USB: basta ritardi, sfruttamento, discriminazioni… regolarizzazione subito
Giovedì 29 gennaio: mobilitazione nazionale.
È notizia di queste ore che il governo Meloni si stia apprestando a varare
l’ennesimo pacchetto sicurezza, dopo il DL approvato appena pochi mesi fa. Anche
stavolta, gli obiettivi della stretta securitaria sono i “nemici pubblici”
socialmente pericolosi che il governo individua nelle persone migranti e giovani
di seconda generazione bollate come “maranza”.
Per loro si prevedono criteri ancora più penalizzanti per l’accesso alla
cittadinanza e ai permessi di soggiorno, norme peggiorative sono già state
inserite nella legge di bilancio 2026, a dimostrazione della volontà xenofoba
del Governo.
Inoltre, il nuovo pacchetto prevede la possibilità di privatizzare l’esecuzione
di sfratti e sgomberi a guardie giurate private, andando a colpire in molti casi
proprio le persone migranti che studiano e lavorano in questo paese, ma non
accedono a un salario dignitoso e tantomeno al diritto alla casa.
In Italia i lavoratori stranieri considerati “irregolari” sono secondo stime
approssimativa quasi 800.00, quasi sempre determinati da ritardi degli uffici
preposti.
Inoltre per presentare questa domanda si è quasi sempre costretti a notti fuori
dalle questure, mesi di attesa per ricevere un permesso di soggiorno,
impossibilità a comunicare con uffici pubblici, che trattano queste persone come
cittadini di serie Z.
Sovente, errori puramente formali legati alle differenze linguistiche, si
tramutano in ulteriori ritardi nella concessione del permesso di soggiorno.
Il Ministero dell’Interno, attraverso le commissioni territoriali, impiega ormai
anni per convocare i richiedenti asilo e decidere il rilascio o meno di un
permesso di soggiorno definitivo, lasciando di fatto le persone per un periodo
infinito nella precarietà e nell’incertezza più assoluta.
Dopo anni di attese, permanenza in Italia, anni di lavoro e di percorsi di
inserimento sociale le persone spesso si vedono negato un permesso di soggiorno
definitivo e dunque diventano irregolari, anche a causa della cancellazione del
permesso di soggiorno per protezione speciale che, per quanto limitato, era una
possibilità di regolarizzazione per moltissime persone che hanno un percorso di
vita in Italia da tanti anni. Quella della richiesta di asilo è una forma di
diritto sotto forte attacco, da parte dei diversi governi di diverso colore che
si sono succeduti in Italia negli ultimi anni, e che ora è ulteriormente a
rischio tramite l’azione della Commissione Europea, che sta cancellando questo
diritto alla radice attraverso il Patto su Migrazione e Asilo che entrerà in
vigore proprio nel 2026.
Oltre a tutto questo, abbiamo visto come il decreto flussi rappresenti un
perverso meccanismo di irregolarità di Stato, ove le autorità autorizzano
l’ingresso regolare di lavoratori stranieri attraverso un’offerta di lavoro, ma
che lascia gli stessi nelle mani di truffe e criminalità, permettendo che gli
stessi vengano ricattati e truffati. Un meccanismo che dopo averli fatti entrare
regolarmente li fa diventare irregolari: a causa di un Governo che si rifiuta di
emanare una circolare che regolarizzi le situazioni di questi lavoratori che
attualmente rappresenta oltre centomila lavoratori presenti in Italia.
Centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici straniere in Italia che da
anni vivono, contribuiscono alla ricchezza di questo Paese e alla sua crescita.
Lavoro domestico, agricoltura, edilizia ristorazione sono solo esempi di settori
dove queste persone sono fondamentali ed essenziali. Settori che senza questi
lavoratori e lavoratrici non potrebbero andare avanti, settori che si
fermerebbero completamente se questi lavoratori decidessero di incrociare le
braccia, di scioperare e di bloccare tutto.
A questa situazione si somma, infine, la condizione dei veri e propri lager
presenti su territorio italiano: i CPR, veri e propri santuari della detenzione
illegale, dove sovente avviene la somministrazione di farmaci a carattere
psicotropo e che sta di fatto condannando intere generazioni a forme di
dipendenza.
Per questo motivo come Unione Sindacale di Base e con le altre associazioni
aderenti abbiamo deciso di lanciare questa giornata di mobilitazione nazionale
in tutta Italia per il 29 gennaio perché i lavoratori stranieri sono stanchi di
ritardi, attese, truffe, discriminazioni, prese in giro e repressione. Davanti
alle Prefetture e Commissioni Territoriali lanceremo presidi e richiederemo
incontri con le autorità per chiedere un cambio rotta radicale nelle politiche
nei confronti di lavoratori e lavoratrici stranieri, e per dire che non ci
piegheremo davanti alla deriva securitaria che il governo Meloni cerca di
imprimere. La sicurezza sociale non è la caccia al migrante ma diritto
all’abitare, ai documenti, a un salario degno per tutte e tutti!
Adesso basta!
• regolarizzazione subito per tutti i lavoratori e lavoratrici stranieri
presenti in Italia attraverso il rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro
o ricerca lavoro e il riconoscimento del diritto di residenza
• ripristino della possibilità di richiesta del permesso per protezione speciale
• assunzioni nelle questure e nelle prefetture, digitalizzazione delle
prenotazioni per ridurre i tempi di attesa per i rilasci di permessi di
soggiorno
• chiusura immediata dei CPR
Unione Sindacale di Base