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La Diplomazia Bolivariana di Pace di Delcy Rodriguez spiegata con Fidel Castro
Venezuela continua ad avanzare con la Diplomazia Bolivariana di Pace, anzi possiamo affermare che è cresciuto – come Stato – grazie alla Diplomazia Bolivariana di Pace, come elemento integrante dello Stato bolivariano fin dal primo governo di Hugo Chavez. Possiamo affermare che la Rivoluzione Bolivariana ha inciso, sul piano interno, attraverso le elezioni democratiche, e sul piano estero proprio grazie alla cosiddetta Diplomazia Bolivariana di Pace, di cui si sente tanto parlare oggi. Fin dai tempi di Chavez, le elezioni in Venezuela hanno avuto la funzione di far crescere la coscienza politica delle masse per accrescere la “democrazia partecipata e protagonista”, come viene denominata, e la ricerca costante della dialettica conflitto-consenso, cifra caratteristica del “socialismo del XXI secolo” esplicitato nel Libro Azul dal Comandante Hugo Chavez Frias. Non dimentichiamoci infatti che, a differenza delle rivoluzioni novecentesche – volte a mettere fuori legge la borghesia – la Rivoluzione Bolivariana ha fondato il suo processo attraverso tornate elettorali, convivendo con la borghesia e scommettendo di toglierle terreno, depotenziando da dentro lo Stato borghese e cercando di conquistare più consensi verso il progressismo sociale. Questo però lascia libera azione alla “coercizione rivoluzionaria” da parte dell’oligarchia in Venezuela che, dopo le guarimbas, i sabotaggi e gli innumerevoli tentati golpe e incursioni mercenaria, non possiamo dire che non sia attiva. E’ proprio in questi casi che la Diplomazia Bolivariana di Pace ha inciso, non dimenticando: i tavoli di dialogo in Repubblica Dominicana tra rappresentanti del governo venezuelano e l’opposizione, con l’obiettivo di giungere ad un accordo di convivenza politica nella nazione caraibica; il dialogo tra il governo bolivariano venezuelano e la Colombia nel 2022; e il dialogo tra il presidente venezuelano Nicolas Maduro e il presidente guyanese Irfaan Ali nel 2023 sulla questione post-coloniale dell’Esequibo. Proprio per questi motivi si può bene intendere come siano sempre state assurde le accuse di autoritarismo rivolte ai governi di Chavez e Maduro: la presenza massiccia di partiti d’opposizione, l’abbondante diversità di proposte politiche e il coinvolgimento del popolo dal basso nelle scelte politiche lo testimoniano. Ad oggi non si può dire che il Venezuela di Chavez, Maduro e Rodriguez sia una “dittatura”, come i media mainstream occidentali continuano ad affermare, poiché la “filosofia del dialogo”, come ha spesso affermato Geraldina Colotti, è una costante in Venezuela per quanto riguarda sia i rapporti internazionali con la diplomazia sia i rapporti interni con vivacissimi scontri democratici all’interno del Grande Polo Patriottico. Il 23 aprile 2024, il Ministro del Potere Popolare per gli Affari Esteri, Yván Gil, ha tenuto una videoconferenza con il gruppo dei viceministri degli Esteri e dei capi delle missioni diplomatiche all’estero, al fine di rafforzare la Diplomazia Bolivariana di Pace. Il ministro degli Esteri venezuelano spiegò – attraverso il suo account sul social network X – che il Venezuela sta facendo progressi nel coordinamento delle “azioni della diplomazia di pace, amicizia e solidarietà internazionale in questo anno di importanti progetti per il futuro” proprio attraverso la “Diplomazia di Pace Bolivariana”, una filosofia politica del governo rivoluzionario bolivariano nata con il presupposto di servire i popoli, promossa dal Comandante Hugo Chávez e proseguita dal Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro. Con questa politica il Venezuela Bolivariano si è avvicinato ai Paesi del mondo per promuovere la costruzione di un mondo multicentrico e multipolare, basato sul rispetto reciproco e sull’autodeterminazione dei popoli, come stabilito dal diritto internazionale. Ispirata agli ideali di Simón Bolívar, la Diplomazia Bolivariana di Pace è la dottrina di politica estera del Venezuela, promossa dai governi socialisti di Chavez, Maduro e Rodriguez volta a difendere la sovranità nazionale attraverso il dialogo, il multilateralismo e la cooperazione internazionale, mirando a contrastare l’ingerenza straniera (specialmente degli USA) e a sostenere la multipolarità, il diritto internazionale e la pace, definita come “totale”. I punti chiave della Diplomazia Bolivariana di Pace sono: * Difesa della Sovranità: Considerata l’asse centrale per proteggere il Venezuela da sanzioni e ingerenze esterne. * Multilateralismo e Pace: Promozione di relazioni internazionali basate sul rispetto reciproco, rifiutando l’unilateralismo. * Unione Latinoamericana: Sostegno all’integrazione regionale (es. con la Colombia) per creare un blocco di forza comune, superando le dottrine di sicurezza imposte da attori esterni. * Dialogo: Utilizzata per la risoluzione dei conflitti e la difesa dei diritti, come nel caso della controversia sulla Guayana Esequiba. In sintesi, viene presentata come un modello opposto all’imperialismo, focalizzato sulla costruzione di un nuovo ordine mondiale multipolare basato sul dialogo e sulla pace tra popoli fratelli. Con il rapimento arbitrario e illegale del Presidente costituzionale del Venezuela Nicolas Maduro, avvenuto il 3 gennaio 2026 in totale violazione del diritto internazionale da parte degli USA, la Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente del Venezuela, nonchè Ministra del Petrolio Delcy Rodriguez Gomez, di assumere il ruolo di Presidente vicaria. Da quel momento il governo bolivariano guidato da Rodriguez non ha fatto altro che dialogare con gli USA per il ritorno in patria di Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Rodriguez non ha fatto altro che parlare di dialogo con gli USA, a differenza di quest’ultimi che non hanno fatto altro che minacciare diplomaticamente e militarmente il Paese con l’attuale Amministrazione Trump. Delcy Rodriguez, con un primo atto ufficiale, si è rivolta al mondo e agli Stati Uniti con quello che è stato chiamato “Messaggio dal Venezuela al mondo e agli USA”: un messaggio di pace in perfetto stile della diplomazia bolivariana, in cui ha ribadito la necessità di un “rapporto internazionale equilibrato e rispettoso tra gli USA e il Venezuela, e tra il Venezuela e i paesi della Regione, basato sull’uguaglianza sovrana e la non ingerenza” estendendo l’invito al governo USA a “lavorare congiuntamente su un’agenda di cooperazione, orientata allo sviluppo condiviso, nel quadro della legalità internazionale e rafforzi una convivenza comunitaria duratura”. Trump ha fatto di tutto per trasmettere al mondo la falsa idea di “gestire la transizione democratica in Venezuela” , supportato dai media mainstream occidentali che veicolavano l’idea che Trump avesse dato uno “spiraglio di luce democratico al Venezuela” e che abbia sotto scacco il governo bolivariano. Fin da subito, il fatto che Delcy Rodriguez sia stata propensa al dialogo con gli USA da un lato ha creato scetticismo nel movimento in solidarietà internazionale alla Rivoluzione Bolivariana, mentre dall’altro è stato usato proprio dai peggiori anti-chavisti (sia dentro sia fuori il Venezuela) al fine di dare un immagine cedevole del suo attuale governo, come se fosse pronto a “piegarsi al volere degli USA” (spesso diffondendola con fake news e notizie distorte). Cavalcare questa narrazione ha uno scopo, da parte del sistema mediatico occidentale e del suo establishment: indebolire la credibilità internazionale della Rivoluzione Bolivariana e di dividere al suo interno il movimento internazionalista in solidarietà alla Rivoluzione Bolivariana stessa. Trump ha intenzionalmente distorto mediaticamente la propensione al dialogo del governo bolivariano, per spacciarlo come un “cedimento” ai suoi piedi per diffondere l’idea, ancor più grave, che il governo bolivariano di Delcy Rodriguez avesse tradito lo “spirito di Hugo Chavez” e del presidente costituzionale Maduro. Idea quest’ultima che ha influenzato anche alcuni ambienti della sinistra radicale, purtroppo. Ma ciò non rispecchia la realtà che è andata concretizzandosi. Delcy Rodriguez ha chiesto la liberazione di Maduro e di