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CHIAPAS: “UN QUIROFANO EN LA SELVA LACANDONA”. VIA AL PROGETTO SOLIDALE PER UNA STRUTTURA SANITARIA AUTONOMA ZAPATISTA
30 anni fa, il 16 febbraio 1996, l’EZLN – l’Esercito zapatista di liberazione nazionale, in Chiapas – e l’allora Governo messicano guidato dal presidente Ernesto Zedillo – firmavano gli Accordi di San Andrés. L’intesa, siglata a San Andrés Larráinzar (Chiapas) a due anni dall’insurrezione zapatista del Capodanno 1994, puntava a “riconoscere i diritti, l’autonomia e la cultura delle popolazioni native”, trasformando la rivolta zapatista in battaglia politica.  Le promesse di San Andrés furono ben presto tradite dallo Stato messicano: “gli accordi – scrive a commento oggi, 30 anni dopo, il nostro collaboratore Andrea Cegna nella newsletter Il Finestrino – diventeranno legge solo nel 2001, con il governo di Vicente Fox. Una legge che, secondo l’EZLN, tradiva però quanto firmato cinque anni prima. Tradimento è la parola usata dai neozapatisti: non per indicare una semplice applicazione parziale o ritardata, ma la rottura di un patto e la fine dello spazio di dialogo”. Da allora a oggi, il movimento zapatista ha continuato il proprio percorso di autonomia, in dialogo continuo e costante con le comunità del Chiapas e con il sostegno di realtà solidali in tutto il mondo. Da quest’intreccio nasce, in queste ore, un nuovo progetto, la seconda tranche di “Un Quiròfano en la Selva Lacandona“, che punta a realizzare una struttura sanitaria autonoma per le popolazioni della Selva Lacandona. L’obiettivo è raccogliere 50.000 euro: clicca qui per partecipare alla raccolta fondi. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a due voci con Andrea Cegna – nostro collaboratore, curatore de “Il Finestrino” e del collettivo 20zln.org – e Vito Raspanti, compagno di Terra Insumisa – Sicilia Sud Globale, realtà che fanno parte della Rete Europa Zapatista. Ascolta o scarica  
February 16, 2026
Radio Onda d`Urto
CHIAPAS: CORRISPONDENZA AL TERMINE DEL SEMILLERO ZAPATISTA “DI PIRAMIDI, STORIA, AMORI E – CHIARO – DISAMORI”.
“Di piramidi, di storie, di amori e, chiaro, di disamori”. Con queste parole d’ordine la Commissione Sesta Zapatista ha ospitato in Chiapas un migliaio di compagne-i, in arrivo un po’ da tutto il mondo, per prendere parte a un “Semillero e celebrare così le resistenze e le ribellioni del mondo”. L’appuntamento di fine dicembre 2025 ha anticipato, di poche ore, le celebrazioni del 1 gennaio 2026, 32esimo anniversario dall’inizio pubblico della rivoluzione zapatista, esplosa a livello internazionale con la comparsa dei passamontagna neri con la stella rossa, quelli dell’EZLN, capaci di conquistare 7 Municipi del Sud Est del Messico nelle prime ore del 1994, cogliendo totalmente di sorpresa tanto le autorità messicane quanto il resto del mondo. Da allora le comunità zapatiste, tra mille difficoltà, continuano a esistere e quindi a r-esistere, oltre a interrogarsi su come connettere e collegare le tante resistenze sparse e spesso isolate per il mondo contro la violenta ferocia estrattivista e predatoria – e ora anche palesemente bellicista e militarista – del capitalismo. La proposta zapatista è quella lanciata il 1 gennaio 2024, nel 30ennale della rivoluzione zapatista; quella del “Comune”, riassunta così dal Subcomandante Insurgente Moisés: “La proprietà deve essere comune e del popolo, e il popolo deve governarsi da solo”. Tornando ora su quel percorso, lo stesso Moisés ha chiarito: “nel 2024 abbiamo lanciato il progetto politico del Comune, dandoci come scadenza i prossimi…120 anni. Ne sono passati 2; quindi, abbiamo davanti a noi altri 118 anni di lotta“. E ancora, proseguendo nell’intervento  in occasione del 32esimo anniversario dal 1 gennaio 1994 (qui la traduzione integrale del discorso di Moisés): “Il lavoro che abbiamo davanti richiede coraggio, pensiero, sforzo, sacrificio. Andiamo avanti con tutti gli animi, perché c’è molto lavoro da fare. Ci saranno compagni e compagne che si stancheranno. Ma quelli di noi che sono disposti devono continuare. Non basta ricordare i nostri compagni caduti: dobbiamo continuare ciò per cui sono caduti. Per questo, compagni e compagne zapatisti, compagni e compagne del Messico e del mondo, fratelli e sorelle del Messico e del mondo, vi presentiamo questo. Perché il Comune ci manca ancora molto. Ma sappiamo che, con tanto lavoro, tanto pensiero, tanto sforzo e tanto sacrificio, passo dopo passo arriveremo a ciò che vogliamo: libertà, giustizia e democrazia”. Dal Messico su Radio Onda d’Urto Andrea Cegna, nostro collaboratore, curatore della newsletter Il Finestrino, che ha partecipato al Semillero di San Cristobal de las Casas, Chiapas, e alle celebrazioni per i 32 anni dalla rivoluzione zapatista. Ascolta o scarica.
January 5, 2026
Radio Onda d`Urto