Tag - eolico industriale

Alta Valle del Tevere e Montefeltro: tutela del paesaggio, dei beni culturali e scelte energetiche responsabili
Negli ultimi anni la dorsale appenninica è interessata da una crescente proliferazione di progetti di impianti eolici industriali. Un fenomeno che impone una riflessione seria, equilibrata e lungimirante. La transizione energetica è senza dubbio necessaria, ma non può e non deve avvenire a scapito di ciò che rende unico e irripetibile il nostro territorio. L’Alto Tevere e il Montefeltro, al confine tra Romagna, Toscana e Marche, rappresentano uno dei contesti più ricchi e stratificati dal punto di vista storico, artistico e paesaggistico dell’intero Appennino. Qui, in un equilibrio costruito nei secoli tra uomo e natura, si trovano emergenze culturali di straordinario valore: dai centri storici di Sansepolcro, Casteldelci, Pennabilli, Sant’Agata Feltria fino ai percorsi legati a Piero della Francesca, senza dimenticare la vicinanza a sistemi ambientali di rilievo nazionale come la riserva dell’Alpe della Luna e il Parco del Sasso Simone e Simoncello. Questi territori non sono semplicemente luoghi da attraversare: sono depositari di memoria, identità e relazioni profonde tra paesaggio naturale e presenza umana. Chiese, borghi, pievi, emergenze archeologiche e paesaggi storici costituiscono un patrimonio diffuso che non può essere considerato marginale nelle scelte di pianificazione energetica. La presenza capillare di beni culturali e aree protette rende evidente l’incompatibilità tra impianti eolici industriali di grande scala e la tutela del contesto paesaggistico e identitario. L’inserimento di tali infrastrutture comporterebbe una trasformazione radicale e irreversibile di questi luoghi. Il danno che verrebbe imposto sarebbe enorme: un territorio massacrato e ridotto a periferia industriale, con conseguenze pesantissime per la biodiversità e per l’economia locale, a partire proprio da quelle attività turistiche e culturali che oggi rappresentano una delle principali risorse di sviluppo sostenibile. Non possiamo non rilevare come il concetto stesso di sostenibilità e di transizione energetica, spesso richiamati per giustificare tali interventi, rischino di svuotarsi del loro significato, riducendosi a slogan utili a legittimare forme di speculazione e di pressione sui territori che nulla hanno a che vedere con una visione equilibrata e lungimirante. Siamo purtroppo di fronte a una condizione di inganno concettuale in cui diviene possibile una contrapposizione elettiva tra il Bene e la Bellezza, una distinzione astratta e strumentale tra l’ambiente e il paesaggio, tra idealismo delle istanze estetiche/paesaggistiche e realismo delle necessità economiche. La narrazione corrente parla infatti di “sacrificio necessario”. Il sacrificio della Bellezza. Ma questo sacrificio non è necessario. Esistono alternative concrete. Studi e analisi, tra cui quelli dell’ISPRA, indicano chiaramente come gli obiettivi imposti dall’Unione Europea possano essere raggiunti attraverso l’utilizzo delle coperture degli edifici, delle aree già urbanizzate, evitando così di intervenire in contesti integri e di alto valore storico e ambientale. A questo si aggiunge un elemento che merita maggiore trasparenza: la sostenibilità economica di questi impianti. L’eolico industriale, soprattutto in aree interne e complesse come quelle appenniniche, si sostiene grazie a incentivi pubblici. Negli ultimi quindici anni in Italia sono stati destinati oltre 140 miliardi di euro di incentivi alle fonti rinnovabili, con un costo che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro all’anno. Costi scaricati direttamente sulla bolletta dell’energia elettrica. Un impegno economico enorme, che impone una riflessione attenta sull’efficacia di queste scelte, soprattutto quando esistono soluzioni meno impattanti e più coerenti con le caratteristiche dei territori. In questo quadro è doveroso richiamare i principi fondamentali della nostra Costituzione. L’Articolo 9 afferma che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Non è un principio negoziabile né subordinabile alle urgenze delle società energetiche. Crediamo che l’inestimabile patrimonio comune del nostro Paese non debba vivere sotto una minaccia costante. È necessario che chi ha responsabilità decisionali si fermi e rifletta. È indispensabile che la voce dei cittadini, delle comunità locali, di chi vive quotidianamente questi territori, venga finalmente ascoltata e rispettata, e non ignorata o, peggio, derisa. La vera sfida non è sacrificare ciò che siamo stati per inseguire ciò che potrebbe essere, ma costruire un futuro che tenga insieme energia, ambiente, cultura e identità. *** Elenco dei progetti di impianti eolici industriali che insistono nell’Alto Tevere e Montefeltro (10 progetti con 60 pale eoliche altre dai 180 ai 200 m): Cactus Wind, Scirocco Energy, Poggio Tre Vescovi, Badia del Vento, Maestrale Energy, Sestino, Poggio delle Campane, La Fonte, Poggio dell’Aquila, Monte Petralta. *** Italia Nostra Valmarecchia        Italia Nostra Arezzo         I Cammini di Francesco in Toscana Massimo Bottini                             Sandra Marraghini          Giovanni Tricca  TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Italia
