La fine dell’ordine internazionale basato sulle regole
A Davos Mark Carney, Emmanuel Macron e perfino Ursula von der Leyen si sono
espressi con toni duri nei confronti della sempre maggiore aggressività
statunitense. Le parole più pesanti sono state spese da Carney, che ha
dichiarato che “l’ordine internazionale basato sulle regole” è finito, e “non
tornerà.” “Per decenni, paesi come il Canada ne hanno beneficiato,” ha
commentato Carney. “Abbiamo aderito alle sue istituzioni, ne abbiamo elogiato i
principi,” anche se “sapevamo che la storia… era parzialmente falsa”: “I più
forti si esentavano quando era conveniente,” e “le regole commerciali venivano
applicate in modo asimmetrico.” Quella in corso, forzata dal comportamento
dell’amministrazione Trump II è “una rottura, non una transizione” dal vecchio
mondo, e che ora “i potenti possono fare quello che vogliono e i deboli devono
soffrire quello che devono.” Il discorso di Carney non è però sconfittista,
semplicemente rivendica e chiede agli altri leader di avere la stessa lucidità
nel lavorare con gli Stati Uniti: “Il vecchio ordine non tornerà. Non dovremmo
piangerlo. La nostalgia non è una strategia.” (YouTube)
Nel proprio intervento, Emmanuel Macron ha dichiarato esplicitamente che
l’obiettivo dell’amministrazione statunitense era di “indebolire e mettere in
posizione di subordinazione l’Europa.” Macron ha criticato fortemente Trump,
dicendo che questo “non è il momento per nuovi imperialismi o nuovi
colonialismi,” e che quello che serve è “lo stato di diritto,” non la
“violenza.” Von der Leyen ha usato toni più morbidi, ma ha comunque descritto i
nuovi dazi minacciati da Trump come “un errore,” accusando gli Stati Uniti di
non essere più affidabili: “Abbiamo concordato un accordo commerciale lo scorso
luglio, e in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. Quando gli
amici si stringono la mano, deve significare qualcosa.” Von der Leyen ha
dichiarato che la risposta comunitaria sarà “inflessibile, unita e
proporzionale” — anche se finora l’UE ha faticato a dare qualsiasi risposta
oltre le parole, anche perché si continua a pensare agli Stati Uniti come ad
“amici” con cui stringere la mano, forse. (YouTube)
Nel frattempo, qualcosa sul fronte comunitario si muove: secondo una fonte
diplomatica UE di POLITICO, “la determinazione c’è da qualche giorno,” per
arrivare a una risposta forte contro gli Stati Uniti. “C’è un sostegno molto
ampio sul fatto che l’UE debba prepararsi a tutti gli scenari, e questo include
anche che tutti gli strumenti siano sul tavolo” — un riferimento allo strumento
anti-coercizione e al pacchetto di ritorsione ai dazi statunitensi. Secondo un
funzionario francese si è arrivati a “una convergenza con i tedeschi” in merito:
“C’è stato un risveglio da parte loro, sul fatto che dobbiamo smettere di essere
ingenui.” (POLITICO)