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Guerra alle donne e prezzo del riarmo. Assemblea al Tribunale di Catania
Martedì 3 marzo: verso lo Sciopero Generale contro la violenza di genere L’economia di guerra non è più una minaccia astratta, ma una realtà tangibile che impatta direttamente sul salario diretto e indiretto e sulle condizioni materiali dentro e fuori dai luoghi di lavoro. È di questi giorni l’escalation militare in […] L'articolo Guerra alle donne e prezzo del riarmo. Assemblea al Tribunale di Catania su Contropiano.
March 2, 2026
Contropiano
Intercettare “uomini in crisi”
TRIBUNALI, CONSULTORI FAMILIARI, ASSOCIAZIONI CHE ORGANIZZANO CORSI PRE-PARTO, MA ANCHE UNIVERSITÀ E SCUOLE SUPERIORI. A PESCARA E CATANIA STANNO PRENDENDO FORMA RETI TERRITORIALI INEDITE COLLEGATE AI CENTRI PER UOMINI AUTORI DI VIOLENZA, CON UN OBIETTIVO PRECISO: INTERCETTARE IN ANTICIPO UOMINI CHE VIVONO SITUAZIONI DI AGGRESSIVITÀ, FRAGILITÀ ECONOMICA O DIFFICOLTÀ RELAZIONALI, E OFFRIRE LORO STRUMENTI E ASCOLTO PRIMA CHE LA VIOLENZA VENGA AGITA. NON PIÙ SOLTANTO INTERVENTI A DANNO COMPIUTO, DUNQUE, MA UN LAVORO DI PREVENZIONE CHE CERCA DI COINVOLGERE ISTITUZIONI, MONDO DELL’EDUCAZIONE E REALTÀ SOCIALI. UN’ALLEANZA AMPIA PER PROVARE A SPOSTARE IL BARICENTRO: DAL DOPO AL PRIMA. SONO APPUNTI CONCRETI DI NUOVI PERCORSI DI INCONTRO E TRASFORMAZIONE DEL MASCHILE, TANTO URGENTI QUANTO NECESSARI, MESSI IN CAMPO DAL PROGETTO “PRIMA CHE SIA TARDI” DOPO ALCUNI MESI DI RICERCA unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- C’è chi sostiene che gli abusi sessuali e i femminicidi emersi dagli Epstein files segnino una linea di confine. Raramente il patriarcato e la sua relazione con il capitalismo si sono mostrati con una brutalità così esplicita e documentata. Eppure, nonostante la portata delle rivelazioni, è concreto il rischio che tutto venga diluito dal rumore per lo scandalo che coinvolge volti noti. In questo scenario, rimettere al centro il tema della violenza maschile e favorire trasformazioni profonde del maschilità, restano sforzi di cui abbiamo sempre più bisogno. L’associazione Maschile Plurale, che da anni lavora in quella direzione, insieme al “Centro per uomini autori di violenza” (Cuav) di Catania-Siracusa e a quello di Pescara da alcuni mesi ha avviato il progetto “Prima che sia tardi”, sottotitolo “Nuovi percorsi di incontro e trasformazione del maschile”. Si tratta di un inedito percorso annuale di ricerca, prevenzione, formazione sulla violenza di genere, ma anche di presa in carico di persone che non hanno ancora un coinvolgimento penale, i cosiddetti “ammoniti”. L’ammonimento del questore è infatti una misura di prevenzione della violenza nell’ambito delle relazioni familiari o affettive: il destinatario viene invitato a partecipare a percorsi sulle condotte violente. Tuttavia, secondo l’esperienza ancora poco raccontata dei Cuav, le persone che hanno avuto l’ammonimento vivono più o meno le stesse vicende e spesso anche le stesse gravità riscontrate nelle situazioni che riguardano il penale. Le attività del progetto prevedono percorsi individuali e di gruppo centrati sui modelli di maschilità, sulla consapevolezza emotiva, sulle dinamiche relazionali e sull’assunzione di responsabilità rispetto ai comportamenti violenti, affiancati dalla produzione di materiali comunicativi. Un elemento centrale è il lavoro di rete con i servizi territoriali, attraverso momenti di confronto e formazione, con l’obiettivo di rafforzare pratiche condivise di invio, accoglienza e accompagnamento. A che punto si trova “Prima che sia tardi”? Nei Cuav di Catania e a Pescara è forte una consapevolezza: percorsi di questo tipo si muovono su contesti di prevenzione e formazione ma rientrano prima di tutto nell’ambito della tutela di situazioni potenzialmente pericolose per le donne. Guai a dimenticarlo. “A Catania siamo a un ottimo punto – dice Antonello