April 22, 2026
Pressenza
In Mugello piovono pale
Nella giornata del 14 aprile, a Piancaldoli (comune di Firenzuola, FI), una pala eolica di circa 3,5 metri si è staccata da una turbina; un grosso frammento è stato rinvenuto sulla strada statale. L’incidente fortunatamente è avvenuto senza coinvolgere persone o mezzi, tuttavia, data la pericolosità delle componenti delle resine epossidiche delle pale (bisfenolo A e PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni” banditi dall’UE fatte salve le componenti tecnologiche), l’area dovrà essere bonificata. L’impianto – di vecchia generazione e proporzioni limitate – si trova nelle vicinanze di un sito interessato da un nuovo progetto di mega eolico (“Monte La Fine e Monte Pratolungo”), sul quale si è recentemente espressa contrariamente la Regione Toscana. L’episodio riporta con forza all’attenzione dell’opinione pubblica l’inadeguatezza della normativa italiana sulle distanze di sicurezza degli aerogeneratori, dimostrando quanto da tempo l’associazione Amici della Terra e studi legali dotati di tecnici esperti vanno affermando a proposito della necessità di riparametrare i calcoli su gittata e distanze e di monitorare la corretta applicazione delle Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti FER (D.M. 10-9-2010). Da tempo Amici della Terra denuncia la carenza dei parametri di autorizzazione degli impianti eolici vigente in Italia, avvertendo dei gravi rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone. Si consideri che l’Italia è il paese europeo con la più bassa distanza minima delle turbine dalle case (Italia 200 m / media europea 900 m). L’incidente inoltre attesta un punto di vulnerabilità: il controllo periodico sugli aerogeneratori. Non ci è noto se la turbina fosse adeguatamente monitorata; sono molti i soggetti preposti – il titolare dell’impianto e diversi enti pubblici. In ogni caso, che si tratti di una falla nel sistema dei controlli, di un errore o di incuria umana, o che l’incidente sia avvenuto nonostante tutti i controlli fossero stati eseguiti correttamente, l’evento dimostra che la presenza di aerogeneratori in prossimità di aree frequentate costituisce sempre una minaccia per la sicurezza e la salute dell’ambiente e delle persone. Se non verranno corretti i parametri e rispettate le Linee Guida, neanche la più evoluta tecnologia eolica potrà tutelare dai rischi a cui ci espongono le suddette eventualità. Anzi, anche qualora le nuove turbine risultassero tecnicamente più affidabili, l’aumento esponenziale delle dimensioni, con pale che raggiungono gli 80–100 metri rispetto ai 3,5 metri del caso in esame, comporta un incremento proporzionale del danno potenziale in caso di incidente. E anche se, statisticamente il rischio appare basso (ma i rapporti dei Vigili del fuoco correggerebbero l’impressione), il suo potenziale è comunque letale. Un’ultima considerazione: Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione si accetta la proliferazione di impianti industriali pur in presenza di gravi fattori di rischio. Tuttavia, le stesse Amministrazioni che sostengono questa scelta, da anni conducono campagne di abbattimento di alberature –anche sane – per il timore che possano arrecare danni a persone o cose, privando la collettività dei loro fondamentali benefici ecosistemici. Non è una contraddizione?   Coalizione Ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione coalizionetess@gmail.com   Redazione Toscana
April 15, 2026
Pressenza
Una domenica per la difesa dei crinali
