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Liceo “Marco Polo” di Venezia: in atto strategie di controllo educativo nelle scuole
Ormai è sotto gli occhi di tutte e tutti come la destra di governo abbia messo in pratica una strategia che ha un doppio obiettivo: affossare nelle scuole il dibattito sul genocidio che l’entità sionista sta ancora commettendo nella striscia di Gaza (cui si accompagna una quotidiana operazione di pulizia etnica in Cisgiordania in un’incredibile saldatura tra esercito e coloni fuori controllo) e al contempo controllare e censurare le attività didattiche liberamente approvate dai collegi dei docenti. L’ultimo episodio di una bruttissima serie riguarda il liceo “Marco Polo” di Venezia (clicca qui per la notizia su Il Fatto Quotidiano) che si pone in perfetta continuità con quanto successo in alcuni istituti di Toscana ed Emilia Romagna e su cui l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università aveva già espresso tutta la sua indignazione (clicca qui). Nell’istituto in questione una serie di attività volte ad approfondire e sviluppare un dibattito sui crimini di cui il popolo palestinese è vittima nella striscia di Gaza ha provocato infatti la reazione del senatore di Fratelli d’Italia Speranzon il quale, apprendiamo da Il Fatto Quotidiano, si starebbe attivando per un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, in quanto a suo dire le scuole starebbero diventando dei laboratori di “indottrinamento ideologico”. Un ragionamento stantio, addirittura illogico, se pensiamo che la scuola è chiamata ad accompagnare la crescita e lo sviluppo del pensiero critico delle nuove generazioni. Una posizione che assume i contorni del luogo comune e che sembra completamente ignorare come questi obiettivi si possono raggiungere solo attraverso scelte didattiche precise e tese a problematizzare il presente. Quel presente segnato da un genocidio che non deve essere oggetto di dibattito nelle nostre aule poiché chiama in causa direttamente le responsabilità di tutto il mondo occidentale, complice di quello che passerà alla storia come la vergogna del XXI secolo. Le vicende e la sofferenza del popolo palestinese sono di fatto un argomento scomodo sul quale è  necessario che il mondo della formazione non apra una seria discussione con studenti e studentesse poiché sono fatti che ci restituiscono, ammutolendoci, tutta la natura coloniale e neoimperialista delle nostre pretese “democrazie“. La storia e la sofferenza del popolo palestinese sono un problema per la tenuta di tutto un sistema e le mobilitazioni che si sono registrate nel corso 2025 hanno ampiamente dimostrato la potenzialità di cambiamento e l’energia che si possono sprigionare quando milioni di persone si mettono in marcia. Meglio, allora, buttare la palla in tribuna, ragionare a vanvera, sovrapponendo antisionismo e antisemitismo, paventare pericoli inesistenti con parole roboanti, ma, in fondo, ridicole. Meglio condire il tutto con un’operazione di schedatura degli studenti e delle studentesse palestinesi che ricorda i tempi più bui del ‘900. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprimiamo la nostra solidarietà al liceo veneziano e a tutte le scuole che si trovano costrette ad affrontare questi passaggi antidemocratici e invitiamo tutto il personale scolastico alla Resistenza contro la quotidiana campagna di demolizione della scuola pubblica. Non sarà facile. Non sarà a breve termine. Dipende tutto da noi. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente