La Cina commercia senza SWIFT: lo yuan digitale sfida il dominio finanziario USA
Dopo il lancio dello yuan digitale e il progressivo indebolimento del dollaro,
la Cina ha appena sferrato un altro colpo ai sistemi di pagamento internazionali
a guida statunitense e, dunque, al modello finanziario e monetario egemonico
globale. Pechino, infatti, ha recentemente effettuato il primo pagamento estero
in yuan digitale (e-CNY) verso la Malesia per una partita di frutti tropicali,
senza utilizzare il circuito SWIFT, con zero commissioni bancarie e in appena
trenta minuti. Sebbene la notizia sia stata sostanzialmente ignorata dai grandi
media occidentali, si tratta di un duro colpo al monopolio finanziario
anglo-americano, in quanto i nuovi metodi di pagamento permettono alle nazioni
del Sud globale di emanciparsi dal potere occidentale, cambiando definitivamente
le regole del commercio globale. Questo sarà possibile anche grazie alla nuova
piattaforma CBETS (Cross-Border e-CNY Express Service) – una sorta di
contraltare cinese del sistema SWIFT lanciato nel giugno 2026 – attraverso cui
le istituzioni possono ottenere una connettività diretta con i sistemi di
pagamento delle autorità monetarie e di diverse istituzioni finanziarie
nazionali ed estere, riducendo i tempi di regolamento da diversi giorni
lavorativi a poche ore e azzerando i costi di commissione intermedi.
Fino ad ora la rete finanziaria e il paradigma monetario internazionale sono
stati dominati dagli USA e dal dollaro, permettendo alle cosiddette nazioni
sviluppate di imporre le loro regole e soprattutto i costi delle operazioni
bancarie, ma anche di escludere da questo sistema le nazioni che non si
allineano al volere di Washington, attraverso sanzioni e dazi. Con la
trasformazione epocale avviata dalla Cina e da altri Paesi in via di sviluppo,
il Sud globale potrebbe liberarsi completamente dall’egemonia
economico-finanziaria del “primo mondo”, intraprendendo un suo percorso di
sviluppo originale.
Nello specifico, la Cina ha completato il suo primo pagamento in yuan digitale
verso la Malesia per un carico di durian freschi del valore di 43.000 yuan
(circa 6.360 dollari), coinvolgendo le filiali di Xiamen e della Malesia.
L’elemento rilevante non è il costo dell’operazione, bensì le modalità con cui è
avvenuta. Le caratteristiche del pagamento, infatti, mettono ben in luce i
vantaggi del nuovo sistema rispetto a quello occidentale: innanzitutto, la
transizione si è conclusa in soli trenta minuti rispetto ai tre giorni di attesa
necessari attraverso il sistema SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial
Telecommunication), la rete di messaggistica occidentale utilizzata da banche e
istituzioni finanziarie per scambiare istruzioni di pagamento in modo sicuro.
Inoltre, i costi fissi per l’operazione e le commissioni medie sono state
completamente azzerate. Con il sistema tradizionale (SWIFT), invece, i costi
dell’operazione oscillano tra i 25 e i 35 dollari, mentre le commissioni medie
superano il 6% del valore della merce. L’annullamento delle commissioni è
possibile grazie al fatto che il trasferimento avviene in modo diretto da una
banca all’altra con un cambio immediato nella moneta malese, il ringgit.
Inoltre, il nuovo circuito permette di aggirare i pagamenti in dollari
incrementando il processo di de-dollarizzazione. Evitare il sistema SWIFT
presenta, dunque, una serie di vantaggi irrinunciabili non solo per il
commercio, ma anche dal punto di vista geopolitico: permette di tagliare le
spese bancarie e di tutelarsi da sanzioni o blocchi finanziari decisi
dall’Occidente.
L’esperimento pilota – propedeutico a creare una nuova rete di pagamenti
internazionale – avviene in un momento di forte crescita negli scambi
commerciali con la Malesia e in generale con tutto il Sud-est asiatico. Pechino
è il primo partner commerciale di Kuala Lumpur da 17 anni consecutivi, vantando
uno scambio record di 212 miliardi di dollari nel 2024. Entro il 2030, Kuala
Lumpur punta a vendere durian alla Cina per oltre 220 milioni di dollari
all’anno: un flusso di merci così elevato richiede una nuova piattaforma
commerciale per non restare bloccati nei vecchi canali di pagamento occidentali.
A questo scopo è stata progettata la piattaforma CBETS che permette alle banche
estere di collegarsi 24 ore su 24 senza dover cambiare i propri sistemi
informatici e a cui si sono già iscritte 26 istituzioni finanziarie tra Asia,
Medio Oriente e America Latina. La piattaforma transfrontaliera è basata su
blockchain ed è gestita da e-CNY Center International Co. Ltd. sotto la guida
del Digital Currency Institute della Banca Popolare Cinese. Le ripercussioni per
l’economia di tutti i giorni di questo sistema sono notevoli: azzerando le
commissioni bancarie e accorciando di molto i tempi di pagamento, il nuovo
sistema garantisce un costo inferiore dei beni importati e tempi di attesa
minori per l’arrivo delle merci sugli scaffali dei supermercati. Si tratta,
dunque, di un vantaggio competitivo rispetto a chi resta legato al sistema
SWIFT.
La strategia cinese di ridisegnare l’architettura finanziaria globale trova una
realizzazione concreta in questo nuovo modello di pagamento che utilizza lo yuan
digitale. La nuova piattaforma finanziaria può essere considerata l’apice di
quel progetto di emancipazione che il gruppo dei Paesi BRICS persegue ormai da
anni e attraverso cui sarà possibile erodere un’altra fetta dello storico
monopolio del dollaro, dando nuove possibilità di sviluppo al Sud globale e
sottraendo le cosiddette nazioni non allineate dalla morsa del sistema
unilaterale di dazi e sanzioni statunitensi.
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