ALEPPO E TISHRIN: RAID DI DAMASCO E ANKARA. CORRISPONDENZA CON UNA COMPAGNA INTERNAZIONALISTA DAL ROJAVA
Siria. Da una settimana i quartieri autogovernati a maggioranza curda – Sheikh
Maqsoud, Ashrefye e Bani Zeid – sono aggrediti da parte delle milizie salafite e
jihadiste, ora inquadrate nell’esercito di Damasco, quello dell’ex jihadista e
oggi autoproclamatosi presidente Al Jolani. Le forze del confederalismo curdo
hanno accettato un cessate il fuoco, con trasferimento di civili e delle proprie
forze in direzione del Rojava, pur continuando “la resistenza e la lotta delle
nostre forze, attraverso vari mezzi e metodi”.
Difficile capire in questi momenti la situazione sul terreno, anche perché
Damasco – sostenuta esplicitamente dalla Turchia – ha nel contempo attaccato la
diga di Tishrin, nel cantone di Kobane, fondamentale per l’approvvigionamento
elettrico della regione. In questo caso direttamente le Fds, Forze democratiche
siriane, fanno sapere che “i cieli sopra e intorno alla diga di Tishrin sono
stati teatro di intensi voli di droni suicidi appartenenti a fazioni affiliate
al governo di Damasco, mentre i dintorni della diga sono stati sottoposti a
pesanti bombardamenti di artiglieria da parte di queste fazioni. Gli aerei da
guerra turchi continuano a sorvolare intensamente la zona. Le nostre forze
stanno monitorando attentamente la situazione”.
Intanto la resistenza curda (ma non solo) ha attaccato siti web di sei ministeri
siriani, al posto dei quali sono state mostrate immagini di combattenti morti
per difendere il territorio dagli attacchi di Damasco. Stessa situazione
riguarda altre centinaia e centinaia di siti web siriani vicini ad Al Jolani e
alle sue milizie.
Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza con una compagna internazionalista che si
trova in Rojava. Ascolta o scarica
Nella serata di domenica 11 gennaio, le Forze di Sicurezza Interne di Sheikh
Maqsoud, legata al confederalismo democratico, hanno diffuso un comunicato
stampa:
“A partire dal 6 gennaio 2026, bande mercenarie affiliate al Governo provvisorio
di Damasco, con il supporto di aerei da ricognizione dello Stato turco e
utilizzando carri armati, artiglieria, veicoli blindati e ogni tipo di arma
pesante, insieme a migliaia di militanti armati, hanno lanciato un brutale
attacco contro i nostri quartieri.
Questi attacchi miravano a sottomettere il nostro popolo nei quartieri allo
sterminio, alterare la composizione demografica della zona e infrangere la
dignità del nostro popolo. Tuttavia, le nostre forze, sulla base di una
decisione del Consiglio popolare dei quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyah,
hanno deciso di resistere e difendere la loro dignità.
Su questa base, è stata lanciata una resistenza sacrificale e i nostri
combattenti non hanno esitato a offrire la loro vita in difesa dei quartieri e
della dignità della nostra gente. Non c’è stata alcuna ritirata e la resa non è
stata accettata. Le informazioni relative all’identità dei martiri saranno
condivise con il pubblico in un secondo momento. Durante questa fase della
guerra, il nostro popolo è stato sottoposto ad attacchi barbarici e violenti,
che hanno causato numerose vittime e martiri. I feriti si sono riuniti per
ricevere cure nell’unico ospedale del quartiere, il Khalid Al-Fajr Hospital. Le
bande hanno preso di mira questo ospedale decine di volte con armi pesanti,
oltre ai droni turchi Bayraktar, nel tentativo di compiere un massacro al suo
interno.
Alla fine, per impedire massacri e garantire l’evacuazione in sicurezza dei
feriti, dei civili, delle donne e dei bambini dall’ospedale e il loro
trasferimento in zone sicure, è stato dichiarato un cessate il fuoco parziale.
Le nostre forze hanno affrontato il cessate il fuoco con un alto senso di
responsabilità fino a quando l’ospedale non è stato svuotato e i feriti sono
stati evacuati.
D’ora in poi, le nostre forze continueranno, senza esitazione e fino alla fine,
a seguire le orme dei loro martiri in difesa del libero arbitrio e della dignità
del nostro popolo. La resistenza e la lotta delle nostre forze persisteranno
attraverso vari mezzi e metodi.
Forze di sicurezza interne – Sheikh Maqsoud
11 gennaio 2026″.