Arculeo – Abbiamo dovuto rallentare. Siamo un po’ avanti perché il lavoro con gli ammoniti lo portiamo avanti già da tempo e abbiamo quindi adattato e modificato situazioni che erano in corso. Ora abbiamo una serie di persone nuove che dovrebbero entrare nel gruppo di ammoniti interessati al percorso e abbiamo deciso di utilizzare il know-how già raccolto”. Su 160 contattati, una ventina si sono resi disponibili al percorso: alcuni hanno cominciato, altri sono in attesa, altri in valutazione, molti hanno rifiutato. Nel 2025 gli uomini che hanno usufruito del servizio “Il Primo Passo” – dedicato all’ascolto e al lavoro con uomini che hanno agito comportamenti violenti (servizio che fa parte della Rete italiana dei centri che lavorano con uomini autori di violenza, RE.LI.VE, Relazioni Libere dalla Violenze) – nei territori di Catania e Siracusa sono stati 333 (98% di nazionalità italiana), di cui 177 “ammoniti”. I numeri degli ammonimenti del territorio di Catania sono tra i più alti d’Italia. Qui, del resto, è partita l’azione diretta “I Panni sporchi si lavano in pubblico, di violenza si può e si deve parlare” che ha coinvolto numerose scuole, associazioni e istituzioni del territorio ed è stata replicata in altre città (la prossima data unica nazionale sarà il 6 giugno 2026). Pescara invece vive la fase di preparazione del protocollo con la Polizia e della formazione di alcuni agenti: l’obiettivo è creare nei prossimi mesi il primo gruppo di ammoniti interessati al percorso. Qui gli ammoniti sono complessivamente 25, quindi numeri più contenuti. In marzo i due Cuav insieme al gruppo di ricercatori e ricercatrici costituito da Maschile Plurale promuoveranno un momento di formazione che coinvolgerà diversi enti, per presentare i dati raccolti e trovare insieme punti di incontro tra la parte scientifica e quella sperimentata sul campo. Intanto è stato avviato anche il lavoro per la costruzione nei territori di due reti che possano essere in grado di rintracciare gli “uomini in crisi”. “A Pescara abbiamo fatto un lavoro capillare per intercettare uomini che potrebbero avere problemi di aggressività, rabbia, delusione, difficoltà economiche o relazionali, in modo da chiedere aiuto prima che la violenza venga agita – racconta Luca Battaglia – Abbiamo raccolto informazioni e stiamo per creare sei o sette gruppi conoscitivi ed esplorativi con stakeholder diversi”. Queste reti mettono insieme realtà molto differenti come il Gruppo Antiviolenza in Tribunale (legato a Polizia di Stato e Carabinieri), i consultori, ma anche alcune associazioni che propongono percorsi pre-parto, dove gli uomini accompagnano le donne ma non hanno spazi dedicati. “Siamo stati accolti molto bene. Stiamo entrando in relazione anche con i corsi prematrimoniali per proporre incontri rivolti agli uomini – aggiunge Battaglia – Ma abbiamo lavorato anche con professori universitari maschi per intercettare studenti e colleghi, e con scuole superiori e università”. È evidente che la sperimentazione di queste reti, dove ad esempio sarà possibile trovare materiali informativi (frutto del confronto promosso dai due Cuav attraverso focus group) su processi da intraprendere per cambiare, è una delle parti più interessanti del progetto e, una volta verificati punti di forza e nodi critici, potrebbe ispirare azioni analoghe in molti altri territori. Nell’accurato rapporto 2025 sule Attività dell’Associazione Centro Famiglie, responsabile del Cuav di Catania-Siracusa, nel contrasto alla violenza intrafamiliare, tra l’altro, si legge: “I dati relativi agli ammonimenti del 2025 confermano la centralità del Cuav come snodo territoriale tra sistema di prevenzione, servizi e percorsi di presa in carico che uniscono attività individuali e di gruppo, e sottolineano l’importanza di rafforzare azioni di aggancio, orientamento e accompagnamento verso percorsi di responsabilizzazione e cambiamento”. Progetti