La Befana della Polizia 2026: un Natale di sorprese al Policlinico Gemelli
Anche quest’anno, nel 2026, la Befana della Polizia di Stato si è presentata al
Policlinico Gemelli di Roma, a bordo della Lamborghini “Huracan”, per fare
visita ai piccoli degenti del reparto pediatrico oncologico, con le calze,
targate ovviamente Polizia di Stato (clicca qui).
Ma la propaganda, quest’anno, non finisce qui perché questa si sviluppa a 360
gradi indirizzandosi a vari target di popolazione coinvolgendo nella campagna
“promozionale” anche le testate giornalistiche locali che puntualmente segnalano
enfaticamente tutte quelle notizie sulle forze dell’ordine che in un modo o
nell’altro possono incuriosire il lettore per i loro “salvataggi” eroici o per
fatti curiosi in puro stile circense.
È il caso dello zainetto ritrovato a Verona da uno zelante poliziotto che subito
dopo aver restituito la refurtiva al legittimo proprietario, si vede coinvolto,
insieme ai colleghi del commissariato, in una richiesta di fidanzamento in
diretta, tra il derubato e la propria giovane compagna (clicca qui per la
notizia).
Ci chiediamo se questo zelo nel raccontare queste notizie irrilevanti per la
popolazione sia frutto di una povertà comunicativa e dell’inconsapevolezza di
alcuni cronisti locali o sia invece una deliberata strategia a livello nazionale
del Ministero degli Interni che da anni coinvolge stampa locale, l’ufficio
centrale comunicazione e immagine del Ministero inserita in un quadro
generalizzato di ricettività della popolazione.
Quest’ultimo aspetto è sviluppato anche attraverso campagne di promozione
dell’immagine “positiva” delle forze dell’ordine che vede delle accelerazioni
notevoli proprio in occasione delle festività, in particolare il Natale durante
il quale vige il diktat, derivante da un grande classico dei luoghi comuni,
secondo il quale in questo periodo “tutti sono più buoni”.
Uno dei tanti esempi può essere il mega cartellone luminoso all’aeroporto di
Palermo che a gennaio inoltrato, propone ancora improbabili personaggi festosi
che intorno ad un albero di Natale, maneggiano delle palle marchiate Polizia di
Stato, in particolare una bambina che grazie alle braccia possenti di un
poliziotto appende una palla nel ramo più alto. Tra i vari personaggi non
potevano mancare, per completare il quadro retorico, le persone dalla pelle nera
e i disabili, in questo caso un giovane con una protesi a una gamba. Disabilità,
in tutte le sue forme, infanzia, genere femminile, cani affettuosi, ecc. sono i
classici combustibili che alimentano questa retorica normalizzante.
Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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