Rewind Roma, settembre 2026 # La Grande Mietitrice
(disegno di peppe cerillo)
Settembre si apre con una tragedia: a Pietralata una coppia di quarantenni
uccide la figlia disabile, dopodiché i due si sparano. Lasciano lettere che
descrivono la solitudine in cui sono stati lasciati dalle istituzioni che
dovevano tutelare disabilità e salute mentale. Il 2 un uomo accoltella l’ex
moglie a Torvaianica, e il 3 un cinquantenne a Ostia uccide la madre ottantenne,
poi si suicida gettandosi dal balcone.
Intanto, il Consiglio di Stato sospende il procedimento del municipio contro
Casale Garibaldi. Il 7 sindaco e diversi assessori consegnano le chiavi di quasi
tutti gli appartamenti di via del Porto Fluviale, un’occupazione trasformata in
settanta case popolari, agli abitanti. L’associazione LabUr fa un esposto contro
la “Palestra della legalità” su via dell’Idroscalo: milioni di euro pubblici
sperperati a beneficio di società private che lasciano l’immobile
nell’abbandono. Il 9 a Montecitorio c’è un presidio contro il Ddl antisemitismo:
partecipano anche consiglieri e deputati. Un ex consigliere di sinistra presente
in piazza strappa a un altro manifestante la bandiera del “Partito di Dio”
libanese, perché considerato organizzazione terrorista dagli Usa (come anche
Autistici/Inventati, del resto). Il 10 c’è un evento metereologico estremo: una
tempesta di pioggia che riversa sulla città oltre 100 mm. di acqua in
ventiquattr’ore; secondo gli annali si tratterebbe di un evento che avviene ogni
centocinquant’anni, eppure era già avvenuto il 5 gennaio scorso. Il livello
d’acqua del fosso alluvionale di Vallerano sale da 0 a 2,5 metri in dieci
minuti.
Venerdì 11 mattina muore Emma Bonino, a settantotto anni, dopo alcuni giorni di
ricovero all’ospedale Santo Spirito. Il 12 alcune associazioni musulmane
presentano una richiesta di allontanamento dalla città per Simone Carabella, ex
pugile che ha cercato di provocare più volte gruppi di migranti senza riuscirci.
La fondazione Hind Rajab denuncia alla Procura di Roma la presenza in Italia di
Idit Sliman, ministra del governo Netanyahu che promuove e pianifica il
genocidio e la pulizia etnica dei palestinesi. L’Italia dovrebbe arrestarla, ma
non lo fa. Alessandro Di Battista arriva all’ospedale Gemelli, rimpatriato da
Cuba.
Il 14 a Ostia Nuova un operaio di Cisterna (Latina) muore ucciso dal crollo di
un’impalcatura che lo fa precipitare dal terzo piano. Stava lavorando alla
ristrutturazione delle palazzine Armellini su via Forni. Il 15 c’è una riunione
tra Dipartimento Patrimonio e Aequa Roma sulle lettere di morosità alle
inquiline delle case popolari: sono state recapitate già tremila missive.
Durante un’assemblea studentesca alla Sapienza, si presentano una decina di
poliziotti e carabinieri dei vicini commissariati San Lorenzo e Sapienza, come
se la presenza delle forze armate in università fosse normale. A Fiumicino
arriva un volo da Gaza, carico di persone sfuggite al campo di sterminio in cui
rimangono rinchiusi due milioni di palestinesi.
Il 17 si costituisce il killer di Prati, un cinquantenne disoccupato bianco con
due cognomi, che ingannava il tempo sparando ai passanti, soprattutto donne. La
stampa minimizza, umanizza, mostra il lato sociale della cosa. Il 18 in una
scuola di Centocelle un ragazzo di tredici anni, italiano e bianco, accoltella
la sua insegnante, filmando tutta la scena con il cellulare. L’insegnante
minimizza, comprende, e ripete che bisogna mandare via i migranti (tra cui il
ragazzo che l’ha difesa). Quindici comitati territoriali di Roma firmano un
comunicato, promosso anche dall’Arci, in cui dichiarano di non voler partecipare
alla manifestazione del giorno dopo per Spin Time, vista la presenza in piazza
del Partito Democratico e della giunta Gualtieri, che ha venduto la città ai
fondi immobiliari. Cade una pioggia torrenziale, particolarmente forte nella
zona Nord della città. Il 19 c’è l’attesa manifestazione: partecipano migliaia
di persone, cinquemila per la questura, cinquantamila per gli organizzatori.
Il 22 muore un operaio di ventidue anni che lavorava dentro al Colosseo. La
sovrintendenza si rifiuta di chiudere il sito archeologico in segno di lutto:
l’allarme sicurezza non include certo chi lavora. Il 24 c’è una manifestazione
davanti al palazzo delle Politiche abitative contro le “cartelle pazze” nei
palazzi Erp; e nel pomeriggio un corteo a Tor Sapienza con le bandiere italiane,
per chiedere lo sgombero di un palazzo abbandonato in via Tallone, al grido di
“Tor Sapienza sicura” e alla presenza di alcuni membri di Fratelli d’Italia.
Il 26 al Porto Fluviale c’è un convegno per una legge sul controllo degli
affitti (rent control). Due ragazzi in motorino, attivisti di un’organizzazione
comunista, vengono aggrediti sul Lungotevere, vicino piazza Cavour, al grido
“Palestinesi di merda”. Il 29 la Conferenza dei servizi decisoria approva
definitivamente il progetto dello stadio di Friedkin a Pietralata. Sindaco e
assessori, gli stessi che dicevano che i fondi non hanno un cuore, ora esultano,
insieme alle lobby dei costruttori e al governo Meloni. Il cemento, si sa, tiene
tutti insieme. Intanto, al consiglio del V Municipio si vota per una mozione
contro l’islamofobia. Si presentano due provocatori, tra cui l’immancabile
pugile fallito Simone Carabella, che strappano ostentatamente una bandiera
palestinese e insultano le donne. Alla fine vengono cacciati dalla folla. Al
termine della lunga seduta la mozione viene approvata. (stefano portelli)
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