[2026-01-09] Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia! PRESIDIO A CAMPO DE’ FIORI @ Piazza Campo de' Fiori
NON DIMENTICHIAMO: ROMA CON SAKINE, FIDAN E LEYLA. 2013-2026 ANCORA CHIEDIAMO
VERITÀ E GIUSTIZIA! PRESIDIO A CAMPO DE’ FIORI
Piazza Campo de' Fiori - Piazza Campo de' Fiori
(venerdì, 9 gennaio 18:00)
VENERDÌ 9 GENNAIO 2026 ORE 18.00 - PRESIDIO A CAMPO DE’ FIORI
Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo
verità e giustizia!
“Il dolore e l’oppressione che la società e le donne hanno vissuto nella storia
e continuano a sperimentare oggi, riguardano la consapevolezza, la creazione di
coscienza, pensiero, prospettiva e mezzi di lotta. Possiamo superare questa
situazione solo attraverso un’ampia organizzazione”.
Il 9 gennaio 2013 le militanti curde Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin)
e Leyla Şaylemez (Ronahî) venivano assassinate a colpi di pistola mentre si
trovavano nel Centro culturale curdo di Parigi. Tutte e tre rivestivano ruoli
importanti all’interno del movimento curdo: Fidan Doğan era la rappresentante
del Congresso Nazionale Curdo in Francia, Leyla Şaylemez era attiva
nell’organizzazione giovanile e Sakine Cansız, oltre ad essere stata una delle
fondatrici del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, si era battuta per
l’affermazione e l’organizzazione delle donne all’interno del Partito stesso.
Ömer Güney, sospettato dell’omicidio, venne arrestato pochi giorni dopo, ma morì
per una presunta malattia poco prima dell’avvio del processo. Fin da subito fu
chiaro che la ricerca del mandante portava in Turchia coinvolgendo i servizi
segreti turchi ma, ancora oggi, i documenti che la chiamerebbero in causa sono
tenuti sotto segreto di Stato dalle autorità francesi.
Il 23 Dicembre 2022 altri tre attivisti curdi sono stati assassinati davanti al
Centro culturale curdo di Parigi: Evin Goyi, rappresentante del Movimento delle
donne curde in Francia, Mir Perwer, un compagno artista che lavorava per dare
voce alla cultura curda e Abdurrahman Kizil, un attivista parte del Consiglio
del Popolo curdo a Parigi. Anche in questo caso le autorità francesi hanno
trovato l’esecutore ma hanno deciso di coprire il mandante, cioè i servizi
segreti turchi, dichiarando che "chi ha sparato è un malato psichiatrico”.
Il 9 e 10 Gennaio 2026 è importante ritrovarsi non solo per non dimenticare le
compagne e i compagni uccisi e chiedere al governo francese di assumersi la
responsabilità di quanto avvenuto, ma anche per ricordare che quegli assassinii
si inseriscono in un conflitto ampio che vede frapporsi, da decenni, le forze
che lottano per il confederalismo democratico in Medio Oriente e forze
reazionarie che invece tramano per profitto. Una lotta, quella dei fratelli e
sorelle curde e non solo, che ha condotto prima alla liberazione di Kobane
dall’ISIS, e dopo all’affermarsi del Confederalismo Democratico come nuovo
modello di organizzazione della società, basato sull’esercizio di una democrazia
diretta, l’ecologismo e (non da ultimo) la liberazione delle donne.
Ricordare Sara, Rojbin e Ronahî, Evin, Mir e Abdurrahm significa ritrovare le
radici di quella stessa lotta e, attraverso la loro memoria, difendere il
presente!
VENERDÌ 9 GENNAIO 2026 ORE 18.00 - PRESIDIO A CAMPO DE’ FIORI
SABATO 10 GENNAIO 2026 ORE 11.00 - RACCONTI DI VITA E DI LOTTA CENTRO
SOCIO-CULTURALE ARARAT (Largo Dino Frisullo)