Cilia Flores; ha dimostrato che il Venezuela è in mano a chavismo; ha dimostrato che il governo bolivariano ha territorialità ed estremo consenso popolare (a differenza della Machado e della destra eversiva filo-USA) con oceaniche manifestazioni a Caracas; ha epurato il generale Tabata ed altri militari della FANB corrotti che hanno permesso il sequestro illegale di Maduro; ha approvato il decreto per lo Stato d’eccezione n. 5200 per difendere il proprio Paese da un’altra possibile aggressione USA. Poi cosa ha fatto? Ha continuato a parlare di dialogo. Ha affermato che “La pace è un diritto, il dialogo è un dovere” , guardando a un futuro di pace e di salvaguardia dell’unità del Paese contro l’estremismo golpista e la difesa della  sovranità attraverso incontri diplomatici congiunti ed esplorativi con l’aggressore USA. Grazie a questo incontro ha invitato a Caracas una delegazione diplomatica USA per valutare una possibile riapertura dell’ambasciata USA, dopo che fu chiusa nel 2019 quando Washington riconobbe il golpista di destra Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. Delcy Rodriguez è stata un esempio per tutto il mondo. Non è vera l’equazione dell’Alto Rappresentante degli Esteri dell’UE Kaja Kallas “Se vogliamo la pace dobbiamo prepararci alla guerra”, ma è vera l’equazione della Diplomazia Bolivariana di Pace “Se vuoi la pace dialoga”, soprattutto se è il tuo nemico per eccellenza, soprattutto se è il tuo oppressore. Come ha ribadito fin da subito Delcy Rodríguez: “il Venezuela affronterà questa aggressione attraverso canali diplomatici, convinto che la Diplomazia Bolivariana di Pace sia la via legittima per la difesa della sovranità, il ripristino del diritto internazionale e la conservazione della pace”. Delcy Rodriguez in questo ultimo mese si è sempre appellata alla Diplomazia Bolivariana di Pace come via per la difesa della sovranità nazionale, popolare ed economica del suo Paese, in perfetta continuità con i suoi predecessori bolivariani. La Presidente vicaria (facente funzioni) del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha ribadito venerdì 16 gennaio che il suo Paese non ha paura di stabilire “relazioni” bilaterali con gli Stati Uniti, purchè sia un dialogo tra pari. Sebbene alcuni settori politici continuino a parlare del dialogo del governo Rodriguez con gli USA come un segnale di lassismo, è giusto informare l’opinione pubblica occidentale che il dialogo è un principio del socialismo bolivariano ed è il principio stabilito da Chavez che ha come presupposto la non ingerenza e come conseguenza la forza di pace davanti a tutti gli organismi internazionali competenti. E’ il principio su cui si fonda da sempre la Diplomazia Bolivariana di Pace. Diosdado Cabello Rondón, segretario generale del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), il 13 ottobre 2025 in merito alla convocazione di una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite promossa dal Venezuela aveva sottolineato: “il Venezuela utilizza tutti i meccanismi diplomatici per evitare sempre qualsiasi conflitto, non solo nel territorio venezuelano, ma in qualsiasi parte del mondo. Il Venezuela si è sempre caratterizzato, durante la rivoluzione, per avere una diplomazia di pace” Forse, il dialogo Caracas-Washington viene visto da gran parte dell’opinione pubblica occidentale come un “cedimento” proprio perchè nella nostra politica, nelle democrazia liberali e capitaliste occidentali, il dialogo stesso è diventata un “cedimento” continuo in cui l’interesse pubblico si china all’interesse privato, industriale, finanziario e multinazionale. La politica in Occidente oggi risulta debole e cedevole ed annuisce di fronte al più forte: un continuo “compromesso al ribasso” dove la sopraffazione toglie terreno al dialogo vero. Ecco perchè quindi ci risulta difficile intendere il “dialogo” come invece è inteso dai governi rivoluzionari dell’America Latina. Il governo bolivariano vive il dialogo non come “cedimento”, ma come punto forza: dialogare con tutti è possibile, mettendo a priori sul tavolo della trattativa tutti i principi che riteniamo non-negoziabili. Se in un dialogo, un dialogante è neutro, è naturale che sarà l’altro interlocutore a prevalere. Ma se in un dialogo tra un forte e un debole, il debole dichiara in partenza cosa non è disposto a rinnegare o a negoziare, il forte trova difficoltà e sa che non sarà un dialogo facile. La Diplomazia Bolivariana di Pace, nasce dal presupposto che il dialogo è possibile con chiunque, partendo dal presupposto di stabilire ciò a cui non possiamo rinunciare. Il Venezuela Bolivariano con Chavez ha deciso di non rinnegare e negoziare la propria sovranità nazionale, politica ed economica, la propria autodeterminazione popolare, la propria libertà a non ospitare basi di Paesi esteri sul proprio suolo, la propria non-appartenenza ad alleanze militari imperialiste e la propria sovranità sulle risorse naturali. Pilastri che Delcy Rodriguez sta seguendo alla perfezione seguendo ciò che diceva Fidel Castro: “i principi non sono negoziabili. Con l’imperialismo e tutte le sue sfaccettature non c’è possibilità di negoziazione, solo dialogo.” Lorenzo Poli
February 4, 2026
Pressenza
Dialogo Caracas-Washington risultato della Diplomazia Bolivariana di Pace, Rodriguez: “Il popolo venezuelano rimanga unito”
Rodriguez: “Non abbiamo paura di dialogare con gli USA” La Presidente vicaria (facente funzioni) del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha ribadito venerdì 16 gennaio che il suo Paese non ha paura di stabilire “relazioni” bilaterali con gli Stati Uniti, perché, nonostante siano state segnate da difficoltà nel corso della loro esistenza, si tratta di legami “storici”.  “Non abbiamo paura di stabilire relazioni con un Paese di questo emisfero, con gli Stati Uniti. Si tratta di relazioni storiche, mantenute persino dal nostro liberatore Simón Bolívar. Sono relazioni storiche, che hanno indubbiamente subito battute d’arresto, credo dovute alla scarsa comprensione da parte della [Casa Bianca] della realtà politica, economica e sociale del Venezuela” – ha affermato la Presidente durante un incontro con i membri del Consiglio Nazionale per l’Economia Produttiva. Alla vigilia dell’incontro con gli USA, ha affermato che le autorità venezuelane sono consapevoli che gli Stati Uniti “sono molto potenti, una potenza nucleare letale”, ma nonostante questa differenza di potere, Caracas è convinto che sia possibile negoziare su un piano di parità.  Delcy Rodríguez (a sinistra) saluta il Ministro dell’Industria e della Produzione Nazionale del Venezuela, Alex Saab. Caracas, 16 gennaio 2026. Ufficio stampa presidenziale venezuelano “Abbiamo visto il loro operato nella storia dell’umanità. Lo sappiamo. E  non abbiamo paura di affrontarlo diplomaticamente, attraverso il dialogo politico, come è opportuno, e  di risolvere una volta per tutte questa contraddizione storica “ – ha sostenuto, riferendosi al contrasto tra, da un lato, la Dottrina Monroe (e la attuale e vergognosa Dottrina Rubio, in violazione con il diritto internazionale) difesa dal Paese nordamericano e, dall’altro il bolivarismo venezuelano e la Diplomazia Bolivariana di Pace. Dialogo Caracas – Washington su energia, commercio e cooperazione economica, ma al servizio del popolo venezuelano Sebbene si debba ammettere che da 18 trimestri consecutivi il Venezuela, guidato dal governo socialista bolivariano di Nicolas Maduro fosse in crescita economica – diventando il primo Paese in crescita in Sudamerica nel 2025 – e che la Legge di Bilancio 2026 (presentata dalla stessa Delcy Rodriguez, in qualità di vicepresidente) aveva già previsto un futuro investimento del 77,8% del bilancio in piani sociali, l’aggressione USA del 3 gennaio ha scombussolato i piani del governo bolivariano.  Rodríguez, garantendo la continuità con il governo Maduro, soprattutto per quanto riguarda il Programma di Ripresa Economica del 2018, ha dichiarato: “Ratifichiamo pienamente il programma di ripresa economica , prosperità e crescita presentato al Paese dal Presidente Nicolás Maduro nel 2018, che ci ha permesso di essere dove siamo; che ha permesso all’economia venezuelana di essere un’economia leader nella crescita in America Latina”. Con l’avvio degli attuali dialoghi con gli USA, Rodriguez ha rivelato al pubblico che Caracas e Washington stanno “affrontando questioni di energia, commercio e cooperazione economica in vari modi”, sebbene abbia sottolineato che “questa agenda economica deve essere al servizio del popolo venezuelano”, in conformità con le linee guida definite dal presidente Nicolás Maduro.    