ed
ora servito dai militari all’interno di un’operazione occasionale dai chiari
intenti pubblicitari.
È inoltre inaccettabile che le scuole del territorio siano state sollecitate a
pubblicizzare l’iniziativa presso i bambini e i genitori anche mediante la
pubblicazione dell’immagine della nave da guerra sui siti web istituzionali,
venendo così meno alla fondamentale attenzione pedagogica che richiede che i
piccoli non vengano esposti ad armi e violenze.
La distribuzione della pastasciutta a cura dei cuochi militari, di piantine da
parte dell’ente regionale Forestas, insieme agli spettacoli all’interno
dell’ospedale Brotzu completeranno il quadretto dell’imbonimento dei sardi,
nello stile “panem et circenses”, firmato da enti pubblici che dovrebbero farsi
apprezzare per la qualità dei loro servizi e non certo per simili messe in
scena.
Le organizzazioni della società civile firmatarie del presente comunicato
chiedono alla Presidente della Regione Sarda Alessandra Todde, all’Assessore
alla Sanità Armando Bartolazzi, al Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, alle
autorità scolastiche e a tutti gli enti pubblici e privati coinvolti nella
manifestazione del 10-11 maggio di rivedere le proprie posizioni rispetto a tale
iniziativa e di rinunciare a qualsiasi forma di propaganda bellica, specie nei
confronti dei minori, degli ammalati e delle loro famiglie.
In ogni caso, si rivolgono alla cittadinanza per evidenziare l’importanza di
esercitare la valutazione critica relativamente all’esercitazione bellica “Joint
Stars” e propongono di boicottare la manifestazione in maniera nonviolenta,
disertando i luoghi delle relative iniziative propagandistiche.
Iglesias, 01/05/2025
Seguono le sigle di 77 associazioni sarde
Per firmare la petizione, clicca qui
https://www.change.org/p/no-alla-propaganda-di-guerra
Redazione Italia