Torino 2027: proposta di percorso per la costituzione di un polo alternativo
Siamo persone che in questi anni si sono battute per cambiare radicalmente
Torino, per renderla una città vivibile socialmente e ambientalmente, per
sviluppare la partecipazione popolare e la socialità, per impedire che venisse
modificata in peggio. Riteniamo che le linee fondamentali attorno a cui dovrebbe
svilupparsi la città siano:
– lo sviluppo della partecipazione e del potere reale dei cittadini e dei corpi
sociali intermedi superando l’attuale paralizzante e arcaica concentrazione di
potere impermeabile alle istanze dal basso.
– lo sviluppo di posti di lavoro stabili e di qualità’ nel pubblico e nel
privato, a partire dalle attività lavorative che fanno capo al Comune di Torino.
Il concorso allo sviluppo sul territorio di attività produttive che siano utili
per la popolazione e per l’ambiente. Il rifiuto di un’economia cittadina basata
sulla produzione delle armi: nessun sostegno alla riconversione delle produzioni
dal settore civile al settore militare.
– la cura e lo sviluppo del tessuto delle relazioni sociali ad ogni livello
intrecciate con politiche finalizzate alla giustizia sociale, contro le
discriminazioni genere e di razza, per la salvaguardia dei diritti dei migranti
e la loro piena inclusione nella vita della città.
– la salvaguardia dell’ambiente e il miglioramento della qualità urbana
intrecciata con lo sviluppo di un modello produttivo finalizzato alla lotta al
cambio climatico. Centrale a questo scopo è l’ampliamento/realizzazione di una
rete di trasporto pubblico capillare, ecologica e a basso costo, a partire dalle
periferie
– lo sviluppo e la diffusione della conoscenza e della cultura connessa alla
forte attenzione alla qualità e corretta remunerazione di ogni lavoro necessario
in città.
– il pieno sviluppo dei diritti sociali quali la salute, l’istruzione,
l’abitare, l’assistenza da soddisfarsi in forma pubblica e partecipata
intrecciato con lo sviluppo dei diritti civili e dell’inclusione.
– la progettazione del disegno urbanistico della città finalizzato allo sviluppo
della bellezza, al miglioramento dell’ambiente, alla creazione di spazi sociali
ed in definitiva alla vivibilità della città per chi vi risiede e non per
l’aumento della rendita e del profitto.
Il nostro obiettivo è di portare in Consiglio comunale e nelle circoscrizioni un
gruppo di consiglier* che rappresentino queste istanze, al di fuori delle
mediazioni e degli interessi che caratterizzano gli schieramenti che oggi
occupano l’intero spettro della politica istituzionale torinese.
In questi decenni abbiamo visto susseguirsi molti sindaci ma non abbiamo visto
realizzarsi in città un’alternativa, un netto cambio di rotta. In particolare la
partecipazione dei cittadini e delle cittadine è sempre stata usata solo per
garantire il consenso alla propria parte politica mentre è stata considerata un
disturbo, un fastidio, nella misura in cui portava il punto di vista dei
cittadini sulla gestione della città.
Noi vogliamo costruire uno spazio politico su scala comunale in grado di
valorizzare le risorse presenti nel tessuto sociale torinese al fine di dare
risposte ai problemi del territorio, inventando soluzioni innovative come
contestando le decisioni sbagliate del potere.
In questi anni sono state centinaia e centinaia le proposte, le istanze, le
iniziative che sono state avanzate e sostenute con lotte dal basso ma ignorate
da chi gestiva il potere. E’ ora di finirla con questa situazione, è ora di
uscire da una condizione di subalternità e di delega verso chi usa la politica
solo per poter gestire il proprio potere.
Essere presenti nel Consiglio comunale, eleggendo un* o più consiglier* al primo
turno, dà diritto ad avere informazioni importanti in tempi rapidi, a
interrogare chi amministra ottenendo risposte ufficiali, permette di avanzare
ufficialmente e formalmente proposte per la città e di essere più efficaci nel
far conoscere le proprie proposte e in generale nel raggiungere l’opinione
pubblica.
Essere presenti in Consiglio comunale non sostituisce in alcun modo le lotte e
l’iniziativa sociale e culturale ma aiuta a rafforzarle.
Noi proponiamo di costruire uno spazio politico comunale che partecipi al primo
turno delle elezioni con l’obiettivo di eleggere un* o più consiglier* che si
impegnino a dare rappresentanza diretta alle istanze popolari al di fuori degli
schieramenti di centrodestra e centrosinistra, con cui non faremo alcun
apparentamento. Non esprimeremo alcuna preferenza in un eventuale ballottaggio
salvo il caso in cui il/la nostr* candidat* risulti essere un* dei due
concorrenti”-
Proponiamo di costruire insieme un percorso comune e plurale a partire da poche
regole che ci permettano di definire il programma, le liste e la loro
composizione e individuare la/il candidat* sindaco.
Invitiamo a costruire insieme questo spazio politico comunale – a partire da una
comune scelta antifascista e contro ogni discriminazione, contro la guerra e le
spese militari – tutt* le donne e gli uomini, i movimenti di base, i comitati,
le associazioni, le organizzazioni, i sindacati, i partiti che condividono
questi valori.
Per dar vita a questo percorso occorre innanzitutto ricostruire una fiducia
reciproca tra i diversi soggetti individuali e collettivi interessati. Noi
pensiamo che sia necessario costruire un percorso in cui tutte e tutti si
sentano a casa loro potendo contribuire liberamente con le proprie idee e il
proprio impegno.
Per questo riteniamo necessario fissare sin da subito alcune regole fondamentali
che permettano la convergenza tra percorsi e sensibilità diverse.
La prima riguarda la presenza dei partiti che condividono il progetto e i suoi
contenuti: noi riteniamo sia auspicabile questa partecipazione
In secondo luogo è necessario che i soggetti collettivi e i singoli possano dar
vita nell’ambito del costituendo spazio politico a una o più liste che non siano
identificate con i partiti. Ovviamente in questo caso le forze politiche
potrebbero dar vita a loro volta ad una o più liste.
In terzo luogo, al fine di dar vita ad un processo democratico e partecipato, è
opportuno prevedere una adesione al processo individuale e/o collettiva e
definire all’inizio del percorso le forme e le regole con cui stare insieme.
il gruppo promotore:
Simona Bombieri, Fiorenza Cora, Alessandra De Rossi, Claudio Decastelli, Mauro
Demaria, Giovanni Limone, Andrea Maggiora, Irene Ricci, Stefano Risso,
Mariangela Rosolen
per scaricare il
documento: https://drive.google.com/file/d/1olSwUxPI_yolYHdBGkLnXlz99Q-pWJz3/view?usp=sharing
Redazione Torino