Rewind Roma, dicembre 2025 # La fine del Giubileo: si chiude una porta, si apre una stazione
(disegno di peppe cerillo)
La porta santa della basilica di San Pietro si chiude tra l’invasione Usa del
Venezuela e le minacce all’Iran e alla Danimarca, mentre Israele lascia
intenzionalmente morire due milioni di persone a Gaza, e le deportazioni di
massa si avvicendano più o meno ovunque. È l’influenza del messaggio cristiano
nel mondo.
Ripercorriamo l’ultimo mese del Giubileo della Misericordia 2025 nella sua (e
nella nostra) capitale. Il 4 dicembre manifestazione al Campidoglio contro la
svendita dei mercati generali al gruppo texano Hines, mentre dentro si
commemorava il sociologo Enrico Pugliese, morto il 28 novembre. Intanto un
emendamento al bilancio modifica la proprietà dell’ospedale Forlanini sul
Gianicolo, chiuso dal 2015, con l’obiettivo di cederlo al Vaticano. Il 5 a
Torpignattara presidio antifascista contro il corteo dei neonazisti di Forza
Nuova, a cui la questura nega il permesso a manifestare. Ai Parioli i
carabinieri trovano due poliziotti in uniforme che compravano cocaina nella
macchina di un pusher. Gli studenti delle superiori manifestano contro la
violenza di genere dopo il caso della “lista stupri” al liceo Giulio Cesare. Un
ciclista ucciso da un’auto sull’Aurelia. Il 6 a Castel Sant’Angelo si inaugura
Atreju, festa della giovanile di Fratelli d’Italia: gli eredi di Michael Ende,
creatore del personaggio Atreju, chiedono all’organizzazione di non usare quel
nome. La notte una ragazza di ventitré anni viene violentata da un gruppo di
uomini vicino alla metro Jonio. L’8 arrestato un primario del Sant’Eugenio che
prendeva tangenti dalle cliniche private per mandarci i pazienti in dialisi.
Il 9 torna Zelensky: incontra Meloni e Schlein, poi va a Castel Gandolfo dal
Papa. Due incidenti mortali in strada, all’alba a Trastevere, poi a Malafede. Il
10 manifestazione al Tufello per la ragazza violentata a Jonio. Sciopero
generale l’11; incidente mortale a Porta Portese, il guidatore scappa lasciando
il passeggero intrappolato nella macchina. Il 12 il sindaco dedica il Ponte
dell’Industria (Ostiense) a San Francesco, per l’occasione definito
“uomo-ponte”. Poi trasforma l’ufficio del Giubileo in “ufficio della
Partecipazione e dei Quartieri”. Il 13 una banda di ladri all’Appio Claudio
lancia una Panda contro Mediaworld e scappa col bottino. Abbattuti cinquanta
tigli all’Eur: dovevano essere centocinquanta ma sono stati ridotti dopo le
proteste degli abitanti. Il 14 è il Giubileo dei detenuti, ultimo evento
dell’anno santo; si chiude anche Atreju, con un discorso di Meloni che attacca
Francesca Albanese e dichiara solidarietà a La Stampa (dopo l’azione di protesta
a Torino). Continuano le udienze per l’imprenditore Mirko Pellegrini, “Mr.
Asfalto”, che da dieci anni pagava mazzette e pranzi a funzionari e politici
romani (soprattutto Pd) per evitare i controlli sull’asfalto scadente delle
strade. Il 15 si formalizza il passaggio al Vaticano del Forlanini, un enorme
bene pubblico trasferito a uno stato estero. La Fondazione Hind Rajab denuncia
alla procura di Roma un militare israeliano in vacanza a Roma, accusato di
crimini internazionali: l’Italia non dovrebbe lasciarlo uscire dal suo
territorio. E invece esce.
Dopo tredici anni, finalmente il 16 aprono le stazioni della Metro C di Colosseo
e Porta Metronia, collegando tutta Roma Est al centro storico. Migliaia di
romani e romane visitano incantate le architetture insolite e l’allestimento
archeologico alla stazione di Colosseo. Il sindaco annuncia che Fontana di Trevi
sarà a pagamento, e che presto inizieranno i lavori per lo stadio di Pietralata.
