IRAN: CONTINUANO LE RIVOLTE DI MASSA CONTRO CARO-VITA E REGIME. CONTATTI TEHERAN – WASHINGTONIn Iran, internet è bloccato da oltre 100 ore. Oggi, martedì 13 gennaio 2026,
sono state riattivate le telefonate internazionali dopo due settimane di
proteste di massa e rivolte contro caro-vita, crisi economica e contro il regime
degli Ayatollah, che sta rispondendo con una repressione feroce.
Funzionari iraniani, anonimi, riferiscono all’agenzia Reuters di 2mila morti tra
manifestanti e poliziotti, mentre alcuni media media delle opposizioni
all’estero – come Iran International, basato a Londra e finanziati da
investitori sauditi – riferiscono di 12mila morti, in gran parte nel fine
settimana, proprio in occasione dello stop di massa alla rete internet in tutto
l’Iran.
A livello internazionale il presidente statunitense Trump ha detto che
“qualsiasi paese che intrattenga rapporti commerciali con l’Iran dovrà pagare
una tariffa del 25% su tutte le transazioni effettuate con gli Usa”.
Cina e Russia replicano: “difenderemo i nostri interessi commerciali con
Teheran”, dove ieri, 12 gennaio, gli Ayatollah hanno chiamato migliaia di
persone a una contromanifestazione a sostegno della Repubblica islamica, che
oggi – per bocca del governo centrale – annuncia “un nuovo piano economico per
aumentare il potere d’acquisto di molti cittadini”. Come, per ora, non si sa.
Il ministro degli esteri iraniano, Araghachi, intanto, tratta con Witkoff,
inviato speciale Usa, per tentare di evitare lo scontro armato, da più parti – a
partire da Israele – ritenuta un’opzione auspicabile per rovesciare gli
Ayatollah.
In mezzo c’è la popolazione civile iraniana, contraria a interventi esterni e a
governi paracadutati – come quello dell’erede dello Scià – ma ormai in rotta di
collisione diretta e radicale con un regime al potere da mezzo secolo.
Su Radio Onda d’Urto abbiamo parlato delle cause della rivolta di massa, della
composizione delle piazze, degli obiettivi delle mobilitazioni e di quelli dei
tentativi di ingerenza dall’estero con Giuseppe Acconcia, docente di Storia
delle relazioni internazionali all’Università Statale di Milano. Ascolta o
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