Il Rojava, in Siria, è sotto attacco. Difendiamo la Rivoluzione del Confederalismo Democratico
Con una offensiva militare ad ampio raggio il governo jihadista di Damasco,
congiuntamente alle milizie islamiste sostenute dalla Turchia e da formazioni
paramilitari tribali, sta attaccando il Rojava governato dall’Amministrazione
Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’Est (DAANES). L’offensiva di
Damasco è cominciata già nei primi giorni del 2026 contro i quartieri a
maggioranza curda di Aleppo ed è proseguita in modo incessante con l’occupazione
degli importanti centri di Tabqa, Raqqa e Deir ez-Zor. Gli attacchi proseguono
su più fronti, in aperta violazione delle false dichiarazioni di cessate il
fuoco dell’autoproclamato presidente della Siria l’ex comandante di al-Qaeda
al-Jolani.
Vengono segnalate esecuzioni sommarie, saccheggi e distruzioni di strutture
umanitarie e sanitarie. La stessa città di Kobanê, simbolo della resistenza e
della sconfitta dell’ISIS, rischia di essere aggredita. Molto preoccupanti sono
le notizie della liberazione di migliaia di tagliagole dell’ISIS, tenuti
segregati dalle forze rivoluzionarie SDF, messi in libertà dai jihadisti di
Damasco.
Negli ultimi 14 anni la Rivoluzione del Confederalismo Democratico ha
disarticolato gerarchie sociali, strutture patriarcali, concezioni medioevali e
tribali, differenze di genere. I jihadisti al potere a Damasco con questa
offensiva militare tentano di cancellare anni di conquiste rivoluzionarie,
l’autogoverno, la convivenza tra i popoli, l’autonomia delle donne. Le forze
retrive siriane, sostenute apertamente dalla Turchia, tentano di spostare
l’orologio della storia verso il passato cancellando diritti, partecipazione dal
basso, liberazione. Si vuole ripristinare il dominio del potere tribale, lo
sfruttamento, il patriarcato, la sudditanza della donna.
In Siria del Nord e dell’Est è in corso uno scontro di civiltà fra due visioni
opposte di società e del mondo. Scandaloso è il muro di silenzio dei governi
occidentali, degli Stati Uniti, di Russia e Cina, su quanto sta accadendo in
Siria. I combattenti e le combattenti delle SDF, dello YPG e delle YPJ, tanto
utili negli anni passati per la lotta contro i taglia gole dell’ISIS, oggi sono
stati abbandonati al loro destino davanti all’offensiva di Damasco.
Al-Jolani è stato ricevuto in pompa magna da tutte le diplomazie occidentali, da
Washington alla Meloni, mentre la Russia mantiene le sue basi militari in Siria
a Tartus e Latakia. Il recente passato di al-Jolani come esponente di al-Qaeda è
stato volutamente dimenticato.
La Rivoluzione in Rojava viene ferocemente attaccata perché rappresenta l’unica
via reale di uscita per i popoli del Medio Oriente precipitati nel caos. Caos
creato dai contrapposti interessi imperialisti e dal rigurgito integralista dei
vari potentati religiosi che opprimono le genti di quell’area geografica.
I COBAS nel sostenere la Rivoluzione in Rojava e il movimento rivoluzionario
curdo accolgono l’appello dell’UIKI (Ufficio d’Informazione del Kurdistan in
Italia) per fare pressione sui media, perché rompano il silenzio e informino
correttamente sull’estrema pericolosità della situazione; per organizzare
mobilitazioni, iniziative pubbliche, prese di posizione e azioni di pressione
nei confronti del Governo italiano e della Commissione Europea affinché
intervengano politicamente per fermare l’escalation militare, imporre il
rispetto del cessate il fuoco, dei diritti delle minoranze e dell’autonomia del
Rojava.
Sosteniamo la resistenza delle donne e degli uomini che difendono il Rojava
dall’aggressione dei jihadisti al governo in Siria.
Donna, Vita, Libertà.
Redazione Italia