come “Prima che sia tardi” diventano importanti per il legame con i territori ma anche perché pensati come parte di un cambiamento politico e culturale più ampio. In un articolo dedicato al bisogno di costruire pratiche politiche meno colonizzate dall’immaginario patriarcale (Per un’altra radicalità), scrive Stefano Ciccone tra i promotori della rete Maschile plurale: «Chi costruisce iniziative di contrasto ai femminicidi e alla violenza maschile contro le donne non lo fa perché “considera più grave la violenza in base a chi la subisce”, ma perché riconosce un fenomeno sociale specifico che è la violenza determinata da una cultura, da ruoli e modelli di genere…». -------------------------------------------------------------------------------- . . . . . . . . -------------------------------------------------------------------------------- “Prima che sia tardi” è finanziato da ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto NORA against GBV* cofinanziato dall’Unione Europea. *NORA against GBV Il progetto NORA against GBV (Network of Organization for Rights and Autonomy against gender-based violence) cofinanziato dall’Unione Europea e promosso da Fondazione Realizza il Cambiamento e ActionAid International Italia E.T.S. intende contribuire alla prevenzione e al contrasto della violenza maschile contro le donne in Italia attraverso il sostegno, il potenziamento e lo sviluppo delle capacità delle organizzazioni della società civile attive a livello nazionale, regionale e locale. Il progetto coinvolge cinquanta realtà attive in tutta Italia, creando così una rete del cambiamento in grado di ascoltare e rispondere ai bisogni specifici e concreti di ogni territorio e comunità. -------------------------------------------------------------------------------- Il contenuto di questa comunicazione rappresenta l’opinione degli autori che ne sono esclusivamente responsabili. Né L’Unione europea né DG JUST possono ritenersi responsabili per le informazioni che contiene né per l’uso che ne venga fatto. Analogamente non possono ritenersi responsabili ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Intercettare “uomini in crisi” proviene da Comune-info.
February 27, 2026
Comune-info
#nomuos #Catania, sabato 21 febbraio ore 18 - La morsa di #Niscemi Interverranno: Mimmo Cosentino, Antonio Mazzeo, Clara Statello e Movimento No MUOS
February 20, 2026
Antonio Mazzeo
Meloni-Ue: più bianchi e meno diritti
Articoli di Maurizio Alfano, Andrea Ceredani, Marco Bellandi Giuffrida e della redazione Diogene. A seguire un podcast di Lunaria.   La profilazione razziale. La militarizzazione delle politiche migratorie. di Maurizio Alfano I fenomeni migratori in Europa, come in Italia, sempre più rappresentati come una minaccia per autoctoni e vecchi residenti, sono attraversati, da alcuni anni, da un’analisi politico-istituzionale che non
February 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Morire di lavoro: giustizia negata e i Palazzi in silenzio
articoli di Luciana Cimino e Mario Sommella. A seguire una nota della “bottega” con un rimando al prezioso lavoro statistico di Carlo Soricelli. Stragi sul lavoro, processi fermi e famiglie travolte dalle spese Di Franco, Fillea Cgil: «Ma per gli operai giustizia negata» di Luciana Cimino (*) Esattamente due anni fa, il 17 febbraio del 2024, moriva a Frascineto, in
February 18, 2026
La Bottega del Barbieri
Catania. Presidio contro il ddl stupri: “senza consenso è stupro!”
A Catania domenica 15 febbraio Piazza Stesicoro h. 10.30 Associazioni, movimenti e forze politiche del territorio catanese promuovono un presidio di protesta contro il cosiddetto “DDL stupri”, un provvedimento che, secondo le organizzazioni promotrici, rischia di indebolire la tutela delle vittime di violenza sessuale. A trent’anni dalla legge del 1996, […] L'articolo Catania. Presidio contro il ddl stupri: “senza consenso è stupro!” su Contropiano.