In tanti all’incontro alla grande quercia di Poggio Nato Costato per dire sì all’ampliamento dei confini del Parco Nazionale e no all’industrializzazione eolica del crinale di Croce a Mori di Londa. Una domenica, quella appena trascorsa del 15 marzo, per la difesa dei Crinali di Londa che ha visto confluire dai diversi versanti del Casentino, del Mugello e della Consuma Pratomagno tanti amanti dei territori sui confini del Parco Nazionale Casentinesi minacciati dall’assedio del mega eolico industriale. Sono proprio questi i territori che da subito vanno riconosciuti aree protette in ordine alla Strategia Nazionale per la Biodiversità che deve vedere entro il 2030 il raddoppio delle aree protette in Toscana. Il Consiglio dell’Ente Parco, la Comunità degli 11 Sindaci del Parco Nazionale, l’Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve hanno infatti unitariamente espresso contrarietà all’impianto di mega eolico industriale del Progetto Londa. I partecipanti si sono radunati presso la quercia di Poggio Nato Costato, dove si vorrebbe realizzare una delle 6 torri eoliche alte 200 metri, per dichiarare il valore unico, storico, culturale, ecologico e sociale di questi habitat naturali attraversati dai Sentieri CAI di crinale e per chiedere al Comune di Londa di esercitare le competenze che gli spettano pienamente. E’ competenza del Comune infatti esprimere Delibera di parere contrario al Progetto eolico come Contributo alla VIA Regione Toscana, inviare alla Regione Osservazioni per la VIA come Comune di Londa interessato a tutte e 6 le torri eoliche, deliberare ampliamento dei confini del Parco Nazionale, così come San Godenzo che è Montagna Fiorentina insieme a Londa. Tutto ciò è ancora assente ed è della massima importanza ai fini della VIA, Valutazione di Impatto Ambientale, che è di competenza della Regione Toscana. L’Associazione Italia Nostra, le Associazioni e i Comitati della Coalizione Ambientale TESS che hanno promosso l’iniziativa del 15 marzo, invitano tutti a prendere visione delle Osservazioni pubbliche che sono state fatte al Progetto eolico Londa e delle criticità del Progetto presenti al link della Regione Toscana. Condividiamo la bellezza del luogo con una poesia e una foto dell’iniziativa. La grande quercia La quercia in vetta guarda alla città della pace è di guardia al crinale la quercia di Nano Costato sentinella fra i mondi alleata fedele forza di saggezza e unione albero sacro dove si riuniscono i difensori della terra i pensieri più belli dissolvono il nulla vero e giusto smascherano false promesse arte e natura sorelle una grande famiglia diversa, fraterna, unita. Comitato Crinali Liberi Londa Comitati territoriali Uniti Crinali Liberi Coalizione Ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione   Redazione Toscana
March 18, 2026
Pressenza
Camminata in difesa dei Crinali Liberi
Domenica 15 Marzo 2026 dal Mugello, dal Casentino, dalla Valdisieve, dalla Montagna Fiorentina appuntamento dai diversi versanti per una Camminata in difesa dei Crinali Liberi di Croce a Mori, Crocione, Gualdo, Consuma interessati al Progetto industriale eolico Londa. A che punto siamo? Da fine agosto ad oggi molta strada è già stata percorsa per la difesa dei crinali di Londa, Montagna Fiorentina e Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Il Consiglio dell’Ente Parco si è espresso con parere unanime contrario al Progetto eolico Londa, compreso il Comune di Londa. Anche la Comunità del Parco Nazionale composta da 11 Sindaci, tra cui il Sindaco del Comune di Londa, si è espressa con parere unanime contrario al Progetto eolico Londa. La maggioranza dell’Unione dei Comuni ha espresso parere contrario al Progetto eolico Londa con Delibera Comunale. Dei 6 Comuni dell’Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina e San Godenzo, 4 comuni: San Godenzo, Rufina, Pelago e Reggello hanno espresso parere contrario al Progetto con Delibera Comunale. Rufina è Comune direttamente interessato all’opera. Il Comune di Stia Pratovecchio, Comune interessato all’opera, ha espresso tramite Osservazioni inviate alla Regione Toscana e pubblicate sul sito della VIA, parere contrario al progetto eolico Londa. Il 15 febbraio a Londa, si è tenuto un Convegno molto partecipato presso la Sala Polifunzionale dell’Unione dei Comuni a Rincine, in cui Italia Nostra, con la collaborazione della Coalizione ambientale TESS e i Comitati Territoriali Uniti, tra cui il Comitato Crinali Liberi Londa, ha esposto i contenuti delle Osservazioni al Progetto eolico Londa inviate a tutti i Comuni interessati e alla Regione Toscana in cui emergono criticità rilevanti ai fini dell’autorizzazione della Valutazione di Impatto Ambientale. L’Avvocato Michele Greco nel suo intervento ha chiarito che il tema delle  Compensazioni in questa parte del procedimento non ha alcuna fondatezza giuridica. Al link la Registrazione degli interventi del Convegno a Londa del 15 Febbraio 2026 https://www.youtube.com/playlist… In questo  attuale quadro, alla difesa dei crinali di Londa sulla zona buffer del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, a nostro avviso manca come Contributo alla VIA una Delibera Comunale del Comune di Londa che esprima parere contrario al Progetto eolico Londa, sono assenti Osservazioni