Noi, i familiari delle vittime del massacro di Cutro
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Pixabay.com
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In questi giorni a Crotone dovevano riprendere le udienze del processo per il
massacro di Cutro. Si procederà invece ad un “mero rinvio ad altra composizione
collegiale”. In sostanza una nuova udienza in data da destinarsi.
Conseguentemente salta la prevista conferenza stampa delle ONG riconosciute
parti civili nel dibattimento. Ne abbiamo discusso e pensiamo valga la pena dare
comunque voce alle famiglie rendendo pubblica la lettera che ci hanno inviato
inviato con la speranza di vederla pubblicata. Soprattutto crediamo sia una
buona premessa per la costruzione delle iniziative per il prossimo 26 di
febbraio. Sarebbe auspicabile raccogliere in calce all’appello le adesioni di
quanti credono che la strage non debba essere dimenticata, perché si risponda
con verità e giustizia alle domande dei sopravvissuti e delle famiglie delle
vittime. Per quanti volessero aderire e supportare l’appello delle famiglie:
scrivete a carovanemigranti@gmail.com
[Carovane migranti]
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Noi, i familiari delle vittime del massacro di Cutro. Noi, i sopravvissuti della
Summer Love. È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni
giorno con le ombre dei nostri cari, che sono arrivati morti sulle vostre coste.
Vivere giorno per giorno nella speranza che non accada ad altri; vivere nella
paura che altri membri delle nostre famiglie – bambini, padri, madri, nonni –
non siano costretti ad attraversare il mare per piangere sulle tombe dei propri
cari.
Ci fa più male di tutto la sensazione che vi siate dimenticati di noi. Passa un
anno, poi due e già si avvicina un’altra commemorazione. Alle promesse del
vostro Primo Ministro non sono seguiti fatti concreti. I ricongiungimenti
familiari in cui abbiamo creduto e che abbiamo sperato non si sono realizzati.
Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è
stata mantenuta.
Con le unghie e con i denti, con l’amore per la verità, faremo in modo di
tornare a Roma nei luoghi delle promesse infrante. Torneremo nel vostro Paese
per guardarvi negli occhi e chiedervi: perché vi siete dimenticati di noi?
Vogliamo tornare il prossimo febbraio e non sentirci soli nella notte di
Steccato di Cutro, in balia di un mare di promesse e lacrime che – ormai per il
terzo anno consecutivo – non porteranno a nulla.
[Seguono i nomi delle famiglie]
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