Nella Giornata contro i prodotti monouso, le comunità rompono con la cultura dell’usa e getta
> 6 gennaio 2026 – #RefuseSingleUseDay mette in luce un’idea semplice che sembra
> quasi antiquata: smettere anzitutto di trattare le cose come oggetti usa e
> getta. Dai sacchetti di plastica ai bicchieri di carta, fino agli imballaggi
> di origine biologica ingannevoli, gli articoli monouso continuano a mettere a
> dura prova gli ecosistemi e la gestione dei rifiuti.
La campagna chiede un cambiamento sistemico che ci allontani dall’economia del
“prendi-produci-spreca” che ci ha portato alla tripla crisi planetaria
dell’inquinamento, della perdita di biodiversità e del cambiamento climatico.
Il riutilizzo offre un approccio molto più concreto e numerose comunità stanno
dimostrando che funziona. I sistemi di riutilizzo si basano su prodotti durevoli
e imballaggi privi di sostanze tossiche progettati per cicli di utilizzo
ripetuti. Ciò riduce i rifiuti alla fonte, diminuisce la dipendenza da costosi
sistemi di smaltimento, preserva le risorse naturali e sostiene l’economia
locale con posti di lavoro ecosostenibili. In tutto il mondo, iniziative locali
dimostrano come il riutilizzo possa funzionare nella pratica.
In Asia, il sistema di ricarica Kuha sa Tingi (prendi piccole quantità) nelle
Filippine, i banchi di noleggio stoviglie in India, i servizi di stoviglie
riutilizzabili a Hong Kong e il Refillables Dong Day in Vietnam dimostrano che
il riutilizzo può adattarsi a molti contesti culturali ed economici.
In gran parte del Sud del mondo, il riutilizzo e la ricarica non sono affatto
idee radicali. Non molto tempo prima che le aziende introducessero i prodotti
monouso nelle nostre case, le persone riempivano i propri contenitori nei negozi
di quartiere, prendevano in prestito oggetti condivisi per le riunioni e
tramandavano oggetti usati di generazione in generazione. Queste abitudini di
lunga data dimostrano che il riutilizzo è pratico, modellato dalle conoscenze
locali e protegge l’identità culturale. Il recente afflusso di investimenti e il
sostegno politico stanno semplicemente contribuendo a diffondere modelli che
hanno funzionato per generazioni.
Sebbene queste pratiche non siano mai scomparse in molte parti del mondo,
l’Europa sta ora dimostrando come le politiche e gli investimenti possano
portare il riutilizzo su scala cittadina: le politiche municipali, le
infrastrutture condivise e programmi come Elevating Reuse in Cities (ERIC) e
RSVP Reuse Blueprint stanno trasformando i progetti pilota in soluzioni su scala
cittadina con sistemi di deposito e restituzione e strategie di appalto pubblico
che creano posti di lavoro ecosostenibili a livello locale.
Rapporti come The Economics of Reuse Systems (L’economia dei sistemi di
riutilizzo) e Unpacking Reuse in Asia (Il riutilizzo in Asia) illustrano i
vantaggi sociali ed economici del riutilizzo. Citando iniziative
imprenditoriali, i rapporti raccomandano politiche più incisive che includano
tasse di Responsabilità Estesa del Produttore che contribuiscano a finanziare le
infrastrutture di riutilizzo e attribuiscano chiare responsabilità ai produttori
e alle autorità pubbliche.
“Il riutilizzo non può essere considerato solo come un progetto pilota, ma deve
diventare la nuova norma nei sistemi di produzione e consumo. Inoltre, diversi
paesi del Sud-Est asiatico hanno già stabilito delle tabelle di marcia nazionali
che possono costituire una solida base in linea con gli obiettivi di riduzione
dei rifiuti del Trattato Globale sulla Plastica” sottolinea Rahyang Nusantara di
Dietplastik Indonesia, co-convocatore dell’Asia Reuse Consortium, una rete
collaborativa di organizzazioni della società civile, imprese e funzionari
governativi dedicata alla promozione del riutilizzo come alternativa sostenibile
agli imballaggi monouso.
Il 6 gennaio ricorre il Refuse Single-Use Day, un’iniziativa globale lanciata
nel 2023 per contrastare la nostra cultura dell’usa e getta. La campagna unisce
imprese, governi, organizzazioni della società civile e giovani per sfidare le
norme dell’usa e getta. Piuttosto che sostituire un flusso di rifiuti con un
altro, invita a ridurre la dipendenza da tutti i materiali monouso, siano essi
plastica, carta o alternative di origine biologica. Promuovendo sistemi di
riutilizzo reali e modulabili, il movimento sostiene il passaggio da un’economia
basata sul modello “prendi-produci-spreca” a un futuro fondato sul riutilizzo
autentico e sullo zero rifiuti. Quest’anno segna anche un traguardo importante:
il secondo anniversario dell’Asia Reuse Consortium, una forza chiave nel
promuovere la collaborazione sul riutilizzo in tutta la regione.
Un percorso più trasparente da seguire inizia con il finanziamento delle
infrastrutture di riutilizzo, l’allineamento su standard condivisi e la
diffusione di soluzioni locali che stanno già dimostrando il loro valore. Se
fatto bene, il riutilizzo non solo riduce i rifiuti, ma protegge gli ecosistemi
e crea posti di lavoro ecosostenibili con una reale capacità di resistenza. Un
futuro più sano non è una pia illusione, è pratico, è fattibile ed è a portata
di mano. Ricordate: scegliete sempre il riutilizzo (#ChooseReuse).
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TRADUZIONE DALL’INGLESE DI STELLA MARIS DANTE
GAIA