del Comune di Londa inviate alla Regione Toscana per la Valutazione di Impatto Ambientale e manca una Delibera  del Comune di Londa all’ampliamento dei confini del Parco Nazionale con la procedura già avviata mediante Assemblee cittadine dal Comune di San Godenzo, che è Montagna Fiorentina insieme a Londa. Vi aspettiamo dunque numerosi all’Incontro alla Grande Quercia di Poggio Nato Costato per mostrarvi i luoghi dove il Progetto eolico Londa, se venisse autorizzato, prevede la realizzazione di  torri eoliche alte 200 metri di fronte al Monte Falterona, visibili dal Santuario della Verna, dalla valle del Casentino e dal Mugello. Al link la Petizione per i Crinali Liberi di Londa https://www.openpetition.eu/…/per-la-difesa… DOMENICA 15 MARZO 2026 CRINALI LIBERI DALL’INDUSTRIALIZZAZIONE EOLICA Incontro alla Grande Quercia di Poggio Nato Costato (Londa – Fi) A PIEDI Ore 8,45 dal cimitero della Consuma con Ecomuseo Montagna Fiorentina (3358051553) Ore 9,00 dal maneggio Il Gualdo con Guida GAE Altertrek M. Signi (WA 320 0676766) Ore 9,00 da Passo Croce a Mori con Guide GAE InQuiete e C. Gori (WA 348 7375680) Ore 9,30 dal pratone di Vierle (Chiesa) con Guida GAE C. Visca (WA 348 7375663) IN E-BIKE Ore 9,30 dal cimitero della Consuma con Casentino EBike (339 6467966, possibilità di noleggio) A CAVALLO Ore 9,30 dal Maneggio Il Gualdo con cavalli propri (331 4645799) CONFLUENZA PARTECIPERA’ ALL’INIZIATIVA IN DIFESA DELL’APPENNINO PRENOTAZIONI SU WA PARTECIPAZIONE GRATUITA – PRANZO AL SACCO – RIENTRI ORE 16 ca GRADITO UN LIBERO CONTRIBUTO PER LA DIFESA LEGALE DEI CRINALI Comitato Crinali Liberi Londa Comitati Territoriali Uniti Crinali Liberi Coalizione Ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione   Redazione Toscana
March 10, 2026
Pressenza
Rincine: convegno sull’eolico industriale
Domenica 15 febbraio, presso la Sala Polifunzionale di Rincine nel Comune di Londa, FI, a partire dalle ore 15.00 si svolgerà il Convegno ” Londa, Comune del Parco. Osservazioni al progetto eolico Londa”. Promotori di questa iniziativa sono: Italia Nostra – Sezione di Firenze e Consiglio Regionale Toscana – con la collaborazione della Coalizione ambientale TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) e del Comitato Crinali Liberi Londa insieme alle seguenti Associazioni ambientaliste: Amici della terra, Mountain Wilderness, Altura OdV, Attoprimo Salute Ambiente Cultura, Osservatorio della Biodiversità e il Comitato No Eolico Firenzuola. Obiettivo del convegno: la restituzione pubblica, ai cittadini, agli amministratori ed ai portatori di interesse, delle osservazioni, dei contributi tecnici e delle valutazioni, emerse nel corso del Procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale relativo al Progetto. Le osservazioni – pubblicate sulla pagina web VIA della Regione Toscana e liberamente consultabili – sono state predisposte con il contributo di autorevoli consulenti tecnici e dimostrano in modo inequivocabile che il progetto presenta criticità strutturali, ambientali e paesaggistiche tali da renderlo radicalmente incompatibile con il territorio interessato. Particolare rilievo assume l’analisi dell’impatto paesaggistico e visivo, condotta mediante foto inserimenti tridimensionali e rendering di elevato rigore scientifico, che restituiscono con assoluta evidenza l’effetto devastante degli aerogeneratori sui crinali appenninici e su un paesaggio di eccezionale valore storico, culturale, naturalistico e percettivo, in prossimità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Gravissime risultano anche le criticità geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche. Le osservazioni evidenziano inoltre rischi inaccettabili per la salute e la sicurezza: impatti acustici, gittata degli elementi rotanti, interferenze con il servizio di elisoccorso regionale, navigazione aerea e violazione dei criteri distanziali minimi. A ciò si aggiunge un impatto su fauna, habitat protetti e reti ecologiche, ampiamente sottovalutato. A conferma della fondatezza delle contestazioni, osservazioni critiche sono state presentate anche da proprietari e gestori di casali di straordinario valore storico, da strutture ricettive situate a poche centinaia di metri dall’area di progetto, dall’Ente Parco, dalle Soprintendenze della Toscana e dell’Emilia-Romagna e da altre amministrazioni pubbliche. Il convegno offre quindi l’opportunità di conoscere realmente quali effetti e quali ricadute concrete il progetto avrebbe sul territorio interessato, contribuendo così, nel rispetto della trasparenza e della partecipazione, alla salvaguardia di un patrimonio collettivo che non è riproducibile. La transizione energetica non può trasformarsi in una nuova stagione di consumo del suolo, di compromissione di ecosistemi naturali ai confini delle aree protette e sfiguramento del paesaggio in un Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Redazione Toscana
