Un luna park lungo il litorale di Macari? No, grazie…
Il “progetto di riqualificazione turistica” proposto dal Comune rischia di
danneggiare l’area paesaggistica, scenario anche della famosa serie tv Makari,
trasformandola da ecosistema unico a luna park. Da Beppe Fiorello a Emma Dante
hanno già firmato, unisciti all’appello promosso da Legambiente
Il Comune di San Vito Lo Capo ha presentato un progetto di “riqualificazione
turistica” del litorale di Macari-Castelluzzo, gioiello naturalistico e
paesaggistico situato tra le riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano,
ricevendo, a settembre scorso, una prima approvazione dalla Commissione
Tecnico-Specialistica per le autorizzazioni ambientali dell’Assessorato
Territorio e Ambiente della Regione Sicilia.
Di particolare effetto scenico, la zona interessata conserva ancora la sua
integrità naturale e la sua unitarietà morfologica, nonché una continuità ormai
rara fra campagna e mare; gli amanti della serie TV “Makari” se ne ricorderanno.
L’area è oggetto di Piani di Gestione Ambientale e Paesaggistica (Rete Natura
2000) ed è sottoposta a misure di tutela nel piano territoriale regionale “Monti
di Trapani” riguardo ai suoi habitat rupicoli e costieri, alle specie di
uccelli, marine e al litorale roccioso.
Finalizzato alla “gestione di servizi turistici”, il progetto del Comune di San
Vito Lo Capo prevede la realizzazione di due aree di parcheggio di 20.000 e di
25.000 m2, la predisposizione di un sistema di trasporto dei turisti con mezzi a
GPL/Diesel (!) ogni 5 minuti, la privatizzazione temporanea del tratto
costiero con tanto di delimitazioni e punti di accesso sorvegliati, la
costruzione di torrette di avvistamento, di palchi e stand, di un teatro
amovibile a struttura metallica e la collocazione di una serie di bagni chimici.
Il progetto cita inoltre la creazione di un servizio di noleggio di lettini e
ombrelloni distribuito su 3 o 4 siti, attività acquatiche, aree giochi e fitness
(in luoghi caldissimi, non ombreggiati e poco idonei all’attività fisica),
l’installazione di distributori automatici di bevande e di alimenti, chioschi e
mezzi mobili per la vendita di prodotti vari.
L’attrezzatura “temporanea” del sito è prevista da metà aprile a metà ottobre,
quando sappiamo bene che l’afflusso turistico, ovvero la presunta domanda, si
concentra a luglio e agosto. Tutto ciò senza alcuna analisi dei fabbisogni
reali, degli impatti di tipo ambientale e socio-economico e senza la dovuta
tutela del luogo che, per la sua riconosciuta eccezionalità paesaggistica,
ambientale e culturale, non necessita certo di omologarsi a modelli di turismo
di massa.
Il progetto provocherebbe un’ingiustificata pressione antropica con impatti
come: produzione di rifiuti, rumore, consumo energetico e inquinamento
dell’aria, perdita di habitat naturali e disturbo della fauna e dell’avifauna,
deturpazione del paesaggio con costruzioni e una distesa di autoveicoli in
parcheggi non conformi ai vincoli esistenti, alterazione del suolo, impatto
sulla vegetazione endemica e sulle rocce compresa la particolare scogliera a
vermeti, biocostruzione che costituisce l’omologo mediterraneo delle barriere
coralline.
Inoltre, si tralascia di specificare come sarebbe facilitata la balneazione e il
relax dei molti bagnanti: dove verrebbero fissati ombrelloni e necessarie zone
d’ombra? Le rocce sono naturalmente poco confortevoli, oltre che fragili, e le
poche calette esistenti già compromesse da un preoccupante fenomeno di erosione.
Per di più la gran parte delle strutture previste sarebbero inutili: per
assistere a sporadici spettacoli basterebbero sedute amovibili piuttosto che
pesanti tralicci e l’area è già un paradiso per nuoto, jogging e attività
libere, temperature permettendo.
Più che migliorare la fruizione del luogo, la proposta sembra voler sanare
irregolarità esistenti e creare un sistema di appalti e di profitto privato, ai
danni delle risorse naturali e della comunità. Un modello di sfruttamento
incontrollato già applicato alla spiaggia di San Vito e alla Cala del Bue
Marino.
Crediamo in un altro “turismo”, responsabile e sostenibile, e diciamo NO alla
trasformazione di un paesaggio ed ecosistema unico in un luna park!
CHIEDIAMO
Alla Regione Sicilia, di respingere il progetto presentato dal Comune di San
Vito Lo Capo con una nuova e più attenta Valutazione di Incidenza Ambientale
(VIncA).
Al Comune di San Vito Lo Capo, di rinunciare a un simile progetto e assicurare
una gestione del territorio compatibile e rispettosa.
Alcuni illustri firmatari hanno già sottoscritto la petizione, unisciti a loro!
Questo il link per firmare: Salviamo il litorale di Macari: la regione Sicilia
dica no alla trasformazione del gioiello naturalistico in luna park – IoScelgo
Redazione Sicilia