GRAN BRETAGNA: “RISCHIO DI MORTE IMMINENTE” PER 3 ATTIVISTE-I DI PALESTINE ACTION IN SCIOPERO DELLA FAMERischia di precipitare la drammatica situazione dei militanti di Palestine
Action, in sciopero della fame da oltre due mesi nelle carceri britanniche. Tre
dei detenuti — Heba Muraisi, Kamran Ahmed e Lewie Chiaramello — sono a rischio
imminente di morte e in sciopero rispettivamente da 71, 64 e 50 giorni. Un
quarto detenuto, il ventenne Umer Khalid, ha ripreso lo sciopero della fame
interrotto dopo 13 giorni per motivi di salute.
Nel frattempo, decine di intellettuali da tutto il mondo hanno firmato una
dichiarazione di solidarietà con i prigionieri, la cui lunga detenzione senza
alcun processo, con accuse legate all’attivismo per la Palestina, ha suscitato
critiche da parte di diverse organizzazioni per i diritti umani, alle quali si è
unita la settimana scorsa Amnesty International. Tra i firmatari della
dichiarazione Naomi Klein, Angela Davis e Ilan Pappé, insieme a docenti di varie
discipline, fra i quali gli italiani Sandro Mezzadra e Vittorio Morfino.
Con lo sciopero della fame, gli attivisti di Palestine Action chiedono: la fine
di ogni forma di censura durante la loro detenzione, in particolare, vogliono
poter comunicare liberamente; libertà su cauzione immediata, dato che sono
ancora in attesa di processo; il diritto ad un processo equo; la revoca della
proscrizione di Palestine Action; la chiusura di Elbit Systems, azienda che
produce armi (anche) in Gran Bretagna per l’esercito israeliano.
Ci aggiorna sulla situazione Carlo Giannuzzi, nostro storico corrispondente
sulle questioni irlandesi (e non solo) oltre che co-curatore della rubrica e del
podcast “Diario d’Irlanda”. Ascolta o scarica