February 12, 2026
Pressenza
La Comunità del Parco contro la realizzazione dell’eolico industriale a Londa
La Comunità del Parco ha votato all’unanimità contro la realizzazione dell’impianto industriale eolico a Londa, prossimo all’area protetta: parere contrario fondamentale anche in vista degli imminenti impegni che il Parco sarà chiamato ad affrontare riguardo alla Strategia europea per la Biodiversità.  Come apprendiamo dal quotidiano La Nazione di sabato 31 gennaio: “Entro il 2030 siamo chiamati – afferma Santini – ad arrivare nelle varie nazioni ad un 30% del territorio costituito da aree protette. In Italia attualmente siamo al 21% e l’unica possibilità per centrare l’obiettivo è quella di allargare i confini delle aree protette già esistenti. E un impianto eolico così vicino brucerebbe questa strategia”.  Anche il Consiglio direttivo dell’Ente Parco delle Foreste Casentinesi, di cui il Comune di Londa fa parte, ha espresso parere negativo unanime alla realizzazione del Progetto di impianto industriale eolico nel Comune di Londa perché la realizzazione di un impianto industriale eolico nelle sue immediate vicinanze “Non è coerente alle finalità di tutela e valorizzazione ambientale degli aspetti ecologici, ambientali, paesaggistici e socioeconomici del Parco. E questo anche in considerazione che tutti i Comuni del Parco stanno valutando la possibilità di ampliare i confini dell’area protetta anche per raggiungere gli obiettivi della Strategia europea e nazionale per la Biodiversità al 2030.” I Consiglieri hanno affermato di non essere contrari alle fonti di energie rinnovabili ma hanno dichiarato che “L’ambiente e il paesaggio del Parco e delle aree limitrofe, quale risorsa primaria, necessita di essere salvaguardata da modifiche permanenti ed irreversibili del territorio che possono interferire ed intaccarne il valore.”   Invitiamo adesso il Sindaco ad esprimere con chiarezza nel prossimo Consiglio comunale di Londa (con Delibera consiliare) parere contrario all’impianto, coerentemente con quanto da lui stesso espresso nel Consiglio Direttivo dell’Ente e nella Comunità del Parco e come già ha deliberato il Sindaco del Comune di San Godenzo, Emanuele Piani, dato che entrambi i Comuni sono insieme P orte fiorentine dell’area protetta e Montagna Fiorentina. Comitato Crinali Liberi Londa – Comitati territoriali Riuniti – Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica senza Speculazione Redazione Toscana
February 4, 2026
Pressenza
Maxi Eolico Badia del Vento: Legambiente ignora dati scientifici e territorio
Di fronte alle affermazioni di Legambiente che descrivono il maxi eolico Badia del Vento come un “beneficio” ambientale, è necessario riportare il dibattito su un piano di realtà, fondato su dati scientifici e sul senso di responsabilità verso il territorio. Il Monte Loggio, dove sorgerebbe l’impianto, non è un’area marginale né sacrificabile in nome di slogan: si tratta di un crinale appenninico fragile, studiato e valutato da numerosi enti pubblici e scientifici — dal CNR a docenti universitari, dalle Regioni Emilia-Romagna e Marche all’Ente Parco del Sasso Simone e Simoncello — che hanno evidenziato impatti gravi e documentati su ecosistemi, fauna protetta e dissesto idrogeologico. È profondamente contraddittorio, e francamente inaccettabile, invocare la lotta al cambiamento climatico per giustificare l’abbattimento di foreste e la trasformazione irreversibile di territori che oggi svolgono una funzione fondamentale di assorbimento della CO2, regolazione idrica e tutela della biodiversità. Ancora più grave è ignorare il tema del dissesto idrogeologico, che in Appennino non è una variabile teorica ma una realtà drammatica e quotidiana. Alcuni degli aerogeneratori previsti per questo impianto sono prospicienti aree già classificate ad alto rischio di dissesto, in un contesto geomorfologico noto per la sua instabilità, come risulta dalla documentazione agli atti della Conferenza dei Servizi. Su questo punto non parlano attivisti o comitati, ma geologi di fama internazionale come il Prof. Gian Battista Vai, già docente di Geologia presso l’Università di Bologna, che ha più volte richiamato l’attenzione sui rischi connessi alla realizzazione di grandi impianti eolici sui crinali appenninici, dove scavi, carichi concentrati e alterazioni del drenaggio possono riattivare frane quiescenti e aggravare fenomeni erosivi. Sorprende che proprio Legambiente scelga oggi di minimizzare questi