Gli USA stanno rilanciando la “guerra alla droga” in America Latina
Dopo oltre 200 morti e mesi di bombardamenti contro imbarcazioni accusate di
essere legate al narcotraffico internazionale, gli Stati Uniti stanno
accelerando la loro campagna contro il “commercio illegale”. Il Segretario alla
Difesa Pete Hegseth ha annunciato presunte collaborazioni con Colombia,
Guatemala e Honduras per avviare operazioni terrestri nei rispettivi territori e
spostare la nuova “guerra alla droga” trumpiana dal mare al suolo di Paesi
terzi. L’annuncio è arrivato al termine della maxi-esercitazione militare
Panamax, la prima in 14 anni, alla quale hanno partecipato 19 Paesi. L’obiettivo
dichiarato dell’addestramento era «difendere il Canale di Panama, rafforzare la
prontezza regionale e sviluppare la capacità collettiva di smantellare le
minacce comuni all’emisfero occidentale». La nuova fase della campagna arriva
dopo le recenti elezioni in America Latina, che hanno portato al potere diversi
alleati di Washington. Già nei mesi scorsi gli USA avevano condotto operazioni
militari congiunte in territorio straniero, come in Messico ed Ecuador,
nell’ambito della campagna internazionale ribattezzata “Scudo delle Americhe”.
L’annuncio di Hegseth è arrivato lo scorso 13 agosto, durante la cerimonia di
chiusura di Panamax, svoltasi proprio a Panama. Il Segretario alla Difesa ha
lodato la riuscita dell’esercitazione e rilanciato il programma Scudo delle
Americhe e la relativa missione operativa, la Coalizione americana contro i
cartelli (“Americas Counter Cartel Coalition”, ACCC o A3C). Lanciato il 7 marzo
durante un vertice con i leader dei Paesi dell’emisfero occidentale, il
programma prevede la collaborazione tra gli Stati aderenti attraverso lo scambio
di informazioni e il coordinamento di operazioni congiunte per individuare e
smantellare le presunte reti del narcotraffico internazionale: lo Scudo delle
Americhe funge da forum politico per i capi di Stato e di governo, mentre l’A3C
ne costituisce il braccio operativo. All’iniziativa partecipano Stati Uniti,
Argentina, Bolivia, Cile, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El
Salvador, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay e Trinidad e Tobago.
«Stiamo collaborando con l’Ecuador, la Colombia e i nostri partner per
combattere le organizzazioni criminali sulla terraferma. Ovunque si traffichi
droga, ovunque si minacci il popolo americano o i nostri partner, si diventa un
bersaglio, proprio come l’ISIS o al-Qaeda», ha dichiarato Hegseth rispondendo
alla domanda di un giornalista, aggiungendo che analoghi accordi sarebbero stati
raggiunti con Honduras e Guatemala. Le autorità dei tre Paesi, contattate
dall’agenzia di stampa internazionale Associated Press, non hanno fornito
chiarimenti sulle dichiarazioni di Hegseth. La Colombia, tuttavia, ha mostrato
con parole e azioni di voler intensificare la lotta al narcotraffico, anche
attraverso una maggiore collaborazione con gli Stati Uniti. Il nuovo presidente
Abelardo de la Espriella ha infatti fatto del contrasto al narcotraffico uno dei
cavalli di battaglia della sua campagna elettorale e, già nel discorso di
insediamento del 7 agosto, ha dichiarato che la sua amministrazione avrebbe
«sradicato definitivamente il flagello delle coltivazioni illecite», annunciando
inoltre l’intenzione di aderire al programma Scudo delle Americhe.
Nei primi giorni di governo de la Espriella, il nuovo ministro della Difesa
colombiano Jorge Eduardo Mora ha annunciato l’avvio di numerose operazioni
contro la criminalità organizzata e i gruppi armati ancora attivi nel Paese. Nel
corso del suo discorso, Hegseth ha affermato che la Colombia si sarebbe offerta
di «ospitare il quartier generale, o un centro operativo, dell’ACCC come nuovo
19° membro». Intervenendo all’evento insieme a Hegseth, lo stesso Mora ha
sottolineato come la Colombia potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella lotta
contro i narcotrafficanti sia sulla costa del Pacifico sia su quella dei
Caraibi. «Credo che sia giunto il momento per i cartelli narco-terroristici di
confrontarsi con la potenza e le capacità dell’intero emisfero, guidato dagli
Stati Uniti», ha dichiarato.
La Colombia è appena uscita da un’elezione che ha visto trionfare lo stesso de
la Espriella, politico indipendente vicino all’agenda di Trump. Bogotá non è
però l’unica capitale latinoamericana dove negli ultimi mesi si sono tenute
elezioni vinte da politici vicini a Washington: a giugno, in Perù, è stata
eletta Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore, che ha espresso la volontà di
rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti e di aderire allo Scudo delle Americhe
di Trump; nel dicembre dello scorso anno, in Cile, si è insediato José Antonio
Kast, ultraliberista e nostalgico di Pinochet, apertamente allineato all’agenda
trumpiana; a ottobre, in Bolivia, è salito al potere Rodrigo Paz, mettendo fine
a quasi vent’anni di predominio del MAS. Guardando poco più indietro,
nell’aprile 2025, l’Ecuador ha visto la riconferma di Daniel Noboa, conservatore
orientato alla cooperazione militare con Washington. Proprio Noboa e l’Ecuador
sono stati protagonisti di una delle prime operazioni terrestri congiunte con
gli Stati Uniti contro il narcotraffico, condotta all’inizio di marzo, pochi
giorni prima dell’annuncio del programma Scudo delle Americhe.
Forti delle recenti vittorie della destra in Colombia e Perù e delle altre
elezioni tenutesi nell’ultimo anno, gli Stati Uniti stanno intensificando la
propria campagna militare in America Latina. La nuova guerra alla droga
trumpiana, inaugurata all’insegna della cosiddetta “Dottrina Donroe” – una
fusione tra la più nota Dottrina Monroe e il nome di Trump – è stata lanciata lo
scorso settembre, quando Washington ha iniziato a condurre attacchi contro
imbarcazioni accusate di essere legate al narcotraffico internazionale. Gli
Stati Uniti hanno mobilitato portaerei e navi da guerra che, nei mesi
successivi, sono state impiegate anche per esercitare pressione su Cuba e
Venezuela. Non è noto il numero esatto delle vittime della campagna militare
statunitense, ma secondo un’analisi della CNN pubblicata lo scorso luglio,
sarebbero almeno 221.
The post Gli USA stanno rilanciando la “guerra alla droga” in America Latina
appeared first on L'INDIPENDENTE.