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USA, cartelli contro l’ICE sui cavalcavia: una forma di protesta creativa e potente
Un movimento di resistenza in continua crescita si sta sviluppando lungo le strade e le autostrade americane, dove i cittadini utilizzano ponti e cavalcavia per esporre cartelli con messaggi politici. In tutto il Paese, gruppi organizzati in modo informale come le Visibility Brigades stanno trasformando viadotti, ponti e cavalcavia in cartelloni pubblicitari politici. Ciò che rende queste proteste diverse dalle forme tradizionali non è solo il formato, ma anche il pubblico. Una manifestazione spesso si rivolge a persone già convinte, mentre i cartelli sui cavalcavia attirano l’attenzione di tutti: pendolari, camionisti, genitori che vanno a prendere i figli a scuola, persone che non parteciperebbero mai a una manifestazione, ma che devono comunque tornare a casa. Da quando Trump è tornato in carica, queste azioni si sono diffuse rapidamente. Nei giorni successivi all’uccisione di Renee Nicole Good da parte di un agente dell’ICE a Minneapolis, nel giro di poche ore sono apparsi cartelli di protesta sui cavalcavia in Montana, New Jersey, California, Minnesota e Kentucky. Le proteste sui cavalcavia sono spesso gioiose, strane, creative. Costumi. Musica. Simboli invece di slogan. Rifiutano l’idea che la resistenza debba essere cupa per farsi prendere sul serio. Gli organizzatori affermano che l’obiettivo non è solo esprimere l’indignazione, ma anche ricordare alle persone che non sono sole e isolate, che l’opposizione esiste in luoghi che i media ignorano. Le proteste sui cavalcavia sono la prova che gli americani continuano a inventare modi per farsi vedere, anche quando il sistema preferirebbe che rimanessero invisibili. E forse questa è la parte più potente: niente grandi leader, niente permessi, niente attese per le prossime elezioni. Solo gente in piedi sopra il traffico, che dichiara ciò che milioni di persone pensano e si assicura che venga visto. Fonti: Pagina Facebook The Other 98% Pagina Facebook Visibility Brigade Redazione Italia
USA, veglie e manifestazioni per Renee Nicole Good
Secondo la pagina Facebook The Other 98% questo fine settimana oltre 1.000 veglie, raduni e manifestazioni si stanno svolgendo in tutti gli Stati Uniti dopo che gli agenti dell’ICE hanno sparato a tre persone in due città, uccidendo Renee Nicole Good a Minneapolis e ferendo Yorlenys Betzabeth Zambrano-Contreras e Luis David Nico Moncada a Portland. Lo slogan comune è ICE Out for Good Weekend of Action, un gioco di parole in cui si unisce il cognome della donna uccisa a Minneapolis alla volontà di sbarazzarsi definitivamente degli agenti assassini. Partecipano grandi città e piccoli centri, sobborghi e comunità rurali, uniti non solo per commemorare le vittime, ma anche e soprattutto per rifiutare omicidi a sangue freddo come una normale applicazione della legge. Le manifestazioni si possono seguire online grazie a Indivisible, la rete che ha organizzato le proteste No Kings Day dello scorso anno. La raccolta fondi per Renee Nicole Good ha superato in poche ore un milione e mezzo di dollari, prima che gli organizzatori la chiudessero e invitassero le persone a donare i loro soldi ad altre famiglie bisognose. Gli amici hanno chiarito che il denaro sarà depositato in un fondo fiduciario per sua moglie e i suoi figli. Intanto Rebecca Brown Good, moglie di Renee Nicole Good, ha rilasciato una commovente dichiarazione: “Innanzitutto, voglio esprimere la mia gratitudine a tutte le persone che da ogni parte del Paese e del mondo si sono fatte avanti per sostenere la nostra famiglia. Questa gentilezza da parte di estranei è il tributo più appropriato, perché se avete mai incontrato mia moglie, Renee Nicole Macklin Good, sapete che sopra ogni altra cosa lei era gentile. Anzi, la gentilezza irradiava da lei. Renee scintillava. Letteralmente scintillava. Non si metteva glitter, ma giuro che aveva scintille che le uscivano dai pori. Sempre. Potreste pensare che sia solo l’amore a parlare, ma la sua famiglia diceva la stessa cosa. Renee era fatta di sole. Renee viveva secondo una convinzione fondamentale: nel mondo esiste la gentilezza e noi dobbiamo fare tutto il possibile per trovarla dove risiede e coltivarla dove ha bisogno di crescere. Renee era una cristiana che sapeva che tutte le religioni insegnano la stessa verità essenziale: siamo qui per amarci gli uni gli altri, prenderci cura gli uni degli altri e mantenerci al sicuro e integri a vicenda. Come hanno fatto le persone in ogni luogo e in ogni epoca, ci siamo trasferiti per costruirci una vita migliore. Abbiamo scelto il Minnesota come nostra casa. Per tutto il lungo viaggio in macchina fino a qui, ci tenevamo per mano mentre nostro figlio disegnava sui finestrini per passare il tempo e le miglia. Quello che abbiamo trovato arrivando qui è stata una comunità vibrante e accogliente: abbiamo fatto amicizia e diffuso gioia. E sebbene qualsiasi posto in cui fossimo insieme fosse casa, qui a Minneapolis c’era un forte senso condiviso che ci prendessimo cura gli uni degli altri. Qui avevo finalmente trovato pace e un porto sicuro. Questo mi è stato tolto per sempre. Stavamo crescendo nostro figlio affinché credesse che non importa da dove vieni o come appari: tutti meritiamo compassione e gentilezza. Renee incarnava questa convinzione ogni giorno. Lei è puro amore. Lei è pura gioia. Lei è puro sole. Mercoledì 7 gennaio ci siamo fermati per sostenere i nostri vicini. Noi avevamo i fischietti. Loro avevano le pistole. Renee lascia tre figli straordinari; il più piccolo ha solo sei anni e ha già perso suo padre. Ora tocca a me crescere nostro figlio e continuare a insegnargli, come credeva Renee, che ci sono persone che stanno costruendo un mondo migliore per lui. Che le persone che hanno fatto questo avevano paura e rabbia nel cuore, e noi dobbiamo mostrare loro una strada migliore. Vi ringraziamo per la privacy che state concedendo alla nostra famiglia mentre elaboriamo il lutto. Vi ringraziamo per aver garantito che l’eredità di Renee sia quella della gentilezza e dell’amore. Onoriamo la sua memoria vivendo i suoi valori: rifiutando l’odio e scegliendo la compassione, voltando le spalle alla paura e perseguendo la pace, rifiutando la divisione e sapendo che dobbiamo unirci per costruire un mondo in cui tutti possano tornare a casa sani e salvi dalle persone che amiamo. Rebecca”     Redazione Italia