aspetti, adottando una narrazione secondo cui qualsiasi opera marchiata come “rinnovabile” sarebbe automaticamente compatibile e sostenibile. Definire tutto questo “transizione ecologica” significa svuotare il concetto di ogni contenuto reale e relegarlo a pura ideologia. E, a proposito di ideologia, la Germania, citata da Legambiente come modello virtuoso per l’eolico, racconta una realtà ben diversa. Dopo essersi coperta di pale eoliche, oggi registra alcuni dei prezzi dell’elettricità più alti d’Europa, con famiglie e imprese schiacciate da bollette sempre più pesanti. Gli incentivi pubblici alle rinnovabili, spacciati come sostegno “verde”, anche in Italia vengono scaricati direttamente sulle bollette, trasferendo i costi ai cittadini e alle imprese e generando un doppio fallimento: energia più cara ed enormi danni alle comunità e all’ambiente.   Coalizione Ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione   Redazione Toscana
January 31, 2026
Pressenza
Il Parco Nazionale dice NO all’impianto industriale eolico a Londa
Il No del Parco Nazionale Foreste Casentinesi alla proposta di impianto industriale eolico a Londa e il NO dei partecipanti all’Assemblea pubblica del 18 dicembre a Rincine Londa. SI alla democrazia Energetica delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali per un una Transizione energetica senza speculazione e senza consumo di suolo. Sala Polifunzionale piena a Rincine giovedì18 dicembre all’Assemblea pubblica a cui è stato invitato il Sindaco a presentare il progetto di impianto industriale eolico Londa. Durante la presentazione l’assemblea ha espresso piena contrarietà all’impianto eolico mentre il Sindaco ha ribadito di non essere contrario per preconcetto e di voler trattare con la Società eolica Hergo Renewables ENI per le compensazioni. Gli interventi dei partecipanti hanno denunciato la mancanza di tempestiva informazione e il coinvolgimento della popolazione, in quanto il Sindaco affermava che dalla presentazione della documentazione ad agosto fino alla pubblicazione del Progetto, a dicembre, non se ne poteva parlare. La popolazione intervenuta ha manifestato contrarietà al Progetto sottolineando: * il grande e irreversibile impatto ambientale sul crinale per il progetto eolico che prevede 6 pale alte 200 metri da Croce ai Mori alla Consuma; * l’inconciliabilità e l’incompatibilità di Londa, Comune del Parco, con l’industrializzazione dei crinali confinanti con il Parco Nazionale Foreste Casentinesi che si é espresso contrario all’impianto eolico in sede formale e in modo pubblico sulla sua pagina Facebook ufficiale ; * la svalutazione ambientale, sociale ed economica del capitale naturale di Porta di accesso al Parco Nazionale; * la distruzione del Paesaggio che annichilisce l’attrattiva turistica su cui le varie amministrazioni, negli anni, hanno puntato come volano di sviluppo: * l’inquinamento acustico e visivo dell’impianto in prossimità di abitati e agriturismi; * la compromissione di attività legate al turismo, all’accoglienza, ristorazione e produzioni locali. A conclusione dell’Assemblea, alcuni interventi hanno richiesto al Sindaco e all’Amministrazione di opporsi decisamente all’industrializzazione eolica dei crinali di Londa, Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi o di dimettersi. In ordine ad una Transizione energetica ecologica non speculativa e senza consumo di suolo la Coalizione Ambientale TESS, Italia Nostra Firenze e il Comitato Crinali Liberi Londa organizzano un Incontro a Londa sul tema CER/S A LONDA E DEMOCRAZIA ENERGETICA presso Circolo ARCI Londa martedì 23 dicembre 2025 ore 17.00. CER/S COMUNITA’ ENERGETICA RINNOVABILE/SOLIDALE: PARLIAMONE Alessandro Vigni Democrazia Energetica. Comunità Energetiche Rinnovabili. Cittadini protagonisti della rivoluzione energetica. Alessandra Filabozzi CER Solidale Illuminati Sabina. Merenda cena con i produttori locali € 15.00 con prenotazione Chiara 339 151 1155 Comitato Crinali Liberi Londa Comitati territoriali riuniti TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
December 22, 2025
Pressenza
Sulle dichiarazioni del Sindaco di Londa a proposito dell’impianto eolico