February 13, 2026
Contropiano
A proposito di censura: Eric Gobetti non può parlare nell’IIS M. Rapisardi di Paternò (CT)
Con una circolare (per chi volesse leggerla, la n. 179), la Dirigente Scolastica dell’IIS “Mario Rapisardi” di Paternò (CT) ha annullato l’incontro, fra Eric Gobetti, il quale proprio per la settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento ci ha messo a disposizione un video (clicca qui), e gli studenti e le studentesse dell’Istituto, promosso dall’ANPI di Catania, regolarmente programmato, con precedente avviso, per giorno 5 febbraio 2026, con relativa locandina pubblicata. Nella circolare non si offre nessuna motivazione, mentre attraverso i media locali si apprende che l’annullamento sarebbe avvenuto per assenza di contraddittorio. Il titolo dell’incontro era: Okupatori e Partisan. Sguardi incrociati sulla Seconda guerra mondiale nella cinematografia italiana e jugoslava. Vista la tematica l’ANPI, giustamente, si domanda come si potesse organizzare un contraddittorio, forse, suggeriamo noi, invitando qualcuna/o che ritiene il cinema un pericoloso strumento di manipolazione delle coscienze. L’iniziativa faceva parte di un articolato momento di riflessione su questi temi, organizzato dall’ANPI in diversi Istituti catanesi della scuola secondaria superiore di secondo grado e, anche, attraverso un momento cittadino di confronto. In effetti, in due Istituti catanesi il dibattito si è svolto regolarmente. Subito dopo, come da copione, due esponenti di Azione Studentesca hanno diffuso un video definendo Gobetti «Il più noto fra quei fantomatici studiosi che ridimensionano il dramma delle foibe e dell’esodo facendoli passare come una reazione al fascismo». Ora, a parte il fatto che fantomatico (almeno secondo Treccani.it) significa «Spettrale; irreale: un esercito f., che non si vede, che non si sa quando e dove agisca; un f. avversario, un f. ladro, irreperibile, inafferrabile (per cui si potrebbe persino dubitare della sua esistenza)», ci si chiede perché i due studenti (così si presentano) non entrino nel merito del problema, ma si limitino a proporre semplicemente alcuni slogan, peraltro neanche originali. Senza ricorrere a slogan e demagogia, la Rete degli Studenti di Catania, dopo aver condannato l’intollerabile censura, ha ricordato ai giovani supporter della presidente del Consiglio che «Le scuole non sono luoghi di censura, ma di confronto e di dialogo». E basterebbe questo a chiudere la discussione. Purtroppo, però, come ogni anno, sul tema delle foibe dovremo sorbirci menzogne e un’insopportabile retorica pseudonazionalista. L’obiettivo principale del giorno del ricordo è, infatti, quello di far dimenticare quanto fatto dal nazifascismo ridimensionando, in particolare, le colpe e le responsabilità del fascismo, provando a riproporre l’idea degli “italiani brava gente”. Come se il fascismo non avesse tentato, sulla base di una concezione razzista della presunta supremazia bianca, di asservire le altre popolazioni, come se non avesse condiviso e realizzato in prima persona operazioni di sterminio, anche attraverso la gestione diretta dei campi di concentramento. Nel passato, 2012, Bruno Vespa, (che lavora con la RAI attraverso un contratto speciale definito dalla FNSI di “artista” o consulente artistico, non subordinato, che gli consente di superare il tetto salariale dei giornalisti dipendenti), nella sua trasmissione di approfondimento presentò quale prova delle nefandezze dei Partigiani Jugoslavi una foto che, secondo il conduttore, ritraeva alcuni italiani fucilati, di spalle, dai “Titini”. Purtroppo per lui, la foto rappresentava la fucilazione di cinque ostaggi sloveni da parte delle truppe italiane durante l’occupazione italiana della Slovenia (1941-1943). Ovviamente, nessuna scusa per l’evidente errore. Quanti “artisti” dovremo ascoltare in questi giorni? Nino De Cristofaro, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il personale ODA da 12 mensi senza stipendio. Chi paga?
Si susseguono con un ritmo incessante comunicati stampa, promesse, dichiarazioni, omissioni, collaborazionismo. Tutto questo a danno delle lavoratrici e dei lavoratori della Fondazione ODA Catania che a giorni si ritroveranno al 12° mese senza stipendio! Nel frattempo l’ODA ha affittato il ramo sanitario alla S. O. SERVIZI SANITARI INTEGRATI S.R.L., […] L'articolo Il personale ODA da 12 mensi senza stipendio. Chi paga? su Contropiano.
January 30, 2026
Contropiano
La tragedia curda che l’Occidente nasconde
un articolo di Mario Sommella. A seguire link e aggiornamenti. Il popolo kurdo tra guerra permanente e negata:la tragedia che l’Occidente finge di non vedere Ci sono guerre che fanno rumore e guerre che vengono tenute apposta nel silenzio. La questione kurda appartiene a questa seconda categoria: un dolore lungo, stratificato, quasi “normale” per chi guarda da lontano, e quindi
January 20, 2026
La Bottega del Barbieri
Scuole senza riascaldamento. “Normalizzata l’emergenza freddo”
L’Usb Scuola Catania ha più volte denunciato la situazione critica del freddo e delle carenze strutturali nelle scuole di Catania che riguardano tutta la Sicilia, vedi le proteste studentesche in corso a Siracusa per la totale mancanza di riscaldamento. Puntualmente all’inizio di ogni anno scatta quella che ancora viene definita […] L'articolo Scuole senza riascaldamento. “Normalizzata l’emergenza freddo” su Contropiano.
January 14, 2026
Contropiano