Delcy Rodríguez saluta un membro del Consiglio Nazionale per l’Economia Produttiva. Caracas, 16 gennaio 2026.Ufficio stampa presidenziale venezuelano Il modello, ha spiegato, si basa sulla produzione nazionale di cibo, manufatti, medicinali e altri beni strategici, attraverso un’alleanza tra il settore pubblico e gli enti privati. Ha inoltre riferito che sono stati implementati programmi di assistenza sociale, sottolineandone l’importanza nel fornire  supporto psicologico e alimentare alla popolazione di fronte all’impatto dell’attacco di Washington (2). In questo modo, ha sostenuto, ci si aspetta che “i nuovi investimenti che potrebbero arrivare nel Paese saranno volti a potenziare i processi produttivi nazionali attorno a ciò che si produce in Venezuela “, perché questa espressione di sovranità ha permesso “di superare le gravi condizioni generate dal blocco criminale” degli Stati Uniti.  Quest’anno si prevedono maggiori risultati, investimenti e benessere per il popolo venezuelano, ha assicurato la presidente ad interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, attraverso i suoi social media: “Nel 2025, la nostra industria degli idrocarburi e i 14 motori dell’economia hanno registrato una performance straordinaria e quest’anno si prevedono risultati, investimenti e benessere ancora maggiori per la nostra gente”. Ha inoltre sottolineato che, dopo il Primo Consiglio Nazionale dell’Economia Produttiva del 2026 (3), ha ascoltato attentamente i rappresentanti dei vari settori produttivi del Paese e che questi hanno presentato la tabella di marcia che guiderà il cammino di crescita economica a beneficio dei venezuelani. Ogni centesimo ricevuto e investito dai fondi sovrani verrà reso noto Per quanto riguarda i ricavi che il Paese otterrà dalla vendita del suo petrolio greggio, Rodriguez ha sottolineato che saranno destinati a “due fondi sovrani”, uno destinato a “migliorare il reddito dei lavoratori “ e un altro a migliorare le infrastrutture e i servizi.  La presidente vicaria ha ribadito che i due fondi sociali sovrani, recentemente annunciati, avranno lo scopo di “equilibrare le disuguaglianze”. Lo ha annunciato sabato durante una giornata di assistenza completa nell’agglomerato urbano di Ciudad Tiuna, i cui spazi sono stati colpiti dall’attacco militare perpetrato dagli Stati Uniti (USA) contro il Venezuela. “Abbiamo creato due fondi sociali. Questa settimana lavoreremo con il Consiglio dei Ministri dell’Economia e il Consiglio dei Servizi Pubblici. Il primo fondo sovrano sarà destinato alla protezione sociale; qualsiasi reddito derivante dalla produzione di petrolio e gas andrà direttamente a sostenere il reddito dei nostri lavoratori, i programmi sanitari, la sicurezza alimentare, l’istruzione e l’edilizia abitativa. Il secondo fondo sovrano sarà destinato ai servizi pubblici, alle infrastrutture, all’acqua, al gas, all’elettricità e alle strade” – ha sottolineato, sottolineando anche che il governo nazionale riferirà su ogni centesimo che entra e viene investito dai due fondi sovrani. “Quello che vogliamo è che queste valute estere siano destinate allo sviluppo economico e sociale del Venezuela attraverso la creazione dei fondi sovrani che ho annunciato ieri […]. Le entrate petrolifere devono essere per tutto il Venezuela e per tutto il popolo venezuelano , in tutte le sue circostanze” – ha sottolineato .  A sostegno della sua tesi, ha spiegato che un aumento del reddito dei lavoratori ha un impatto positivo sui consumi – e quindi sui settori industriale e commerciale – mentre la rivitalizzazione economica consentirà “la sostituzione strategica delle importazioni” e l’aumento delle casse pubbliche attraverso la “riscossione delle imposte”, nell’interesse di “colmare i divari fiscali”.  “Nessuno impazzisca qui , perché il piano di diversificazione della nostra economia lontano dalle entrate petrolifere deve proseguire, e questo Consiglio economico nazionale deve diventare il motore affinché le piattaforme industriali abbiano accesso al credito, affinché i settori economici abbiano accesso al credito, affinché i comuni, attraverso consultazioni popolari, abbiano la garanzia di un sostegno finanziario per gli imprenditori […], affinché il credito diventi un motore dell’apparato produttivo del Venezuela” – ha aggiunto.  Il popolo venezuelano rimanga unito contro l’estremismo golpista Sabato 17 gennaio 2026, la presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha esortato i venezuelani a restare uniti, sottolineando che “l’estremismo sta lavorando” per dividere il popolo venezuelano. “L’appello è a restare uniti. Il nemico è all’opera, sia il nemico esterno che l’estremismo interno; stanno lavorando per dividere il nostro popolo, e la migliore risposta è la calma, la pazienza e la prudenza strategica ” – ha affermato durante una visita alla comune di Heroínas de la Patria a Fuerte Tiuna, uno dei quartieri colpiti dall’aggressione statunitense del 3 gennaio 2026, culminata nel sequestro del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores (1). Rodríguez ha affermato che il Paese sudamericano è la “terra dei liberatori” e ha quindi esortato “il popolo di Simón Bolívar a continuare a fornire esempi storici di superamento delle difficoltà “. “Che nulla ci abbatta, nulla ci sconfigga e che quello spirito, lo spirito di Bolívar, che era uno spirito vittorioso e indistruttibile, sia lo spirito del Venezuela di oggi”, ha aggiunto. La presidente ad interim ha ribadito il suo appello, chiedendo il rilascio di Maduro e Flores. “È la volontà del popolo venezuelano: che il presidente Maduro torni, che la primera combatiente torni” – ha affermato. La centralità della Diplomazia Bolivariana di Pace nel dialogo Fin da subito, il fatto che Delcy Rodriguez sia stata propensa al dialogo con gli USA da un lato ha creato scetticismo nel movimento in solidarietà internazionale alla Rivoluzione Bolivariana, mentre dall’altro è stato usato proprio dai peggiori anti-chavisti (sia dentro sia fuori il Venezuela) al fine di dare un immagine cedevole del suo attuale governo, come se fosse pronto a “piegarsi al volere degli USA” (spesso diffondendola con fake news e notizie distorte). Cavalcare questa narrazione ha uno scopo, da parte del sistema mediatico occidentale e del suo establishment: frammentare ancora di più il movimento in solidarietà alla Rivoluzione Bolivariana facendo leva su uno scetticismo emotivo e non ragionato. Rodriguez è sostenuta dalla base chavista ed è sostenuta dal 91% dei venezuelani godendo di stima, oltre che di territorialità, cosa di cui pochi capi di stato godono. Come ha ribadito recentemente Rodriguez, la Diplomazia Bolivariana di Pace – ossia la “filosofia del dialogo” con chiunque – è parte delle grandi innovazioni umanistiche della Rivoluzione Bolivariana che ha segnato una svolta in politica estera rispetto ai governi pre-chavisti in Venezuale, oltre che ha segnare un esempio per chiunque in ambito esterno uscendo dalle logiche dell’unilateralismo ed aprendo al multipolarismo. Lo strumento diplomatico usato come prevenzione esclusiva ai conflitti militari, diplomatici, economici e geopolitici. Questo è lo strumento che è applicato ora dal governo bolivariano nel dialogo con Washington. Diosdado Cabello Rondón, segretario generale del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), il 13 ottobre 2025 ha espresso la sua posizione quando era stato consultato in merito alla convocazione di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite promossa dal Paese nei giorni precedenti. Cabello aveva sottolineato che “il Venezuela utilizza tutti i meccanismi diplomatici per evitare sempre qualsiasi conflitto, non solo nel territorio venezuelano, ma in qualsiasi parte del mondo. Il Venezuela si è sempre caratterizzato, durante la rivoluzione, per avere una diplomazia di pace”, e ha esortato le persone a ricordare “come i diplomatici venezuelani sono stati utilizzati in passato, ad esempio in El Salvador, dove gli squadroni della morte sono stati creati dall’ambasciata venezuelana”. Ha ricordato: “Quando Luis Herrera Campins era presidente, negli anni ’70 e ’80 c’erano gli squadroni della morte; persone che non avevano scrupoli di alcun tipo e usavano il corpo diplomatico per creare squadroni della morte insieme alla CIA, per assassinare figure religiose, leader popolari e leader sindacali. Con il Comandante Chávez siamo entrati in una nuova fase; prima di non ingerenza, ma anche di una diplomazia di pace, dove il nostro attuale presidente Nicolás Maduro ha ricoperto la carica di Ministro degli Esteri per sette anni. È una scuola. Abbiamo presentato il nostro Paese come una forza di pace davanti a tutti gli organismi competenti” – ha concluso. Oggi, più che mai, il governo bolivariano guidato dalla Presidente vicaria Delcy Rodriguez è questo: governare dialogando in pace per la pace senza dimenticare la sovranità del proprio Paese e il diritto all’autodeterminazione dei popoli.   (1) Con il pretesto di combattere il narcoterrorismo, il 3 gennaio gli Stati Uniti  hanno lanciato  una massiccia aggressione militare in territorio venezuelano (1), colpendo Caracas e gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. L’operazione si è conclusa con il rapimento di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, che sono stati condotti a New York. Le aree prese di mira erano di interesse militare, ospitavano sistemi di difesa aerea e infrastrutture di comunicazione, sebbene anche le aree urbane siano state colpite e vi siano state vittime civili. Caracas ha descritto le azioni di Washington come una ” aggressione militare molto grave ” e  ha avvertito  che l’obiettivo degli attacchi “non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del petrolio e dei minerali, nel tentativo di spezzare con la forza l’indipendenza politica della nazione”. Molti Paesi in tutto il mondo, tra cui Russia e Cina,  hanno chiesto  il rilascio di Maduro e di sua moglie. (2) Il Ministero degli Esteri russo  ha sottolineato  che al Venezuela deve essere garantito il diritto di decidere autonomamente del proprio destino, senza alcuna ingerenza esterna. Secondo il Ministero degli Interni, della Giustizia e della Pace del Venezuela, nell’attacco  sono morte almeno 100 persone , tra cui 32 cubani appartenenti alla squadra di sicurezza che proteggeva Maduro. (3) incontro con i leader aziendali nazionali, pubblici e privati, per coordinare e promuovere gli investimenti nel Paese.   Fonti: https://actualidad.rt.com/actualidad/582571-delcy-rodriguez-no-tener-miedo-relaciones-eeuu https://actualidad.rt.com/actualidad/582706-extremismo-trabaja-delcy-rodriguez-llama-union   Lorenzo Poli
January 19, 2026
Pressenza
Venezuela, governo bolivariano smentisce “fake news” sulla presunta decorazione del capo della CIA
È stata diffusa la prima fotografia ufficiale dell’incontro tra il direttore della Cia, John Ratcliffe, e la presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, svoltosi ieri a Caracas. L’immagine è stata fornita direttamente dalla principale agenzia di intelligence degli Stati Uniti a numerosi media internazionali, confermando visivamente il meeting di alto livello già riportato dal New York Times. Nella foto, Ratcliffe e Rodríguez si scambiano una stretta di mano all’inizio dell’incontro, un gesto che sottolinea la rilevanza simbolica del contatto tra Washington e la leadership bolivariana dopo il recente intervento degli Stati Uniti nel Paese sudamericano per catturare il presidente de facto Nicolás Maduro. La diffusione dell’immagine da parte della Cia viene letta come un segnale di trasparenza e come una conferma del dialogo in corso tra i due Paesi, in una fase di possibili cambiamenti nelle relazioni bilaterali. Non si tratta di cedimenti del governo bolivariano, ma bensì della prosecuzione di quella che è da sempre chiamata Diplomazia Bolivariana di Pace, a cui ha sempre fatto riferimento Hugo Chavez, Nicolas Maduro e a cui si è appellata recentemente anche Delcy Rodriguez. Parallelamente