Fortissima contrarietà della popolazione alle dichiarazioni del Sindaco Tommaso Cuoretti sull’impianto industriale eolico Londa durante le Assemblee del 5 e del 6 dicembre. All’Assemblea di venerdì sera 5 dicembre e di sabato mattina 6 dicembre in sala del Consiglio Comunale la popolazione, dopo avere atteso un incontro informativo da fine agosto, ha finalmente appreso che il Sindaco di Londa Tommaso Cuoretti non si oppone all’impianto industriale eolico di Hergo Renewables ENI, 6 torri eoliche di 200 metri sul confine del Parco Nazionale, ma cerca di ottenere maggiori compensazioni economiche. Il Sindaco ha illustrato il Progetto senza parlare però dei danni connessi ad opere così impattanti per i territori. Il Sindaco afferma che non se ne poteva parlare prima e che è inutile opporsi tanto lo fanno lo stesso. Dal pubblico sono arrivate contestazioni su queste affermazioni e sull’impatto che l’impianto industriale avrà sullo sviluppo futuro di Londa. Ci chiediamo perché un Comune che ha ricevuto finanziamenti dal Parco Nazionale e contributi del PNRR per azioni di valorizzazione dei prodotti tipici e altri interventi di valorizzazione dell’Area Lago e di attrattività per un turismo guidato alle meraviglie delle foreste di crinale proceda invece alla distruzione del proprio crinale appenninico, alla probabile perdita delle sorgenti che ne scaturiscono e alla irreversibile industrializzazione dei confini del Parco nazionale Foreste Casentinesi. Ci sarà l’inevitabile riduzione della biodiversità presente negli ambienti naturali delle foreste di crinale quando si dovrebbe andare esattamente nella direzione opposta. L’eolico è considerato un nemico degli insetti impollinatori e dei chirotteri, per cui i produttori di miele ne trarranno un danno, così come la salute delle foreste e i prodotti locali. Ci chiediamo anche come si possa vedere dai Castelli del Casentino una montagna industriale invece che il magnifico profilo appenninico che si spinge sulle Foreste Casentinesi, luoghi sacri e consacrati da antiche civiltà, monaci, poeti ed eroi di altri tempi? Per non parlare degli sconfinati orizzonti silenziosi che dai crinali romagnoli del Parco Nazionale si infrangeranno contro queste torri rotanti di 200 metri. E’ vero sono compensi “facili” ma a quale prezzo? Asfaltiamo le strade, facciamo festival ma l’identità culturale della comunità, il gioiello di paese che è stato conservato nel tempo, che vive tra cieli stellati e crinali silenziosi (con poco vento tra l’altro) resterà un ricordo da cartolina? Riflettiamo bene prima di perdere un luogo così prezioso per le sue caratteristiche ambientali che è un patrimonio di inestimabile valore in mano alle prossime generazioni. Per quanto riguarda la comunità energetica non si tratta di una vera comunità energetica in forma cooperativa e associativa dove tutti i soci contano uno, in quanto vi é presente Enitalia s.r.l. e trattasi di compensazione di ENI impianto industriale eolico. Inoltre la nascita di una comunità prevede un ampio coinvolgimento della cittadinanza e un confronto tra le diverse possibilità su come far nascere una vera Comunità Energetica Rinnovabile, la popolazione di fatto non sa nulla. Noi suggeriamo di avviare un confronto reale con i cittadini per proporre una vera indipendenza economica di comunità. Stanno nascendo diverse Comunità Energetiche Rinnovabili a livello Nazionale grazie a lungimiranti scelte amministrative. Il territorio non è un bancomat: prima si investono soldi pubblici per valorizzarlo, poi lo si svende. Oggi non stiamo discutendo di un semplice progetto energetico. Stiamo discutendo di una svendita. La svendita di anni di lavoro, di investimenti pubblici, di identità territoriale. Per decenni questo comune ha costruito con soldi europei, regionali e comunali un’immagine precisa: quella di un territorio naturale, autentico, di un comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Un luogo che ha scelto la via del turismo lento, della filiera corta, della qualità ambientale. Su questo le amministrazioni comunali hanno basato bandi, progetti, promozione. Su questo hanno chiesto fondi. Fondi che spendono denaro pubblico. Su questo hanno chiesto fiducia a residenti e visitatori. E oggi cosa succede? All’improvviso, l’intero patrimonio costruito, economico, culturale e paesaggistico viene trattato come se fosse qualcosa da sacrificare senza esitazione, perché tanto la Regione approva. Noi crediamo invece che il Comune per primo, tutti i Comuni e gli Enti interessati debbano valutare con estrema attenzione e accuratezza l’impatto di torri eoliche alte 200 metri sul crinale in un Comune del Parco Nazionale. E non è per niente scontato che la Regione approvi o non approvi. Dobbiamo forse per la manutenzione stradale promessa da un’impresa privata pregiudicare per sempre l’identità di questo territorio? Per qualche compenso immediato, chiamato impropriamente “beneficio”? Per la tentazione di soldi facili, che improvvisamente sembrano valere più della coerenza, più della strategia, più del nostro futuro? Questo non è sviluppo. Questo non è pianificazione. E soprattutto, questo non è avere rispetto per un territorio ai confini di un Parco nazionale. Essere a pochi metri dal