Il 17 un consiglio comunale del Municipio X discute la grande opera progettata
sull’altra sponda, il mastodontico porto crocieristico della Royal Caribbean a
Fiumicino. Intanto il sindaco crea un nuovo ufficio che non promette nulla di
buono: “Rigenerazione del Litorale e Grandi Progetti”. Il 18 ci sono ancora due
incidenti mortali sulle strade, i primi dopo l’entrata in vigore del nuovo
codice della strada di Salvini: uno a Bracciano e uno a Fiumicino. Nella sala
stampa del Vaticano si presenta il discorso per la Giornata della pace: il papa
denuncia il riarmo e la militarizzazione della società, nonché le ingerenze dei
produttori di armi, condannando l’uso nazionalista della religione come
“blasfemia”. Tutti contenti, ma non cambia nulla. Intanto il preside del liceo
Righi manda a tutti i docenti una circolare infarcita di Bibbia e Torah,
infischiandosene della laicità della scuola. Il 20 un ragazzo di origine
montenegrina viene accoltellato al Trullo in una faida tra vicini. Il 21
l’aeroporto di Fiumicino annuncia il superamento della soglia dei cinquanta
milioni di passeggeri in un anno. All’alba del 22 in un incidente di auto vicino
ad Acilia muore una ragazza di ventisette anni, lasciando due figli piccoli. Lo
sgombero di Askatasuna a Torino sembra annunciare altri sgomberi di occupazioni
a Roma, tra cui Spin Time e Forte Prenestino.
Il 24 iniziano le chiusure delle quattro porte sante: finisce il Giubileo, un
tempo festa della remissione dei debiti, oggi solo una lunghissima e pomposa
cerimonia infarcita di discorsi generici che i media italiani ritrasmettono
acriticamente. il 25 chiude la prima porta, quella della basilica di Santa Maria
Maggiore, dove sarebbero custodite le reliquie della Sacra Culla di Gesù, con
una preghiera “per i poveri”; il 27 quella di San Giovanni in Laterano, la prima
chiesa costruita a Roma: il Cardinale Vicario, alla presenza del Sindaco,
blatera della necessità di “prendersi cura di tutti”. Intanto la polizia fa un
raid razzista contro i commercianti arabi di Centocelle. Il 28 chiude la porta
santa di San Paolo: l’arciprete insiste che “la speranza non delude”, ma già il
giorno dopo i carabinieri di Colleferro sfilano con la fanfara nell’outlet di
Valmontone celebrando l’arma e facendo giocare i bambini alla guerra. Il 30
diverse personalità dello spettacolo diffondono una petizione contro lo sgombero
di Spin Time, dichiarando che il palazzo “non è un centro sociale occupato, non
è un luogo di propaganda politica, non produce illegalità, non è mai stato
coinvolto in disordini sociali”. Il 31 a Acilia muore un uomo di sessantatré
anni per i botti, un petardo gli stacca un braccio. Il 1 gennaio 2026 trecento
persone fanno il bagno di capodanno sulla spiaggia di Capocotta a Ostia; un
nuovo tuffatore fa il salto di Capodanno nel Tevere. Iniziano quattro giorni di
pioggia quasi ininterrotta: il 2 per il maltempo una nave urta la banchina del
porto di Civitavecchia, mentre a Ostia sequestrano nove chili di cocaina con il
logo della Juventus. Il 4 ci sono strade allagate, ponti chiusi, linee
ferroviarie sospese, e crolla un pino su via dei Fori Imperiali. Presidio contro
l’imperialismo sotto la pioggia davanti all’ambasciata Usa, dopo il sequestro di
Maduro. Il 5 manifestazione antimilitarista e antimperialista a piazza
Barberini.
Il 6, finalmente, si chiude anche la porta santa di San Pietro, con un’omelia in
cui il Papa invita a tenere “aperta la porta della misericordia”. Rimangono
aperte anche le due nuove fermate della metro, per fortuna, ma anche tutti i
cantieri che continuano a cementificare Roma; rimangono aperte tutte le nuove
opportunità di profitto create per il capitale finanziario, e anche i “poteri
speciali” per il sindaco per autorizzare nuove speculazioni. Finisce il Giubileo
della speranza; e finisce anche la speranza che con tutti i soldi stanziati per
il Giubileo la città sarebbe potuta diventare migliore. (stefano portelli)