Le domande che avrei fatto a Giorgia Meloni
Dopo un anno – un anno – senza conferenze stampa (un fatto mai visto nella
storia repubblicana), oggi si è aperta un’occasione rara: friggere, come dicono
gli inglesi, una politica fondata sull’elusione dei fatti e sulla riscrittura
del reale.
Era il momento di mettere alla prova, davanti al Paese, la politica più
sfacciatamente bugiarda che la Repubblica abbia conosciuto. Quell’occasione è
stata mancata. E ciò che non è stato chiesto oggi pesa quanto, forse più di, ciò
che è stato detto.
Le domande scomode che nessuno ha fatto alla Presidente del Consiglio Giorgia
Meloni:
1 Perché ha consentito, in piena violazione del diritto internazionale, a
Benjamin Netanyahu di sorvolare indisturbato i cieli italiani, non una ma due
volte, nonostante un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e
genocidio?
2 Perché il suo governo continua a sostenere politicamente e diplomaticamente
Israele senza mai pronunciare una condanna chiara per il massacro di civili
palestinesi, bambini inclusi?
3 Per quale motivo l’Italia non ha sospeso la vendita e il transito di armi
verso Israele, come previsto dalla legge 185/90, assumendosi il rischio di una
complicità diretta in crimini internazionali?
4 Perché ha definito “legittimo” l’intervento militare degli Stati Uniti in
Venezuela, giustificandolo come autodifesa contro il narcotraffico, una tesi
giuridicamente fragile e successivamente smentita persino nel dibattito politico
e giudiziario statunitense?
5 Perché il suo governo continua a colpire il diritto di sciopero, di protesta e
di dissenso, criminalizzando lavoratori, studenti e movimenti civili in nome
dell’ordine pubblico?
6 Perché ogni volta che la magistratura applica la legge in modo sgradito al
governo viene delegittimata, attaccata o minacciata di riforme punitive,
mettendo in discussione la separazione dei poteri?
7 Come giustifica gli accordi con regimi responsabili di torture, stupri e
deportazioni di migranti, mentre criminalizza ONG e soccorritori che salvano
vite in mare?
8 Perché evita un confronto pubblico serio sul crollo del potere d’acquisto, sui
salari tra i più bassi d’Europa e sulla precarietà crescente, mentre profitti e
rendite restano sostanzialmente intoccati?
9 Perché il suo governo sta progressivamente soffocando cultura, cinema,
editoria e informazione critica, riducendo fondi e spazi di autonomia e
premiando invece l’allineamento ideologico?
10 Perché sulla vicenda di Acca Larentia continua a sottrarsi a una presa di
posizione netta e inequivocabile sulla matrice neofascista della commemorazione
e sulla necessità di una memoria antifascista non ambigua?
11 Può chiarire il suo ruolo e quello del suo governo nel caso Almasri,
spiegando come sia possibile la gestione dell’arresto e del rimpatrio con aereo
di Stato senza che questo rappresenti un’altra grave violazione del diritto
internazionale?
12 Lei riconosce La Corte Penale Internazionale?
13 Perché non ha difeso pubblicamente Francesca Albanese, cittadina italiana e
relatrice ONU, violentemente attaccata da Donald Trump per il suo lavoro sui
crimini a Gaza?
14 Alla luce dell’inchiesta di Report sulle stragi e sui legami storici e
attuali dell’estrema destra con apparati e zone d’ombra dello Stato, perché il
suo governo non ritiene necessario fare piena luce e assumersi una
responsabilità politica?
15 Sempre a seguito di un’inchiesta di Report, qual è la posizione ufficiale del
governo italiano sulle presunte ingerenze del Mossad nel processo Eternit, e
perché non è stata avviata alcuna iniziativa per tutelare l’indipendenza della
magistratura italiana?
16 Perché, dopo un anno, ha scelto di concedere una sola conferenza stampa, ed
ha concesso solo interviste con giornalisti filogovernativi?
Alessandro Negrini, Componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla
legalità e sui diritti
Redazione Italia