Parco Nazionale non autorizza a trasformare il paesaggio in sito industriale: la tutela non si spegne come un interruttore al confine. Se davvero credete che il nostro comune sia pronto a ospitare turbine alte duecento metri più di due volte il campanile di Giotto a Firenze allora questa Amministrazione abbia almeno il coraggio di dire la verità: che state buttando via anni di progettazione europea, di bandi vinti, di percorsi partecipati, di promozione del turismo sostenibile. Abbiate il coraggio di spiegare ai cittadini che il paesaggio, cioè la nostra ricchezza principale, viene messo sul mercato. Abbiate il coraggio di dire che state trasformando per sempre un’area protetta in una zona industriale. Questa non è una scelta da fare silenziosamente. È una scelta che avrà conseguenze irreversibili. E chi la sostiene se ne assume tutta la responsabilità. Comitato Crinali Liberi Londa Comitati Territoriali Riuniti Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
December 9, 2025
Pressenza
Iniziativa di Confluenza e TESS per la difesa dell’Appennino a Villore
Riuscita e partecipata, nonostante la neve e l’allerta meteo, la due giorni del 22 e del 23 novembre a VILLORE IN MUGELLO per la difesa dell’Appennino dalla speculazione energetica organizzata da CONFLUENZA in collaborazione con la COALIZIONE AMBIENTALE TESS Transizione Energetica Senza Speculazione. Nell’Assemblea del 22 settembre si sono confrontati i Comitati che difendono l’Appennino sullo stato dell’arte dei progetti di speculazione energetica tra Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Alto Abruzzo, Lazio, insieme ai Comitati che difendono i terreni rurali per continuare il lavoro di mappatura dal basso e costituire una forza collettiva capace di mettere in campo iniziative che si oppongano ai progetti dannosi sui territori all’insegna di Riprendiamoci le strade, le colline, le montagne, l’acqua, per dire no alla cementificazione, al consumo di suolo, alla minaccia per le produzioni locali, il turismo rispettoso, gli ecosistemi naturali. La Assemblea è stata introdotta dalla Dott. ssa Anna Marson, già Assessore della Regione Toscana, Professoressa ordinaria di Pianificazione del territorio presso IUAV di Venezia, in merito al significato del territorio, del paesaggio e della nostra appartenenza. Presenti all’All’Assemblea Don Alessandro Santoro fondatore della Comunità delle Piagge, che ha ospitato la due giorni al Santo di San Lorenzo Villore, referenti di Comitati, Associazioni, Gruppi e Movimenti tra cui la GKN di Firenze, redattori della Rivista Altracittà, referenti di Confluenza e di TESS. I presenti hanno evidenziato e approfondito gli impatti della speculazione energetica da rinnovabili sui crinali dell’Appennino, sull’agricoltura e sui territori rurali e sulle alternative proposte dal Piano Nazionale per le Energie Rinnovabili senza consumo di suolo proposto dalla Coalizione ambientale TESS. Serrata critica sulla narrazione dei media mainstream e del governo : disinformazione, mafia dell’eolico e falsi miti della transizione sul nucleare insostenibile. Nei due giorni vi è stato grande dispiegamento delle Forze dell’Ordine che hanno presidiato la viabilità di Villore e con un elicottero hanno accompagnato la Camminata prevista e realizzata domenica 23 novembre, da Villore verso Molte Giogo di Villore. Uno spettacolo incantevole in mezzo alla neve sotto il sole è stato offerto dai crinali di Corella e di Villore con alle spalle la Montagna sacra del Falterona. I partecipanti hanno potuto fotografare la visibile deforestazione dei crinali boscati del Sentiero Italia, del Sentiero Europa E1 e GEA Grande Escursione Appenninica, lo sbancamento della Sentieristica per farne infrastruttura per il passaggio di mezzi straordinari per il trasporto delle torri eoliche per l’impianto industriale Monte Giogo di Villore, Santuario dell’aquila reale. L’elicottero dei carabinieri sorvolando in cerchi si è abbassato sollevando nuvole bianche di nevischio prossime al Sentiero 18, ma i partecipanti non hanno dovuto coprirsi con i cappucci di felpe e giacche. A causa della neve alta sul Sentiero 18 che impediva la prosecuzione della Camminata, i partecipanti hanno deciso di fermarsi al bivio tra il Muraglione e la Colla. L’iniziativa si è conclusa con grande gioia e soddisfazione di partecipanti e organizzatori dandosi appuntamento alla prossima iniziativa di Marzo in Mugello per ribadire come nel fine settimana appena scorso, che questi territori sono un bene comune da difendere e tutelare, da non declassare e degradare a siti industriali eolici. Comitati Territoriali Riuniti Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
November 26, 2025
Pressenza