Governo italiano rispetti la Costituzione e promuova cessate il fuoco immediato
Di fronte all’escalation che minaccia di trascinarci in un conflitto
mondiale, dopo che Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran e l’Iran ha
reagito bombardando nove Paesi della regione e una base militare a Cipro, il
governo spagnolo ha segnato una strada che l’Europa intera può
percorrere: anteporre il diritto internazionale e la protezione delle
popolazioni civili all’uso delle armi. Anche l’Italia può fare lo stesso.
Chiediamo al governo italiano di:
Rispettare la Costituzione: La nostra Costituzione è chiara: l’Italia ripudia la
guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali. L’Italia deve rifiutare ogni
coinvolgimento diretto o indiretto in operazioni militari contro l’Iran.
Negare l’uso delle basi: Chiediamo che il nostro territorio e le basi militari
sul suolo italiano non vengano concessi per operazioni di attacco unilaterale
fuori dal diritto internazionale, che servirebbero solo a moltiplicare la
sofferenza umana e l’instabilità globale.
Promuovere una diplomazia dei diritti: Condannare il regime iraniano colpevole
di una repressione interna feroce è un dovere morale, ma farlo attraverso i
bombardamenti è una contraddizione insostenibile. La solidarietà verso chi lotta
per la propria libertà non si esercita con il lancio di missili che colpiscono
indiscriminatamente gli stessi cittadini che si dichiara di voler proteggere.
Rifiutare la retorica del “regime change” e della “anticipazione
strategica”, che hanno di fatto legittimato negli ultimi vent’anni interventi
militari fuori dalla legalità internazionale, portando instabilità cronica e
immani sofferenze ai civili e che hanno fatto perdere credibilità all’Occidente
di fronte al resto del mondo.
Rispettare la legge 185/90, che vieta la vendita di armi a Paesi in guerra,
responsabili di violazioni dei diritti umani.
Assumere un ruolo di mediazione in Europa: L’Italia può collaborare con il
governo spagnolo e farsi promotrice di un cessate il fuoco immediato,
adoperandosi per costruire un fronte comune con gli altri Paesi europei.
La guerra non è un destino inevitabile, è una scelta politica. È tempo che
l’Italia dimostri che la politica può e deve essere uno strumento di pace, non
di distruzione.
Emergency