a questa fotografia è circolata una foto in cui Delcy Rodriguez addirittura decorerebbere con onori militari il capo della CIA John Ratcliffe. Il governo bolivariano smentisce categoricamente le informazioni che circolano sui social media, secondo cui la presidente in carica, Delcy Rodríguez, avrebbe conferito onorificenze ad agenzie di intelligence straniere. “Neghiamo categoricamente le informazioni malevole che circolano sui social media riguardo a una presunta decorazione con onore per agenzie di intelligence straniere” – ha riportato una pubblicazione di X de Miraflores Al Momento. L’immagine circolata sui social media, come si può vedere, mostra una presunta decorazione militare per il direttore della Central Intelligence Agency (CIA), John Ratcliffe, da parte di Delcy Rodriguez, ma si tratta di un falso creato da intelligenza artificiale. Lorenzo Poli
January 18, 2026
Pressenza
Venezuela, Delegazione USA valuta possibile riapertura ambasciata. Governo bolivariano: “Diplomazia Bolivariana di Pace è la via per la difesa della sovranità”
Il Venezuela Bolivariano guarda a un futuro di pace e di salvaguardia dell’unità del Paese e della sua sovranità e avvia incontri diplomatici congiunti ed esplorativi con l’aggressore USA. Arrivata a Caracas una delegazione diplomatica USA per valutare una possibile riapertura dell’ambasciata USA. L’ambasciata fu chiusa nel 2019 quando Washington riconobbe Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. Il Governo del Venezuela ha ribadito questo venerdì la denuncia internazionale di essere stato vittima di un’aggressione criminale, illegittima e illegale contro il proprio territorio e il suo popolo, un’azione che ha causato più di cento morti di civili e soldati che, in difesa della patria, sono stati uccisi in flagrante violazione del diritto internazionale. Attraverso una dichiarazione rilasciata dal Ministro degli Esteri Yván Gil, si dettaglia che, come è noto, nell’ambito di questa aggressione, si è verificato il rapimento illegale del Presidente Costituzionale della Repubblica, Nicolás Maduro Moros, e della primera combatiente, Cilia Flores, un fatto che costituisce una grave violazione dell’immunità personale dei capi di Stato e dei principi fondamentali dell’ordine giuridico internazionale. “Per affrontare questa situazione nell’ambito del diritto internazionale, e in stretta aderenza ai principi di sovranità nazionale e Diplomazia Bolivariana di Pace , il Governo bolivariano del Venezuela ha deciso di avviare un processo esplorativo di natura diplomatica con il Governo degli Stati Uniti d’America, volto alla ricostituzione delle missioni diplomatiche in entrambi i paesi. con lo scopo di affrontare le conseguenze derivanti dall’aggressione e dal rapimento del Presidente della Repubblica e della First Lady, oltre a affrontare un’agenda lavorativa di interesse reciproco,” sottolinea. In questo contesto, sottolinea la lettera, una delegazione di funzionari diplomatici del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti è arrivata nel paese, che effettuerà valutazioni tecniche e logistiche insite alla funzione diplomatica, oltre a inviare una delegazione di diplomatici venezuelani negli Stati Uniti per svolgere i compiti corrispondenti. Come ha ribadito la Presidente vicaria, Delcy Rodríguez, “il Venezuela affronterà questa aggressione attraverso canali diplomatici, convinto che la Diplomazia Bolivariana di Pace sia la via legittima per la difesa della sovranità, il ripristino del diritto internazionale e la conservazione della pace”. IL GOVERNO BOLIVARIANO DEL VENEZUELA, SOSTENUTO DA IMPONENTI MANIFESTAZIONI POPOLARI E GUIDATO DALLA NEO PRESIDENTE VICARIA, DELCY RODRIGUEZ, LAVORA PER GARANTIRE LA PACE, LA SUA SOVRANITA’, L’UNITA’ DEL PAESE E LA LIBERTA’ PER MADURO E DELLA DEPUTATA CELIA FLORES (MOGLIE).  SENZA LA RIMOZIONE DELLE ILLEGALI SANZIONI USA CONTINUERÀ IL SOFFOCAMENTO DELLA ECONOMIA E LA SOFFERENZA DEL POPOLO VENEZUELANO. https://www.laiguana.tv/articulos/1449224-canciller-yvan-gil-anuncia-proceso- exploratorio-diplomatico-con-eeuu-comunicado/ Lorenzo Poli
January 14, 2026
Pressenza