Striscione “Restiamo umani” scomparso a Varese
Vicenda spiacevole a Varese nei giorni scorsi: qualcuno ha rimosso uno
striscione apposto dal Comitato Varesino per la Palestina in via Sacco, sulla
cancellata principale dei Giardini Estensi, sede del Comune. Lo striscione in
questione aveva i colori della bandiera palestinese e una grande scritta rossa:
il motto dell’attivista Vittorio Arrigoni, ormai nota a tutti “Restiamo Umani”.
Evidentemente questo motto ha disturbato qualcuno se, solo dopo due giorni, è
stato staccato e fatto sparire.
Ma andiamo con ordine. Lunedì 9 febbraio, in serata, il CVP (Comitato Varesino
per la Palestina) aveva preso l’iniziativa di appendere quello striscione,
ottenendo tutti i permessi burocratici del caso e potendo usufruire dello spazio
di esposizione per due mesi.
Proprio il giorno dopo il comitato aveva pubblicato un post sulla sua pagina
Instagram in cui ci ricordava che la guerra a Gaza non è realmente finita e ci
esortava a non restare in silenzio, a Restare umani, appunto.
Attivo dal 2002 sul territorio varesino, il CVP sa bene che l’indifferenza è
complicità e proprio per questo, ora che la questione palestinese non fa più
notizia, ha voluto evidenziare quanto sia importante continuare a tenere la luce
accesa su quello che sta ancora accadendo a Gaza e in Cisgiordania.
Il parco dei Giardini Estensi aveva già ospitato iniziative del Comitato, come
il presidio con la Tenda per la Palestina a settembre. Il CVP continua tuttora a
tenere alta l’attenzione con gli incontri settimanali che si tengono in Piazza
del Garibaldino a Varese, dove ogni sabato pomeriggio dalle 17:00 alle 17:15 si
“fa rumore” contro chi cerca di cancellare la Palestina.
Ma tornando a questo episodio, purtroppo mercoledì 11 febbraio lo striscione non
c’era più. Si poteva immaginare che non tutti fossero d’accordo con la sua
esposizione, o che qualcuno storcesse il naso, che si sentisse infastidito da
questi “Pro-pal” che “creano solo disagi”, ma non che la durata dell’affissione
fosse così breve. Due giorni. Due giorni e qualcuno ha pensato di poter andare a
togliere o rubare lo striscione. Se chi ha compiuto questo gesto pensava di
mettere a tacere il CVP, ha ottenuto l’esatto contrario. Gli attivisti del CVP
sporgeranno sicuramente denuncia, sperando che si possano accertare la
responsabilità di questo gesto così meschino.
Viene da pensare che a Varese per alcuni sia diventato difficile Restare umani,
se anche solo due semplici parole, pregne di umanità, possono urtare la loro
sensibilità a tal punto da commettere un’azione del genere.
Ma resta una speranza: il CVP ha ricevuto il sostegno di persone come i ragazzi
del Collettivo da Varese a Gaza o come noi di Pressenza; speriamo che questa
brutta vicenda si possa chiarire al più presto e che possa essere esposto un
nuovo striscione come simbolo di consapevolezza e resistenza.
Monica Perri